10 star sprecate nei cinecomic

Non sempre talento, fama e premi Oscar vanno d'accordo con i cinecomic: ecco dieci casi emblematici.

CLASSIFICA di 11/12/2021
L'uomo ragno in azione nel blockbuster Spider-Man 2
L'uomo ragno in azione nel blockbuster Spider-Man 2

Da genere snobbato a re assoluto del cinema pop. Nel corso degli ultimi 20 anni il cinecomic si è preso la sua rivincita nei confronti di tutti quelli che lo consideravano una specie di fenomeno da baraccone in calzamaglia. Perché nonostante qualche sussulto, come il Superman di Donner e i Batman di Burton, i cinecomic erano spesso sinonimo di film tutt'altro che indimenticabili, ma da Blade in poi le cose sono cambiate. Sono arrivati autori come Sam Raimi, Ang Lee, Christopher Nolan e Brian Singer con una loro visione d'autore. Poi è arrivato il grande spartiacque: quel Marvel Cinematic Universe che ha reso il cinecomic il genere d'oro di Hollywood. Un vero e proprio Re Mida che ha ovviamente attratto sempre più star al suo interno. Però non sempre le cose sono andate per il meglio. Sì, perché a volte la presenza di grandi star si è dimostrata superflua o addirittura gestita male, incapace di aggiungere davvero un valore al film di turno. Allora lanciamoci alla riscoperta di dieci star sprecate nei cinecomic. L'ordine va dal minore al maggiore degli sprechi.

10. Glenn Close (Guardiani della Galassia Vol 1.)

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Una presenza del tutto accessoria quella della grande Glenn Close all'interno del primo Guardiani della Galassia. Nei panni della leader dei Nova Corps la grandissima attrice americana non ha praticamente mai tempo e spazio per lasciare la sua firma sul film. James Gunn si permette il lusso di ospitare una fuoriclasse e utilizzarla come piccolo addobbo nel suo albero colorato di nome Groot. Da grande attrice qual è, Close si sintonizza subito con il tono sopra le righe del film, ma ovviamente non riesce a lasciare il segno.

10 cinecomic sottovalutati

9. Michelle Pfeiffer (Ant-Man and the Wasp)

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Per noi Michelle Pfeiffer in un cinecomic sarà sempre sinonimo di Catwoman, ovvero uno dei casting più ispirati e riusciti nella storia del genere. Molti anni dopo la splendida attrice passa dai felini agli insetti con Ant-Man and the Wasp, dove interpreta Janet, moglie scomparsa di Hank Pym. Quello di Pfeiffer è una specie di cameo, un tributo marginale che in fin dei conti si rivela una presenza minuscola, incapace di emergere davvero dal caos del mondo quantico. Non è un caso se, durante il funerale di Tony Stark in Endgame, quando l'abbiamo rivista, abbiamo esclamato: "Ah, è vero. Nel Marvel Cinematic Universe c'è anche Michelle Pfeiffer".

8. Idris Elba (Thor saga)

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Carisma, presenza scenica e classe da vendere. Non è un caso che Idris Elba sia stato spesso accostato al ruolo di James Bond. L'attore londinese, che per noi sarebbe stato un Blade perfetto, è stato eletto guardiano supremo di Asgard nella saga di Thor, dove veste i panni di Heimdall. Personaggio fiero, leale e valoroso, ma che ha avuto pochissimo spazio nonostante sia apparso in tutti i capitoli della saga del Dio del Tuono. Un gran peccato avere in casa un talento come quello di Elba per vederlo spiccare così poco.

7. Jeremy Irons (Batman V Superman, Justice League)

Batman v Superman: Dawn of Justice: Alfred nel nuovo trailer del film
Batman v Superman: Dawn of Justice: Alfred nel nuovo trailer del film

Sulla carta un Alfred rivoluzionario e diverso dal solito. Un Alfred che si distacca totalmente dall'immagine saggia del meraviglioso Michael Caine visto nella saga di Nolan. L'Alfred di Jeremy Irons assomiglia più a un complice che a un mentore, quasi un amico di Bruce Wayne. Una caratterizzazione interessante che però sia in Batman V Superman che in Justice League è solo stata accennata e non ha mai avuto davvero grande respiro. Un gran peccato.

6. Willem Dafoe (Aquaman)

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Se Michelle Pfeiffer sarà sempre Catwoman, per tutti noi Willem Dafoe sarà sempre e soltanto Norman Osborn. Anzi: Green Goblin. A breve ci accorgeremo che lo è ancora, visto che riapparirà in splendida forma nell'atteso Spider-Man: No Way Home. Diciamolo, il suo ghigno malefico lo rende anche un perfetto Joker, ma il nostro ha fatto un tuffo in casa DC in un altro ruolo. Stiamo parlando di Vulko, il mentore di Aquaman. Personaggio con del potenziale totalmente inespresso nel corso di tutto il film. Anche in questo caso il rapporto tra il talento dell'attore e lo spazio avuto nel film è abbastanza impietoso.

