The End of the F***ing World

2017 - ....

The End of the F***ing World, Hard Sun e le nuove serie della settimana

Dopo il primo appuntamento della scorsa settimana, continuiamo a presentarvi le serie più interessanti uscite in questa prima parte di gennaio, da The End of the F***ing World disponibile su Netflix a The Chi, andata in onda su Showtime e che da noi probabilmente arriverà su Sky.

Andrea Fornasiero

La seconda tranche delle partenze seriali dei primi giorni di gennaio vede in testa due titoli molto forti di Netflix. In realtà uno dei due sarebbe dell'anno scorso, ma visto che l'anno scorso questa rubrica non c'era abbiamo comunque voluto includerlo. Anche l'altro è un'eccezione, perché non parleremo spesso di cartoon o anime giapponesi, se non quando si tratta di casi eccezionali o di oggetti di culto come questo. E poi un bello e insolito dramedy Rai, un roboante action thriller inglese e un (melo)drama all black dalle periferie americane.

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The End of the F***ing World

The End of the F***ing World: Alex Lawhter e Jessica Barden in una foto della serie

Dark comedy tratta da un fumetto omonimo di Charles S. Forsman (pubblicato in Italia da 001 edizioni), è una produzione dell'inglese Channel 4 dello scorso ottobre, che ora arriva su Netflix. Racconta l'improbabile fuga romantica dalla banalità della vita liceale di un ragazzo e una ragazza, entrambi decisamente problematici. Lui infatti ha pulsioni omicide e pensa di uccidere anche la sua compagna di avventura, che in compenso lo prende continuamente in contropiede con la propria irruenza e lo aiuta a suo modo a uscire dal proprio guscio. La serie è un debutto per Jonathan Entwistle, sceneggiatore e regista che prima ha realizzato solo cortometraggi, ed è interpretata da Jessica Barden e Alex Lawther. La prima ha già avuto ruoli da teenager intrattabile e sboccata fin da Tamara Drewe - Tradimenti all'inglese e in Tv si è recentemente vista in Penny Dreadful, Alex Lawther invece era il protagonista dell'episodio Zitto e balla di Black Mirror ed è poi passato per la recente miniserie Casa Howard. Al cast iniziale si aggiungerà poi, nelle vesti di una poliziotta, Gemma Whelan, la Yara Greyjoy de Il trono di spade. Il pilot di The End of the F*ing World ha ritmo da vendere e personaggi spiazzanti che innervano di nuova energia la ben nota dinamica della coppia in fuga.

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Devilman Crybaby

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Nuovo adattamento del manga di culto di Gô Nagai, per la prima volta davvero fedele fino alla sua apocalittica conclusione, è una produzione di Netflix che si affida a uno dei più talentuosi autori dell'attuale animazione giapponese: Masaaki Yuasa. Vede protagonisti Akira Fudo e il suo misterioso e ricchissimo amico Ryo. Questi fa in modo che Akira venga posseduto dal terribile demone Amon, confidando che il buon cuore del ragazzo gli permetta di mantenere la propria umanità e così è: dalla loro unione nasce Devilman. Yuasa, fresco di premio ad Annecy per Lu Over the Wall, racconta il tutto con uno stile decisamente personale, sia nel disegno molto diverso da quello di Nagai ed estremamente plastico, sia per i colori sparati e acidi, sia per sequenze più sperimentali in cui le figure si riducono a silhouette o sono altrimenti distorte. Narrativamente, per quanto sia vicino a Nagai, la cui opera era del resto già allucinata, aggiorna la storia ai tempi odierni e spiazza il pubblico un protagonista che prima di diventare Devilman è sgradevolmente debole e propenso alle lacrime, oltre che con parentesi di puro rap in giapponese, piuttosto lunghe e in almeno un caso davvero notevoli.

