The Invite, recensione: la polarizzazione sentimentale secondo il remake di Olivia Wilde

L'attrice sta ancora cercando un centro gravitazionale adattando un film spagnolo che, dal 2020, ha fatto il giro del mondo. Tra crisi di coppia, vino rosso ed eleganza borghese, il film merita di essere visto per il grande cast.

I protagonisti di The Invite

Anche gli americani lo fanno. Cosa? Ovvio, il remake. Già perché se è vero che The Invite di Olivia Wilde è un buon film (ma nulla di più), bisogna anche dire che lo spunto arriva dal film spagnolo Sentimental (2020), a sua volta tratto dall'opera teatrale Los vecinos de arriba. E in questo senso va ricordato che, tanto per cambiare, anche noi ne abbiamo realizzato un adattamento nel 2022 (Vicini di casa di Paolo Costella) con un risultato, tuttavia, dimenticabile.

Iwp Invite Keyset Still 8
Wilde, Roge, Cruz e Norton in scena

Pur universale nel suo tema (crisi di coppia, ma non solo), il grande punto nevralgico del film continua a essere il suo irrimediabile senso borghese che sembra aleggiare sulla sceneggiatura, in questo caso adattata da Will McCormack e Rashida Jones. D'altra parte, e considerando quanto un certo cinema sia in crisi di idee, The Invite è tra i primi film tecnicamente indipendenti (negli States distribuisce A24) a essere un diretto remake quasi da copia-e-incolla.

The Invite, la crisi di coppia è servita

Molto in breve, la trama racconta di Joe e Angela (Seth Rogen e Olivia Wilde). Una volta erano innamorati, ora la relazione sembra arrivata al capolinea. Incomprensioni, delusioni lavorative, noia, continui litigi. Insomma, coppia che scoppia. Se ogni piccola scaramuccia si trasforma in una battaglia casalinga, la situazione implode quando Angela, senza avvisare Joe, invita a cena i vicini di casa Pina e Hawk (Penélope Cruz ed Edward Norton), ben più affiatati, infuocati e rumorosi. La cena si trasforma presto in una specie di seduta psicologica, affettiva e sessuale.

Un grande cast salva il remake di Olivia Wilde

Banale dire che il motivo principale per vedere The Invite è il cast. Quello diretto da Olivia Wilde - che come regista sembra stia ancora cercando un centro di gravità dopo la folgorazione Booksmart e il discutibile Don't Worry Darling - è il classico film guidato da attori che si muovono in uno spazio chiuso a metà tra set e palcoscenico.

The Invite Film
Cruz e Wilde

Non potrebbe mai essere additato come una commedia, piuttosto come lo specchio di una polarizzazione sociale e sentimentale che sfiora una certa latente tossicità. Si ride e si sorride, mica diciamo il contrario, ma non è questo - crediamo - lo spirito migliore dell'opera. Chiaramente da intendere come microcosmo, l'appartamento è infatti il ring in cui una coppia, aiutata (in)volontariamente da un'altra, può finalmente affrontare a viso aperto i propri problemi, facendo sì che la resa dei conti passi attraverso la rottura del comfort e della routine.

The Invite Norton
Norton e Penelope Cruz

Insomma, The Invite si gioca tutto sull'alternarsi intonato dei protagonisti (in particolar modo Seth Rogen e Penélope Cruz, i poli opposti), senza che s'aggiunga granché al materiale originale. Cinema, certo, ma anche e soprattutto opera teatrale applicata al grande schermo. Il lavoro della Wilde si aggancia così a una lunga tradizione (spesso fortunata), accendendo la luce sulle dinamiche sentimentali trattate con sagacia, intelligenza e un filo di spregiudicatezza.

Se fingiamo che tutto questo non sia materiale già raccontato, allora sì, The Invite ha una sua ragione d'esistere, ammantata da un'eleganza visiva e dall'ottima colonna sonora di Dev Hynes. Ma ciò che fa la differenza, e probabilmente salva il film, è vedere quattro grandi interpreti nello stesso salotto. Una cosa che non capita così spesso.

Conclusioni

Olivia Wilde adatta un film spagnolo del 2020 puntando alla scena e ai dialoghi. Ammantato da una certa eleganza sconfinando però nel borghese, The Invite si focalizza sulla crisi di coppia e sulla polarizzazione sentimentale. Da vedere soprattutto per l'ottimo cast.

Movieplayer.it
3.0/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • Il cast, ovvio.
  • L'eleganza.
  • La colonna sonora.

Cosa non va

  • Difficile giudicare l'idea: è un remake.
  • Una certa borghesia di fondo.
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