The Bibi Files, la recensione: come Netanyahu ha usato Gaza per salvarsi dal carcere

Un'analisi del film "proibito" su Netanyahu, nelle sale italiane con Mescalito Film; prodotto da Alex Gibney e diretto da Alexis Bloom, The Bibi Files fa luce sull'inchiesta per corruzione e sulle conseguenze sul conflitto israelo-palestinese.

Benjamin Netanyahu al telefono in automobile

Potrebbe sembrare un'ordinaria storia di mal politica italiana, se non fosse che riguarda la massima autorità dello stato d'Israele e coinvolge una delle guerre più sanguinose dell'era moderna. Diretto da Alexis Bloom e prodotto da Alex Gibney, The Bibi Files è un film che "non dovrebbe esistere". E probabilmente non esisterebbe davvero senza una manciata di produttori capitanati da Gibney e dal giornalista investigativo israeliano Raviv Drucker.

The Bibi Files Benjamin Netanyahu Moglie
Bibi Netanyahu e la moglie Sara circondati dall'entourage

Ma alla base del documentario, in cui viene ricostruita l'inchiesta per corruzione che vede coinvolti Bibi Netanyahu, la moglie Sara e il figlio Yair, ci sono mille ore di registrazioni degli interrogatori della polizia al Primo Ministro di Israele e dei suoi collaboratori fatti pervenire ad Alex Gibney da una fonte anonima che, nella primavera del 2023, lo ha contattato sull'app Signal. Perché The Bibi Files non dovrebbe esistere? Oltre a ledere l'immagine pubblica del leader di una delle principali potenze mondiali, il documentario di Alexis Bloom viola una legge israeliana che vieta la diffusione pubblica di registrazioni visive o sonore degli interrogatori di polizia. Divieto aggirato dalla produzione che batte bandiera internazionale anche se il film è vietato (ufficialmente) in Israele.

Sigari, champagne e mazzette: l'altra faccia di Netanyahu

Il falco della politica internazionale che, con qualche interruzione, è alla guida di Israele dagli anni '90 tradito dai sigari Cohiba? The Bibi Files rappresenta l'altra faccia della medaglia di Naza, anch'esso attualmente nei cinema italiani. Se il film di Yuval Abraham e Rachel Szor fa luce sulla tecnologia e sulle tattiche usate dall'esercito israeliano per sterminare i terroristi, e con loro buona parte degli abitanti di Gaza, il documentario prodotto da Alex Gibney evidenzia come l'inasprirsi del conflitto abbia coinciso con l'indagine per corruzione denominata Caso 1000, 2000 e 4000 che ha visto coinvolto Netanyahu.

The Bibi Files Benjamin Netanyahu Ultradestra
Bibi Netanyahu e i suoi alleati dell'ultradestra in un murale a Israele

Se l'investigazione si è conclusa con l'incriminazione ufficiale di Bibi perché lui è ancora impunito? Semplice. Perché il Primo Ministro israeliano continua a sfruttare la guerra a Gaza come un espediente per procrastinare il procedimento penale, arrivando a tentare di modificare più volte il sistema giudiziario per sfuggire alla condanna. Ma a che prezzo? Per scoprirlo basta accendere un telegiornale a caso.

Un documentario meticoloso che fa luce sulle ragioni della "guerra infinita" contro la Palestina

The Bibi Files ricostruisce l'indagine per corruzione che si è svolta tra il 2016 e il 2018 grazie alle immagini degli interrogatori della polizia giunte ad Alex Gibney. Attorno a questo nucleo prezioso la regista Alexis Bloom ha costruito un documentario incalzante accostando interviste, testimonianze, materiali di repertorio e immagini legate all'attualità. Il ritratto di Benyamin Netanyahu che ne emerge è quella di un uomo di potere arrogante, spietato, pronto a mentire senza batter ciglio per salvare se stesso e i propri cari, ma anche di un individuo succube della moglie, amante dell'alcool e dei gioielli vistosi, e incapace di frenare gli estremismi del figlio.