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La Linea Verticale

La linea verticale: Valerio Mastandre e Greta Scarano in una scena

A un uomo viene diagnosticato un tumore al rene, da operare al più presto. Lo ritroviamo presso il reparto di oncologia di un ospedale pubblico italiano, dove non mancano noia e meschinità ma in cui il chirurgo è un vero luminare amato da tutti. La serie è disponibile su RaiPlay per intero e inoltre è programmata settimanalmente su Rai3. La linea verticale è scritta e diretta da Mattia Torre, già tra gli autori di Boris e di Dov'è Mario?, che ha tratto ispirazione da una sua esperienza personale, da cui ha avuto la luce anche un libro omonimo pubblicato da Baldini & Castoldi. Ne è protagonista Valerio Mastandrea, che per Torre aveva già recitato a teatro oltre che in Tv in Buttafuori e al cinema in Ogni maledetto Natale. Al suo fianco troviamo Greta Scarano, Babak Karimi (già attore del grande Asghar Farhadi), il sempre ottimo Gianfelice Imparato, un sorprendente Giorgio Tirabassi e tre ex protagonisti di Boris: Paolo Calabresi, nei panni di un prete in crisi vocazionale, Antonio Catania e Ninni Bruschetta, che interpretano due medici molto diversi, uno ormai disincantato e l'altro invece entusiasta appena c'è un'operazione di chirurgia. Il tutto viene raccontato con una comicità che esonda nel surreale, con digressioni accompagnate dalla voce over di Mastandrea che oscillano tra satira e sociologia, e con uno umorismo che rifiuta il cinismo e scopre per una volta che qualcosa di buono si trova anche negli italiani.

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Hard Sun

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Dramma pre-apocalittico della BBC, realizzato con notevole sforzo produttivo e ritmo concitato, vede una coppia di detective scoprire dati inoppugnabili su una incombente fine del mondo. Uno dei due è un uomo non proprio pulito mentre l'altra è una donna tostissima, entrambi però dovranno battersi perché la loro scoperta non sia insabbiata dai servizi segreti. La serie è frutto della mente di Neil Cross, noto soprattutto per Luther e reduce dall'infelice avventura americana di Crossbones. Il pilot è diretto da Bryan Kirkwood, veterano di serie di qualità come Luck, Il trono di spade e Penny Dreadful, e vede protagonisti Jim Sturgess e Agyness Deyn. Il primo è più noto come attore cinematografico e ha lavorato con Lana e Lilly Wachowski in Cloud Atlas, con Tornatore in La migliore offerta e con Julie Taymor in Across the Universe, mentre in Tv arriva dal sonoro flop di Feed the Beast. Agyness Deyn è stata protagonista di film inglesi inediti in Italia come Sunset Song e The White King e questa è la sua prima serie Tv. Ha invece il ruolo della villain una veterana della BBC come Nikki Amuka-Bird, già vista in Survivors e in Luther, oltre che nella miniserie Usa Quarry. Nonostante le ottime premesse, Hard Sun è però deludente per la schematicità con cui è ordita la cospirazione, tutto a favore dell'inseguimento dell'azione, quasi fossimo in un blockbuster americano. Deyn è una presenza che buca lo schermo, ma non basta a elevare una serie dalla scrittura così semplicistica.

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The Chi

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Dramma corale ambientato in quartiere del versante Sud di Chicago in onda su Showtime (quindi in Italia arriverà probabilmente su Sky) si apre con il ritrovamento di un cadavere da parte di un eccentrico ragazzino. Secondo la legge del ghetto, dove la giustizia non arriva e bisogna praticarla da soli, il lutto si trasforma in vendetta e la tragedia cresce e tocca anche altri personaggi, rischiando di divenire vendetta a sua volta in un circolo vizioso. La regia del pilot è di Rick Famuyiwa, già autore del film apprezzato nel circuito indie Dope, ma tutto nasce da un'idea della showrunner Lena Waithe, che è cresciuta nello stesso quartiere ed è stata la prima donna nera a vincere un Emmy come miglior sceneggiatrice di comedy proprio quest'anno, per l'episodio Il Ringraziamento di Master of None. Sebbene sia anche attrice non fa parte del cast, che comprende invece: Jason Mitchell, appena visto e apprezzato in Mudbound, Sonja Sohn, la Kima di The Wire, e Ntare Mwine, il sous-chef di Treme. Proprio a queste due serie di David Simon, tra criminalità e identità di quartiere, sembra guardare The Chi, che però ha un'anima molto più melodrammatica, forse anche troppo vista la quantità di pianti del primo episodio. A stemperare le lacrime c'è in compenso un linea narrativa molto più vitale e meno scontata, dedicata a un bambino e ai suoi amici tra la scuola e la strada.

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Cinecittà World
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