5. Pedro Pascal (Wonder Woman 1984)

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Wonder Woman 1984: un'immagine del trailer

Wonder Woman 1984 è un film problematico. Un film non solo ambientato negli anni Ottanta, ma con tante ingenuità e uno stile visivo volutamente anni Ottanta. Una rievocazione che purtroppo non funziona, e ricade negativamente anche su alcuni personaggi. Lo sa bene Pedro Pascal, con il suo antagonista a metà strada tra una parodia di Trump e un presentatore di televendite. Un ruolo grottesco e sopra le righe, che non riesce proprio a salvare Pedro Pascal da una performance abbastanza imbarazzante. Quindi, sì, anche lui star totalmente sprecata.

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4. Jessica Chastain (X-Men: Dark Phoenix)

X-Men: Dark Phoenix, Jessica Chastain in una foto del film
X-Men: Dark Phoenix, Jessica Chastain in una foto del film

Da queste parti siamo grandi fan degli X-Men, ed è per questo che abbiamo ancora il cuore a pezzi per come è stata chiusa la loro saga. Difficilmente un film piatto e insulso come X-Men: Dark Phoenix un giorno risorgerà dalle proprie ceneri, perché crediamo sia già stato dimenticato e chiuso negli sgabuzzini della nostra memoria. Lo dimostra anche lo spreco totale di un talento incredibile come quello di Jessica Chastain, qui chiamata a dare forma all'antagonista della storia. Peccato che il sui personaggio sia stereotipato, senza motivazioni approfondite e incapace di lasciare il segno sulla storia. Unica consolazione: in quel film non c'è davvero niente che funzioni.

3. Oscar Isaac (X-Men: Apocalisse)

X-Men: Apocalypse: un'immagine potente del primo trailer del film
X-Men: Apocalypse: un'immagine potente del primo trailer del film

Sulla cresta dell'onda da oltre dieci anni, Oscar Isaac ha avuto la capacità di muoversi con grande disinvoltura tra blockbuster e cinema indipendente. L'anno prossimo lo vedremo finalmente negli instabili panni di Moon Knight, ma nel 2016 il nostro non ha resistito al richiamo degli X-Men, partecipando al sequel del riuscito X-Men: Giorni di un futuro passato. Il ruolo è quello del villain principale (l'Apocalisse del titolo), presentato in pompa magna sin dalla scena post-credit del film precedente e poi rivelatosi un personaggio davvero inconsistente. Nessuno spessore, un aspetto tutt'altro che memorabile e il talento di Isaac totalmente soffocato.

2. Cate Blanchett (Thor Ragnarok)

Thor: Ragnarok - L'attrice Cate Blanchett interpreta Hela
Thor: Ragnarok - L'attrice Cate Blanchett interpreta Hela

Sulla carta un film apocalittico, epico e con dilemmi familiari shakespeariani. Nella sostanza Natale ad Asgard. Da queste parti non abbiamo molto apprezzato la svolta che Taika Waititi ha regalato a Thor. Una virata brusca che vorrebbe essere brillante e divertente, ma finisce per diventare puerile e parodistica. Secondo noi il regista ha soltanto provato ad imitare (male) la goliardia dei Guardiani della Galassia, con tanto di musica pop e font del titolo che richiamavano gli anni Ottanta, ma a livello di scrittura siamo su un altro pianeta rispetto a James Gunn. A farne le spese è soprattutto il personaggio di Hela, sorella di Thor, ridotto a macchietta senza spessore. Per questo vedere un Premio Oscar dal talento sconfinato come Cate Blanchett in quel ruolo resta uno spreco. O meglio: un piccolo affronto.

1. Tom Hardy (Venom saga)

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Venom - La furia di Carnage: Tom Hardy in una scena del film

Ed eccoci davanti allo spreco degli sprechi. Sì, lo sappiamo, per alcuni saremo impopolari, ma conoscendo il talento istintivo e il carisma spontaneo di Tom Hardy, noi crediamo che il suo lavoro in Venom sia davvero sprecatissimo. Premessa: secondo noi l'attore sarebbe stato il perfetto erede di Hugh Jackman nei panni di Wolverine, visto che la conformazione fisica di Hardy è molto simile a quella del personaggio visto nei fumetti. Rimasto in casa Marvel, l'attore ha così abbracciato la maledizione del simbionte, ma senza mai far venire a galla la sua anima in pena. Nei panni di Eddie Brock il nostro non ha mai avuto la possibilità di esprimersi davvero, vittima di una scrittura superficiale e di una caratterizzazione quasi nulla del personaggio. È difficile mettere un bravo attore in difficoltà, ma i siparietti comici visti in Venom ci riescono sempre benissimo.