Santa Clarita Diet: la serie torna con una seconda stagione più folle ed esilarante

La serie creata da Victor Fresco continua a raccontare la storia della famiglia Hammond con un crescendo di situazioni folli e irresistibili.

La serie Santa Clarita Diet è ritornata su Netflix con i dieci episodi inediti che compongono la seconda stagione che riprende la narrazione esattamente da dove si era interrotta.
E' stato Victor Fresco, in passato già autore di show come Sean Saves the World e The Trouble with Normal, a creare la comedy con protagonista la coppia composta da Drew Barrymore e Timothy Olyphant che unisce elementi comici con uno spunto a sfumature horror, dando vita a un mix che offre un approccio tagliente e ironico alla rappresentazione della vita in un tranquillo quartiere di periferia americano.
La breve durata degli episodi si adatta con grande naturalezza al binge-watching che contraddistingue la piattaforma di streaming, lasciando però la voglia di scoprire quello che succederà alla famiglia Hammond in futuro.

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Santa Clarita Diet: Drew Barrymore in una foto della seconda stagione

Nuovi problemi a Santa Clarita

Santa Clarita Diet: i protagonisti Drew Barrymore e Timothy Olyphant

La prima stagione ha raccontato quanto accade dopo che Sheila (Barrymore), dopo essersi sentita male, si rende conto che è "morta", non avendo più un battito cardiaco. La situazione della donna, inoltre, è complicata dal suo inarrestabile istinto a nutrirsi di carne umana. Suo marito Joel (Olyphant) e sua figlia Abby (Liv Hewson) devono quindi fare i conti con la nuova situazione, cercando una possibile soluzione e provando a evitare che i vicini e gli altri membri della comunità scoprano la verità. Ad aiutarli c'è il giovane vicino Eric (Skyler Gisondo), un compagno di scuola della teenager che prova per lei attrazione e affetto. Le loro ricerche li portano a scoprire che quanto sta accadendo a Sheila ha delle origini antiche e legate a una cittadina della Serbia, e potrebbe esserci una via di salvezza.
Gli Hammond, al termine della prima stagione, hanno accolto nella propria casa la dottoressa Cora Wolf che ha da tempo sta lavorando a una possibile cura per il virus che ha trasformato radicalmente la vita di Sheila. La famiglia deve però fare i conti con le conseguenze del tentativo di ottenere un raro ingrediente: la bile di una persona di origine serba. Joel è stato arrestato dopo aver cercato di far ubriacare e vomitare la nonna del preside Novak, venendo condannato a trascorrere 72 ore in un istituto psichiatrico, dove incontra Ron, a cui racconta la verità sulla moglie. Sheila, nel frattempo, è stata incatenata nello scantinato mentre la figlia ed Eric cercano online un "donatore" di bile. Abby individua un uomo di origine serba che acconsente a vendere la preziosa sostanza, ma sua madre si preoccupa per lei e convince il ragazzo a liberarla, situazione che porta a un brutale massacro nella cucina degli Hammond. Eric, tuttavia, è riuscito a completare la cura che permetterà a Sheila di non peggiorare ulteriormente, pur non potendola "riportare in vita".
La situazione della comunità è poi resa complicata dalla madre di Eric, Lisa (Mary Elizabeth Ellis), che dopo la scomparsa di Dan, ucciso da Joel, ha iniziato una relazione con lo sceriffo Anne Garcia (Natalie Morales), insospettitasi a causa di alcuni casi quasi inspiegabili avvenuti a Santa Clarita. Eric, inoltre, inizia una relazione con Ramona (Ramona Young), una commessa del negozio Rite-Aid che nasconde un segreto, i coniugi Hammond devono fare i conti con la concorrenza di Chris e Christa (Joel McHale e Maggie Lawson) mentre il loro lavoro è a rischio, Abby decide di intraprendere una missione, emergono nuovi segreti legati alla trasformazione di Sheila e un inaspettato ritorno dal passato renderà il tutto ancora più surreale ed esilarante.

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Una sceneggiatura brillante in crescendo

Santa Clarita Diet: Liv Hewson, Skyler Gisondo, Timothy Olyphant e Drew Barrymore in una foto della seconda stagione

La seconda stagione di Santa Clarita, non dovendo più gettare le premesse della storia o introdurre i personaggi principali, si lascia progressivamente andare a una sana follia che alimenta la comicità alla base del progetto di Netflix, pur non mettendo in secondo piano lo spazio alle dinamiche della famiglia e alle ripercussioni di quanto accaduto sugli amici e i vicini di casa. La prima metà del nuovo gruppo di episodi, solo inizialmente, appare poco coesa, tuttavia ogni elemento è stato inserito con bravura per permettere alla storia di evolversi in modo scorrevole, pur potendo contare su alcune parentesi necessarie a non mettere in secondo piano la quotidianità che i protagonisti cercano, con tanta fatica di mantenere. Lo scontro tra agenti immobiliari, in particolare grazie alla verve di McHale, le prime esperienze sentimentali di Eric o la ribellione di Abby contro il bullo della scuola, tengono in questo modo sotto controllo gli aspetti sovrannaturali, pur essendovi intrecciata in modo profondo, ricordando come al centro degli eventi ci sono persone comuni.
Uno degli aspetti più interessanti introdotti nelle puntate è poi la rivelazione che dopo la "morte" si possa diventare una versione migliore di se stessi, dando spazio a lati della propria personalità che non si ha mai avuto modo di sviluppare fino a fondo, frenati dagli schemi imposti dalla società e persino da se stessi. Questa evoluzione personale viene declinata in modi differenti e raggiunge l'apice dell'originalità e del divertimento con il ritorno in scena di una delle vittime di Sheila; senza rivelare molto per evitare di rovinare la sorpresa e gli effetti esilaranti, uno dei comprimari diventa in breve tempo assoluto protagonista di irresistibili passaggi che sottolineano la creatività degli autori, la bravura del cast, e i lati vulnerabili di Joel.
Le battute, in alcuni casi ricche di stereotipi come quelle che riguardano i potenziali pasti di Sheila, riescono a non esagerare nei toni e le tematiche come amori omosessuali, crimini ambientali, l'educazione dei figli e persino la fede religiosa si fanno strada nelle dieci puntate senza apparire forzati seppur quasi interamente superficiali.
La struttura piuttosto ripetitiva composta da un problema per gli Hammond e la necessità di trovare rapidamente una soluzione non rallenta poi in nessuno modo il procedere dei vari tasselli narrativi, dal mistero delle origini del "virus" alla difficoltà di decidere i confini di quanto è moralmente accettabile, conducendo a un finale davvero "esplosivo" ed esilarante che lascia inevitabilmente il desiderio che venga confermata la continuazione della storia.

