Terapia di coppia per amanti

2017, Commedia

Terapia di Coppia per Amanti: una “relazione” dimenticabile

Non solo le coppie sposate o i conviventi vanno in terapia, ma anche gli amanti. La commedia di Alessio Maria Federici è un bizzaro focus sulle problematiche di una relazione clandestina, ma che si rivela essere troppo superficiale e povera di reale sentimento.

Terapia di coppia per amanti è il nuovo film di Alessio Maria Federici, tratto dall'omonimo romanzo di Diego De Silvia. Una commedia grottesca, dove due amanti decidono di entrare in terapia e le problematiche uomo-donna vengono allo scoperto tra stereotipi, cliché e un lieto fine alla "e vissero felici e contenti" che fa storcere il naso.
Protagonisti Ambra Angiolini, nel ruolo di Viviana, casalinga disperata che è passata da un amante all'altro e mamma troppo apprensiva nei confronti di suo figlio adolescente, e Pietro Sermonti, interprete del Modesto tanto abile con la chitarra quanto disastroso nelle relazioni.

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Tra relazioni, tradimenti e stereotipi

Terapia di coppia per amanti: Pietro Sermonti e Ambra Angiolini in un momento del film

E Viviana sembra essere il classico stereotipo di donna indecisa, nervosa, che vuole tutto e non vuole niente. Capricciosa e nevrotica, bambina e femmina, e che invece di voler salvare il suo matrimonio, vorrebbe solo salvare la sua relazione clandestina, desiderosa più che mai di una storia alla luce del giorno, carica di passione e stanca di non sapere nemmeno come definire la sua relazione con Modesto. Al contrario, Modesto vorrebbe vivere ogni giorno come viene, godersi la spensieratezza, il cogliere l'attimo e vivere di espedienti e battutine, ma non può fare a meno di fare l'equilibrista, perennemente in bilico tra musica, famiglia e amore. Continuare a stare tranquillamente in due scarpe senza, paradossalmente, complicare troppo i sentimenti. Ma questa, alla fine della giostra, è tutta una maschera, quella classica dell'uomo spavaldo e cinico, ma che sotto sotto smaschera delle fragilità ben più intense e radicate.

Terapia di coppia per amanti: Pietro Sermonti, Sergio Rubini e Ambra Angiolini in una scena del film

Terapia di coppia per amanti è una commedia dall'incipit accattivante, un po' scorretto ma non per questo non interessante, ma che fa esageratamente leva sui cliché di questo tipo di dinamiche, restando incastrato come un ragno nella propria tela. Una narrazione che stenta a decollare, consumandosi, bruciandosi troppo in fretta, senza lasciare elementi davvero convincenti per lo spettatore.

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Terapia di coppia per personaggi mal riusciti

Terapia di coppia per amanti: Pietro Sermonti, Sergio Rubini e Ambra Angiolini in un momento del film

Frizzante la coppia composta da Angiolini e Sermonti, ma anche loro sembrano non riuscire a liberarsi da battute già sentite, emozioni non autentiche, fossilizzati su un'ironia stantia che riesce a sciogliersi unicamente sul finale, o meglio, come se fosse un cinecomic, sui titoli di coda, dove gli attori si liberano da qualsiasi redine e possono liberamente calarsi nei panni dei personaggi, lasciando libero sfogo all'improvvisazione, a quella parte più naturale e gioiosa della recitazione.
A completare il quadro troviamo Sergio Rubini, interprete dell'esperto psicologo "aggiustatore" di cuori infranti. Più che un vero dottore, Malavolta è più un guru, un uomo di spettacolo, che infatti dispensa consigli ai più disperati anche all'interno di un programma televisivo. Eppure Malavolta sembra essere davvero un mago in fatto di "rapporti in dirittura d'arrivo", convincendo perfino Viviana a trascinare Modesto in terapia, ma ogni medaglia ha una doppia faccia, e lo stesso dottore non è certo uno stinco di santo. Non solo traditore, ma anche perdutamente innamorato, tenuto in bilico da una ragazza molto più giovane di lui, libertina e spensierata, in cerca prima di un rapporto duraturo, poi bisognosa di non avere vincoli e costrizioni, lasciando il povero Malavolta immerso nei problemi dei suoi pazienti e nella propria agonia.

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Un film sulle relazioni ma privo di sentimento

Terapia di coppia per amanti: Pietro Sermonti e Sergio Rubini in una scena del film

Un vero e proprio calderone all'inizio interessante ma che già dopo i primi minuti finisce col diventare ridondante, dilatato, non facendo altro che annoiare lo spettatore con una serie di situazioni che, più si va avanti, più diventano improbabili e poco plausibili. Poco più di novanta minuti che sembrano il triplo, consumati tra sequenze infinite, dialoghi surreali e personaggi piatti, privi di approfondimento o sfumature. Macchiette, niente di più o di meno, che lasciano del tutto indifferente lo spettatore, togliendogli anche quella piccola curiosità di capire cosa il regista avrebbe davvero voluto comunicare con il film.

Terapia di coppia per amanti: il regista Alessio Maria Federici sul set del film

Non una commedia, non un thriller, non una pièce grottesca o un dramma dell'assurdo. Un film privo di anima che lascia indifferente lo spettatore, dall'inizio alla fine, non coinvolgendolo e, soprattutto, non riuscendo a creare un rapporto con i protagonisti. Federici non riesce a sfruttare fino in fondo il racconto di De Silva che, nel suo paradosso, si fonda sulla quotidianità, sul rapporto di coppia, su momenti in cui è possibile riconoscersi, facendo del luogo comune l'arma vincente per arrivare al lettore. Tutto questo in Terapia di coppia per amanti manca, finendo presto col diventare un film che si dimentica facilmente, ancora prima di lasciare la sala.

Terapia di Coppia per Amanti: una “relazione”...
Gabriella Giliberti
Redattore
2.5 2.5
Cinecittà World
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