Scary Stories to Tell in the Dark in blu-ray, la recensione: ecco come si fanno gli extra di un horror

La recensione del blu-ray di Scary Stories to Tell in the Dark: oltre che per il video soddisfacente e l'audio da paura, il prodotto Eagle si contraddistingue per i contenuti speciali molto interessanti e adatti al genere.

RECENSIONE di 13/02/2020
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Scary Stories to Tell in the Dark: una scena con Zoe Margaret Colletti

Presentato al Festival di Roma 2019, l'affascinante teen horror dal sapore vintage diretto da André Øvredal e prodotto da Guillermo del Toro, è approdato adesso in homevideo. E come vedremo nella recensione del blu-ray di Scary Stories to Tell in the Dark targato Eagle Pictures (che lo presenta in edizione combo assieme al DVD), lo ha fatto in grande stile, offrendo non solo una resa tecnica di qualità, ma anche un reparto extra oltre le aspettative. Il modo migliore per rivivere la storia ambientata nel 1968, in una cittadina della Pennsylvania, quando un gruppo di ragazzi dopo aver recuperato un libro di racconti dell'orrore in una casa stregata, viene travolto dalle nuove storie che via via si formano.

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Scary Stories to Tell in the Dark: una scena inquietante del film

Ecco come dovrebbero sempre essere gli extra di un horror

Scary

Chiariamolo subito: i contenuti speciali sono spesso diventati una parte un po' trascurata nei prodotti homevideo più recenti. A parte i film di grande successo (e nemmeno tutti), nei blu-ray e nei DVD i contenuti sono pochini. Fa piacere dunque scoprire nell'edizione Eagle Pictures di Scary Stories to Tell in the Dark degli extra così curati: non è solo per l'ora di materiale per un film che non è esattamente un blockbuster, che già è una bella sorpresa, ma anche per la qualità dei contenuti, tutti molto interessanti. La dimostrazione che non serve strafare con ore e ore di materiale a volte inutile e solo promozionale, ma che basta fare per bene le cose necessarie. E gli extra del film di André Øvredal sono perfetti per un horror: si svela come sono stati costruiti i mostri, si raccontano i segreti della location e dei set di alcune scene, si scopre la visione del regista, si parla del libro e dei racconti horror che hanno ispirato il film. Ecco, è tutto quel che serve e può incuriosire, senza inutili orpelli.

Scary Stories to Tell in the Dark, la recensione: quando i libri feriscono

Un'ora di segreti su mostri, location, set e retroscena

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Scary Stories to Tell in the Dark: Natalie Ganzhorn in una scena del film

E allora andiamo a vedere nel dettaglio questi extra. Si comincia con Il concetto Bellows (3 minuti e mezzo), tutto dedicato alla casa utilizzata nel film, costruita nella provincia dell'Ontario, in Canada, nel 1890, con lo scenografo che illustra il design e racconta la trasformazione in vecchia casa abbandonata. Una featurette da non perdere è Creature raccapriccianti (11' e mezzo), che documenta la realizzazione delle spaventose creature mostruose che appaiono nel film, che è soprattutto fisica (la CGI è davvero limitatissima), con tute e protesi indossate dagli attori. Si prosegue con Racconti spaventosi (5'), con il produttore Guillermo del Toro e altri membri della troupe che parlano del libro di Alvin Schwartz che ha ispirato il film, delle storie di orrore adattate per l'occasione e delle creature basate sui disegni inquietanti di Stephen Gammell del libro originale.

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Scary Stories to Tell in the Dark: un'immagine del film

Contributo curioso è Atmosfera nel film (25'), in pratica dei riassunti settimanali che il regista André Øvredal ha assemblato durante le riprese per esprimere i vari stati d'animo delle scene: vi compaiono anche ritagli inutilizzati e filmati dietro le quinte. Poi troviamo ancora Horror retrò (5'), che sottolinea la differenza nelle vite degli adolescenti di oggi rispetto al 1968, quando bambini e adulti avevano un rapporto più umano senza internet, social e cellulari. E per chiudere La visita sul set (5'), che porta lo spettatore sui luoghi delle riprese utilizzate nella scena del drive-in e in quella nel manicomio.

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Scary Stories to Tell in the Dark: Austin Abrams durante una scena del film

Il video: dettaglio morbido ma atmosfere suggestive

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Scary Stories to Tell in the Dark: Austin Zajur in una scena del film

E poi certo, c'è la parte tecnica che è ovviamente anch'essa molto importnate. Il blu-ray di Scary Stories to Tell in the Dark presenta un video di buona qualità, da tipiche atmosfere horror, anche se tendenzialmente piuttosto morbido complice la fotografia, e con un aspetto conseguentemente un po' piatto nelle scene più scure, che non sono poche. In ogni caso la visione è accattivante con un dettaglio a tratti incisivo, meno efficace sui medi e lunghi piani per i motivi citati prima.

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Scary Stories to Tell in the Dark: Zoe Margaret Colletti in una scena del film

Le immagini scorrono fluide anche per quanto riguarda le varie creature, visto che come detto gli effetti CGI sono molto limitati e la gran parte dei mostri sono costruiti con protesi e trucchi fisici. Notevole anche la resa quando il protagonista è completamente immerso nel rosso intenso delle corsie dell'ospedale e viene attaccato dalla Donna Pallida: non si avvertono fenomeni di banding e il dettaglio resta elevato. A proposito di rosso intenso, l'aspetto cromatico è variegato e passa da tonalità fredde a calde (con grande enfasi appunto sui rossi) senza particolari problemi, con colori a tratti ipersaturi.

L'audio: che grinta e potenza nei jump scare!

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Scary Stories to Tell in the Dark: Gabriel Rush in una scena del film

Buone notizie dal fronte audio, dove troviamo le tracce DTS HD 5.1 sia per l'italiano che per l'inglese, che offrono un ottimo coinvolgimento. A parte l'attività surround costante e molto precisa a livello di ambienza, tra cigolii della casa, raffiche di vento o foglie fruscianti, c'è da elogiare la cura e la direzionalità degli effetti sonori in alcune scene particolarmente tese.

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Scary Stories to Tell in the Dark: Zoe Margaret Colletti, Gabriel Rush, Michael Garza in una scena del film

Ma ad impressionare di più è soprattutto la potenza e l'esuberanza del sub nei cosiddetti jump scare: in quelle sequenze la dinamica è davvero elevata, mentre colonna sonora ed effetti sonoro esplodono letteralmente facendo inevitabilmente sobbalzare lo spettatore. Se all'ampia spazialità aggiungiamo anche la pulizia e il timbro dei dialoghi, ecco che sarà difficile chiedere di più al sonoro di un horror.

Conclusioni

Come abbiamo visto nella recensione del blu-ray di Scare Stories to Tell in the Dark, il prodotto Eagle soddisfa pienamente le attese sul piano tecnico, con un efficace video di atmosfera e soprattutto un audio lossless capace di coinvolgere e far sobbalzare lo spettatore nei momenti giusti. Ma a sorprendere maggiormente è il reparto degli extra, non tanto per la quantità (ci sono comunque un’ora di contributi), quanto per la qualità dei contenuti, che si dimostrano interessanti ed esaustivi.

Movieplayer.it

4.0/5

Perché ci piace

  • Un reparto extra buono nella durata e sorprendente per l’efficacia dei temi trattati.
  • Il video di atmosfera, che non mostra particolari cedimenti.
  • Un audio molto coinvolgente, che si scatena in occasione dei jump scare.

Cosa non va

  • Il dettaglio del video a tratti piuttosto morbido, soprattutto su medi e lunghi piani.