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Il talento comico del cast

Santa Clarita Diet: Timothy Olyphant in una foto della serie

La serie ideata da Victor Fresco potrebbe facilmente scivolare nel ridicolo e risultare ironicamente indigesta se non fosse sostenuta dalle ottime interpretazioni dell'intero cast. Olyphant regala la performance migliore grazie alle sue interazioni con i restanti membri della famiglia Hammond, ma in particolare con le guest star Nathan Fillion, Jonathan Slavin e Joel McHale. La sua rappresentazione di Joel come un uomo medio che subisce persino un certo senso di inferiorità e inadeguatezza nei confronti della moglie, è al centro di alcuni dei passaggi più riusciti dell'intero show e gli ultimi minuti del season finale giustificherebbero da soli la visione dell'intera stagione.
Drew Barrymore possiede la giusta dose di simpatia e irriverenza per interpretare Sheila, anche se nei passaggi più drammatici soffre eccessivamente il cambio di registro, apparendo poco naturale e un po' troppo sopra le righe. I giovani Liv Hewson e Skyler Gisondo si confermano come due attori dal talento acerbo, ma in grado di creare le giuste dinamiche per spaziare dalle lotte personali ai primi problemi sentimentali.
Tra gli altri interpreti Natalie Morales, nella parte di Anne Garcia, delinea uno sceriffo che sfida molti degli stereotipi legati al suo ruolo, offrendo una prospettiva ironica ai problemi di una donna in un mondo prevalentemente al maschile e dando spazio anche al lato meno razionale e più istintivo del suo personaggio. Ramona Young è fredda e cinica quanto basta per portare in scena la giovane commessa che viene attirata dalla sensibilità di Eric con uno scopo personale inaspettato e divertente, e l'esperta Sarah Baker impreziosisce una puntata chiave per aggiungere qualche indizio al mistero legato ai non morti.
Il vero vincitore del ritorno di Santa Clarita Diet è però Nathan Fillion, star assoluta di alcune sequenze irresistibili, e in grado di monopolizzare l'attenzione degli spettatori con una performance, per la sua natura, ricca di insidie e ostacoli, superati senza troppi problemi dall'attore.

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Una vita in provincia convincente

Santa Clarita Diet: Drew Barrymore, Timothy Olyphant e Liv Hewson in una foto della serie

La regia delle dieci puntate, non tutte allo stesso livello per quanto riguarda il livello di divertimento e il susseguirsi di eventi, risulta soddisfacente e ben adatta all'atmosfera dello show, riuscendo a equilibrare lo spazio dato ai vari personaggi.
A colpire dal punto di vista tecnico è invece la cura per i dettagli con cui si sono create le scene in cui Sheila si nutre, realistiche e sanguinose forse persino più del previsto, e i momenti d'azione inserite in questa seconda stagione. Uno degli elementi più convincenti è poi l'aspetto del "nuovo" amico di Joel che, in tutta la sua assurdità, riesce però ad avere una personalità propria e a non apparire troppo finto.
La ricostruzione della vita di provincia, inoltre, con le sue villette e i toni quasi pastello, è stata costruita evidenziandone tutte le contraddizioni e i potenziali lati oscuri, mantenendone al tempo stesso il lato più idilliaco e innocente. Santa Clarita Diet, con un intelligente gioco di contrasti, immerge, grazie a tutti questi elementi, gli spettatori in un mondo credibile nella sua anormalità, elemento che potrebbe regalare al progetto una certa longevità.

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Conclusione

Santa Clarita Diet: Liv Hewson e Skyler Gisondo nella seconda stagione

La seconda stagione della serie di Netflix è un crescendo di divertimento che conquista e quasi obbliga lo spettatore a effettuare un rapido binge-watching molto soddisfacente. Le interpretazioni dell'intero cast, in particolare dei protagonisti, sostengono con bravura una narrazione che, nonostante gli eccessi, non scivola nel ridicolo. Il risultato è quindi un racconto piacevole, e a tratti esilarante, che trova persino il modo per offrire qualche riflessione sulla moralità e sui dilemmi personali che possono ostacolare i tentativi di diventare la versione migliore di noi stessi, sfiorando inoltre situazioni sociali ben radicate nella quotidianità contemporanea.

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