The Bibi Files Benjamin Netanyahu Politici
Benjamin Netanyahu in una scena di The Bibi Files

In una rete di alleanze coi potenti, Netanyahu sarebbe intervenuto in aiuto a figure di spicco, tra cui Arnon Milchan, magnate di Hollywood che ha prodotto C'era una volta in America, La guerra dei Roses, Pretty Woman e 12 anni schiavo, piegando le leggi israeliane in cambio di regali costosi tra cui fiumi di champagne e sigari Cohiba. Il politico avrebbe, inoltre, manipolato l'opinione pubblica salvando dai debiti il proprietario del sito di informazione Walla! Shaul Elovitch per mettere a tacere le voci contro. Spregiudicato, aggressivo, irriverente nei confronti della polizia. L'immagine che emerge di Netanyahu potrebbe minarne la posizione in vista delle elezioni israeliane del 27 ottobre: le sue dichiarazioni vengono infatti smentite pubblicamente da un sapiente montaggio che le mette a confronto diretto con le testimonianze dei fatti. Il cuore del film risiede, tuttavia, nella parte finale, in cui il documentario tira le fila facendo luce sul legame tra le vicende giudiziarie di Netanyahu e il conflitto a Gaza.

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The Bibi Files Benjamin Netanyahu Documentario
Benjamin Netanyahu in una scena del documentario di Alexis Bloom

"Netanyahu ha venduto l'anima del suo paese per salvare se stesso". Il motivo per cui Bibi ha fatto di tutto per evitare che The Bibi Files fosse distribuito in Israele è lampante. La morte del fratello, ucciso nel 1976 durante un'operazione in Uganda per liberare ostaggi israeliani, sarebbe all'origine della sua discesa in politica, ma l'inasprimento del conflitto coinciso con l'accordo con l'ultradestra sionista, che lo ha riportato la governo nel 2022, sarebbe un tentativo disperato di ritardare il più possibile (all'infinito?) il procedimento giudiziario che lo vede coinvolto.

The Bibi Files Gaza
Una manifestazione di coloni israeliani riuniti in Cisgiordania

L'accusa è pesantissima. Il trasferimento di fondi dal Qatar nei confronti di Hamas con l'obiettivo politico di indebolire l'Autorità Palestinese e mantenere divisa la leadership avrebbe alimentato una polveriera incontrollabile. E infatti, puntualmente, la polveriera è esplosa il 7 ottobre 2023, imprimendo un'escalation inarrestabile al conflitto. Le mani di Netanyahu sono sporche di sangue, ma anche piene dei costosi regali che arrivavano a chili nascosti in scatoloni e borse frigo. E se nei video degli interrogatori vediamo il ministro, noto per la sua memoria prodigiosa, trincerarsi dietro una sfilza di "Non ricordo" di fronte alle domande degli inquirenti, bastano le parole dell'ex assistente di Milchan, Hadas Klein, a fare chiarezza sui suoi illeciti.

Sconvolgente nella sua lucida esposizione dei fatti, The Bibi Files è un saggio impressionante sulla natura umana e sui meccanismi del potere, ma è anche un documento prezioso che potrebbe aprire gli occhi a coloro che saranno disposti a mettere da parte l'ideologia per analizzare i fatti.

Conclusioni

Con una puntuale ricostruzione dei fatti, la regista Alexis Bloom e il produttore Alex Gibney hanno portato alla luce le immagini degli interrogatori a Bibi Netanyahu, facendo conoscere al mondo il caso di corruzione che rischia di fargli perdere la sua leadership e mandarlo in carcere, in un documentario lucido e impietoso. Il film-denuncia mostra come l'inasprirsi del conflitto a Gaza sia una conseguenza dei tentativi disperati di Bibi di sfuggire al carcere.

Movieplayer.it
4.0/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • Il modo in cui il film d'inchiesta è costruito lo rende una testimonianza efficace e preziosa.
  • La chiarezza dell'esposizione, che riassume i fatti con semplicità.
  • Il montaggio acutissimo che accosta le bugie di Bibi alla parola degli altri testimoni.

Cosa non va

  • Costruito come una critica unilaterale nei confronti del leader di Israele, il film manca di contraddittorio.
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