Sing 2, la recensione: lo spettacolo spaziale è servito!

La recensione di Sing 2, il sequel del film della Illumination che ci riporta nel mondo dello spettacolo a base di animali antropomorfi.

RECENSIONE di 11/12/2021
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Sing 2 - Sempre più forte: un frame del film

Con la recensione di Sing 2, che è stato l'evento inaugurale, in anteprima internazionale, del 39. Torino Film Festival prima di arrivare nelle nostre sale il 23 dicembre, si torna nell'universo allegro e colorato della Illumination Entertainment, lo studio d'animazione di matrice europea che da qualche anno è proprietà a pieno titolo della Universal, che distribuisce i suoi film dal 2010. Studio che, come tutte le realtà hollywoodiane, è stato colpito dalla pandemia e costretto a rimandare diversi progetti (il sequel dei Minions, previsto per luglio 2020, arriverà al cinema due anni dopo). Tra questi il secondo episodio delle avventure dell'impresario Buster Moon e della sua improbabile banda di grandi cantanti, che in originale vantano voci del calibro di Reese Witherspoon, Scarlett Johansson e Taron Egerton (mentre Moon è Matthew McConaughey). Insieme a loro torna anche il regista Garth Jennings, nuovamente dietro la macchina da presa per un sequel ambizioso e in più punti a dir poco spettacolare.

Puntare al palco più grande

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Sing 2 - Sempre più forte: un'immagine del sequel

Sing 2 - Sempre più forte inizia con quella che sembra una sequenza onirica basata sugli scritti di Lewis Carroll, che scopriamo in realtà essere parte di uno spettacolo messo in scena da Moon. Tra gli spettatori c'è anche una cacciatrice di talenti, la quale però ritiene che l'allegra banda non sia compatibile con gli standard di qualità del suo datore di lavoro, il magnate Jimmy Crystal (Bobby Cannavale in inglese, Adriano Giannini in italiano). Buster però non demorde e arriva a Redshore City - una sorta di ibrido fra Las Vegas e Disneyland - per convincere Crystal. A salvare la situazione è Gunter, il quale propone l'idea di un musical ambientato nello spazio, con le canzoni di Clay Calloway (Bono in originale, Zucchero in italiano). Moon a questo punto millanta una conoscenza personale del grande cantante, e promette di averlo nel cast. Ci sono solo due problemi: la banda ha tre settimane di tempo per mettere su lo spettacolo, pena l'ira funesta di Crystal che si scalda molto facilmente; e convincere Calloway, che vive da eremita ormai da quindici anni, non sarà affatto facile...

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Mai rinunciare ai propri sogni

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Sing 2 - Sempre più forte: una scena della commedia

Il primo Sing era la storia di un gruppo di persone accomunate da una voglia inarrestabile di dimostrare al mondo di cosa fossero capaci, e il sequel riprende quel discorso su scala più grande: il successo, seppure di livello medio-basso, c'è stato, ma i dubbi rimangono, anche se non con una forza tale da uccidere del tutto le aspirazioni dei protagonisti. E difatti il film funziona soprattutto quando si concentra su quell'aspetto emotivo, ponendo a confronto i giovani talenti e le vecchie glorie con una sincerità supportata abilmente dalle performance vocali e canore dell'intero cast. Preziosa, da quel punto di vista, la duplice aggiunta di Bono e Zucchero, due leggende musicali che si prestano con gusto anche alla recitazione, sebbene con approcci diversi che giustificano la visione di entrambe le versioni del lungometraggio (il cantante irlandese è quasi irriconoscibile nelle parti parlate, mentre il collega italiano, alla seconda esperienza animata dopo aver curato la colonna sonora dell'edizione nostrana di Spirit - cavallo selvaggio, si fa identificare più facilmente).

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Sing 2 - Sempre più forte: una foto del film animato

Ma prima di arrivare a tutto ciò c'è una prima metà un po' farraginosa, che dà l'impressione iniziale di un calderone dove è stato buttato tutto a livello di gag e licenze musicali, avendo a disposizione un budget presumibilmente maggiore rispetto al capostipite. Un miscuglio che sfiora l'incoerenza in nome dello stimolo visivo e uditivo costante, che può piacere agli spettatori più piccoli ma rischia di irritare i genitori e i fan adulti. Ma una volta superato quello scoglio, non dissimile dagli ostacoli che si presentano sul percorso di Moon e soci, questa nuova avventura diventa un crescendo visivo ed emotivo di non poco conto, capace di dimostrare che la Illumination, nei suoi momenti migliori, non ha nulla da invidiare a realtà più longeve quali Disney, Pixar e DreamWorks. E soprattutto, grazie anche alla sua struttura narrativa, è il divertimento festivo giusto per accogliere in sala le famiglie ancora restie a tornarci dopo mesi di incertezze legate alle uscite.

Conclusioni

Chiudiamo la recensione di Sing 2, sottolineando come si tratti di un sequel ambizioso che, dopo una prima parte un po' faticosa, riporta in auge i simpatici personaggi del capostipite e ci regala un'altra divertente avventura a base di musica.

Movieplayer.it

3.0/5

Voto medio

3.3/5

Perché ci piace

  • I nuovi personaggi sono molto divertenti.
  • La componente emotiva nella seconda parte funziona molto bene.
  • Le canzoni sono usate con criterio.
  • Le voci sono molto efficaci, sia in inglese che in italiano.

Cosa non va

  • La prima parte del film fatica un po' a equilibrare tutte le componenti visive, musicali, umoristiche e drammatiche.