Scatola nera, la recensione: imperfetti sconosciuti

La recensione di Scatola Nera: una dark comedy agrodolce e sperimentale in arrivo su Prime Video dal 25 novembre.

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Scatola nera: Antonio Ornano in un'immagine della serie

L'etimologia delle parole nasconde quasi sempre grandi verità. Il fatto che la parola persona rimandi a un antico concetto di maschera e di personaggio vale come indizio. Apriamo questa recensione di Scatola nera scavando nel vocabolario perché la nuova serie italiana di Amazon Prime Video fa della parola il suo vero protagonista. E partiamo proprio dalle due parole che compongono il suo intrigante titolo.

"Scatola nera" rimanda subito a segreti indicibili, a verità celate, a quella parte di noi che volutamente teniamo nascosta agli altri. Ecco, la scatola nera è lontana anni luce dalla nostra zona di comfort. La scatola nera è un posto scomodo, dolente, pieno di traumi, problemi, insicurezze. Tutte cose che vengono lentamente a galla in questa intrigante e sperimentale serie tv tutta italiana, prodotta da ZEN Europe e diretta da Elia Castangia, affiancato alla sceneggiatura da Alessandro Betti e Roberto Bosatra. Agrodolce nel tono e verboso nella messa in scena, Scatola nera è un esperimento coraggioso. Perché dentro c'è il teatro nel teatro, ci sono otto personaggi da orchestrare, e soprattutto c'è la convivenza tra due generi difficili da tenere in equilibrio come la commedia e il crime.

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Scatola nera: il cast in un'immagine promozionale

Un esperimento lodevole negli intenti e non pienamente riuscito all'atto pratico, ma davanti al quale va comunque riconosciuto il tentativo di sperimentare nuovi territori, di alzare l'asticella della serialità italiana e di smuoverla dalla solita comfort zone. Abbiamo visto in anteprima due degli otto episodi che compongono la prima stagione, in catalogo su Prime Video dal 25 novembre. Ecco cosa abbiamo trovato nella scatola nera.

La trama: tra palco e realtà

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Scatola nera: un'immagine della serie

Il teatro come alternativa a una vita miserabile. Il palcoscenico come boccata di ossigeno, fuga, purgatorio salvifico a metà strada tra la cruda realtà e una meravigliosa immaginazione. Otto persone per otto personaggi. Uno spettacolo per definire chi siano davvero. Mancano dieci giorni al grande esordio di Scatola nera, come commedia teatrale piena di equivoci ambientata all'interno di un banca. Tobia, capocomico da sempre alla ricerca del grande salto, assembla una compagnia di fortuna. Forse, Scatola nera è la sua ultima occasione per farsi valere. Per dimostrare a tutti, ma soprattutto a se stesso, di valere qualcosa. Così Tobia decide di organizzare un "ritiro artistico" in un isolato casale di campagna, in cui creare la giusta alchimia e il necessario affiatamento tra otto persone piene di fragilità. Il montaggio frammentato, poi, ci mette la pulce nell'orecchio. Indizi sparsi, come schegge impazzite, ci fanno intuire che qualcosa andrà storto. Che dentro la compagnia qualcuno si farà male. Molto male.

Suddiviso in otto capitoli, ognuno dei quali è dedicato a un singolo personaggio, Scatola nera trasuda vita vissuta da ogni poro. Si avverte che dentro la sceneggiatura sono state riversate esperienze di chi il teatro lo ha vissuto davvero. Si avvertono i sacrifici, le speranze, le frustrazioni. Si avverte quell'eterna contraddizione di chi vive sospeso tra il disincanto e il crederci ogni volta. Attraversato da un perenne senso di amarezza, Scatola nera trova energia e brio proprio nel teatro. Quasi come fosse davvero linfa vitale, tutte le scene dedicate all'effettivo spettacolo teatrale mostrano il lato migliore dello show. Peccato che lontano dal palco le cosa siano molto diverse

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L'artificio della messa in scena

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Scatola nera: Alessandro Betti in un'immagine della serie

Scatole nere dentro scatole nere. Teatro nel teatro. Giochi di matrioske in cui convivono anime profondamente diverse, difficili da far convivere in armonia. Nonostante voglia conciliare commedia e dramma, Scatola nera ci è sembrata una serie tv schizofrenica. Come detto, lo spettacolo teatrale messo in scena sul palco è scritto in modo brillante, ritmato, divertente. I personaggi sembrano liberi e disinibiti come invece non sono in tutte le sequenze ambientate nel casale, dove l'autenticità del racconto viene meno. L'atmosfera pesante, gli intrighi e i sotterfugi pesano come macigni sulla sceneggiatura, che diventa di colpo artefatta, farraginosa, forzata.

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Scatola nera: Enzo Paci in un'immagine della serie

Un vincolo che danneggia anche alcuni interpreti, più in difficoltà nel dover gestire un copione in cui si avverte sin troppo lo sforzo nel cercare mistero e polvere sotto i tappeti di ognuno dei personaggi. Va detto che abbiamo visto soltanto il primo e il sesto episodio della serie, il che potrebbe averci disorientato, sfavorendo proprio la percezione della scrittura. Al netto dei difetti riscontrati e di una certa autoreferenzialità del racconto, ben vengano esperimenti come Scatola nera. Ennesima dimostrazione di quanto la nuova serialità sia davvero un laboratorio in cui sbizzarrirsi e dove sbagliare avendo il merito di rischiare.

Conclusioni

In questa recensione di Scatola nera, nuova serie italiana targata Amazon Prime Video, abbiamo lodato il coraggio con cui questa dark comedy tenta di far convivere toni e registri diversi. A metà strada tra il dramma e la commedia, e con il teatro a fare da filo conduttore, la serie tv ci è sembra molto schizofrenica nella scrittura, alternando momenti divertenti e riusciti a situazioni eccessivamente artefatte.

Movieplayer.it
2.5/5
Voto medio
2.6/5

Perché ci piace

  • L'esperimento coraggioso alla base della serie.
  • Le sequenze ambientate sul palco sono scritte in modo molto brillante...

Cosa non va

  • ...peccato che lo stesso non valga per il resto dello show, in cui la sceneggiatura diventa poco autentica.
  • Alcuni interpreti ci sono sembrati ancora acerbi.
  • La scelta di farci vedere il primo e il sesto episodio forse non ha favorito la fruizione.