Skeleton Crew, intervista agli autori della serie Star Wars: “Ci siamo ispirati ai film per ragazzi anni '80"

Abbiamo incontrato Jon Watts e Christopher Ford per farci raccontare le ispirazioni e il tono dello show per ragazzi ambientato nella "Galassia Lontana Lontana". Disponibile su Disney+ dal 3 dicembre.

Jon Watts e Christopher Ford

Jon Watts e Christopher Ford sono due nomi che dovrebbero farvi scattare sensazioni positive: il primo l'abbiamo apprezzato di recente alla guida di Brad Pitt e George Clooney per Wolfs, insieme li abbiamo visti alla prova con Spider-Man sin dal debutto nel Marvel Cinematographic Universe con Homecoming. Di nuovo insieme li ritroviamo ora come autori di Skeleton Crew, l'ultima serie targata Star Wars che troveremo su Disney+ dal 3 dicembre. Vi anticipiamo che si tratta di qualcosa di diverso da quello a cui la saga nata dalla mente di George Lucas ci aveva abituato negli ultimi tempi, perché mette al centro del racconto un gruppo di ragazzi, un tesoro e un'avventura che profuma di un cinema del passato. Qualcosa di nuovo e fresco per "la galassia lontana lontana", e qualcosa di cui Star Wars aveva bisogno.

Skeleton Crew: intervista a Jon Watts e Christopher Ford

Skeleton Crew Sith
Jude Law in Skeleton Crew

"Siamo partiti da qualcosa di molto semplice" ci hanno detto Jon Watts e Chris Ford, "volevamo raccontare la storia di un un gruppo di ragazzi che non sa quanto grandi sia la loro galassia, che in quel mondo si perdono e devono ritrovare la strada di casa." Un concetto semplice, come spesso le grandi storie sono, e ci è venuto naturale chieder loro quali siano state le loro principali ispirazioni: "C'è sicuramente un'atmosfera da film per ragazzi degli anni '80, ma forse è perché siamo cresciuti in quegli anni e guardavamo quei film. Pensiamo in particolare a quelli della Amblin, perché prendevano i ragazzi seriamente." E si nota anche solo guardando ai presupposti della serie, un'avventura per ragazzi e un tesoro. Un po' alla Goonies.

Ma non c'è solo quello, ci sono anche i film sui pirati. "Abbiamo riguardato vecchi film di pirati degli anni '30, titoli come The Sea Hawk o Captain Blood, cercando di farci influenzare allo stesso modo in cui George Lucas si è ispirato ai film di Samurai e sulla Seconda Guerra Mondiale. Abbiamo cercato di seguire una modalità d'ispirazione simile." Con questi presupposti, Skeleton Crew riesce a essere allo stesso tempo qualcosa di nuovo eppure puramente Star Wars, un equilibrio non semplice da bilanciare. "In realtà è stato semplice, perché l'idea di concentrarci su dei ragazzi ha risolto il problema in partenza. Abbiamo potuto abbracciare la galassia di Star Wars che già esiste, con tutti i suoi toni e design che tanto amiamo, e sarebbe risultata nuova e fresca perché lo era per i protagonisti." La purezza negli occhi di chi osserva, come spesso capita, che in questo caso sono i giovani personaggi che animano la storia. "È come quando mostri Star Wars a un bambino: lo rivivi come se lo guardassi di nuovo per la prima volta."

Giovani protagonisti e una splendida atmosfera

E non è stato semplice scegliere quei giovani protagonisti di Skeleton Crew: "È stato un processo lungo. Quando fai casting per dei ragazzi, non cerchi un attore che interpreti un ruolo, ma dei ragazzi che incarnano i personaggi che vorresti che interpretassero. Abbiamo esaminato tantissimi ragazzi e tanti bravi attori, ma bisogna essere pazienti e aspettare che il ragazzo che hai in mente per la storia entri nella stanza." Paziente attesa che il gruppo si formasse in modo naturale, ma in modo non dissimile è stato scelto Jude Law: "Una volta che vedi il gruppo formato, sembra tutto naturale."

Star Wars Skeleton Crew Jaleel White Space Pirates
Una scena della serie ambientata nel mondo di Star Wars

E naturale appare anche l'atmosfera, che è quella di Star Wars in quanto a look generale, ambienti, sonoro. "Avevamo alcune idee specifiche, ma ci siamo potuti avvalere anche di un incredibile team di professionisti, comprese le persone della LucasFilm che conoscono l'universo e sono di grande talento. E abbiamo imparato una cosa: che per una storia specifica ci possono essere tantissime opzioni che sono ugualmente buone ed è necessario restringere il campo e prendere quella giusta." Perché alcune di questa idee possono essere incredibili, ma non adatte a quel che si vuole raccontare: "Bisogna partire dalla storia." E affidarsi all'abilità dei designer della LucasFilm: "quello che chiamiamo lo stile di Star Wars alla fine è solo semplice e puro buon design."

La domanda delle domande: in che ordine guardare Star Wars?

Si percepisce dalle parole di Watts e Ford conoscenza e passione per il mondo di Star Wars, quindi ci è venuta spontanea un'ultima domanda, il quesito dei quesiti che ci accompagna da anni: in che ordine guardate la saga? Anno di produzione o numero di episodio? "Mi piace guardarli secondo l'ordine della storia, perché aiuta a mettere tutto nel giusto contesto" ci ha detto Ford, ma la verità è quella che rivela Jon Watts: "Credo di averli guardati in ogni possibile combinazione. Sono interessanti anche nell'ordine inverso." Un po' alla Memento. "Oh sì, un'ottima idea il Memento Watch!". Una soluzione che dovremmo provare...

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