Ricomincio da noi

2017, Commedia

Richard Loncraine presenta Ricomincio da me: “Un film che cerca il bello nella vecchiaia”

Film d'apertura del Torino Film Festival 2017, la commedia agrodolce con Imelda Staunton e Timothy Spall è stata presentata dal regista, che ne ha svelato intenti e retroscena.

Una foto di Richard Loncraine

Ha l'aria pacata e mite che si addice ai signori britannici. Richard Loncraine si presenta in conferenza stampa con un sorriso affabile e una tranquillità quasi contagiosa. Nel corso della sua carriera, iniziata nel 1975, Loncraine sembra aver fatto cinema seguendo soltanto i suoi bisogni, parlando delle cose che gli interessavano in quel preciso momento della sua vita. Ce lo suggeriscono almeno due lunghi periodi di pausa durati nove anni e soprattutto la varietà dei generi e dei temi messi in scena. Questo 71enne nato nel Sud-Ovest dell'Inghilterra è passato con disinvoltura dall'horror (Demonio dalla faccia d'angelo) agli adattamenti shakespeariani (Riccardo III), dalla commedia sportiva (Wimbledon) al thriller (Firewall Accesso negato).

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Adesso è arrivato il momento della terza età, tempo di vita delicato, già esplorato con il romantico Ruth & Alex - L'amore cerca casa, affidato alle cure di due grandi attori come Diane Keaton e Morgan Freeman. Storia che sembra ripetersi con Ricomincio da me, ancora una volta dedicato alla vecchiaia, ancora una volta impreziosito da un cast di prim'ordine (Imelda Staunton, Timothy Spall, Celia Imrie). Però questa non è una storia d'amore che si ravviva nonostante il tempo, ma una storia che parte da un brusco distacco, da una donna (Sandra) che scopre di essere stata tradita dal suo amato marito, ed è costretta a raccogliere i cocci, a trovare la forza di tornare a respirare come forse non aveva ancora mai fatto.

Ricomincio da me: Imelda Staunton e Celia Imrie in una scena del film

Film d'apertura della 35esima edizione del Torino Film Festival, la commedia agrodolce diretta da Loncraine basa la sua forza sul potere dell'ironia, sul rapporto tra due sorelle complementari e sulla voglia di trovare un senso di vita anche nelle piccole cose. Tutti temi cari ad un regista arrivato a Torino per svelarne intenti e retroscena.

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Il senso oltre il tempo

Ricomincio da me: Imelda Staunton e Timothy Spall in un momento del film

Anziani che si rimettono in gioco, che non si arrendono, che sperimentano, che vivono nonostante la solitudine, gli acciacchi e le malattia. Sono temi molto cari al cinema, temi che hanno segnato molte produzioni più o meno recenti (pensiamo a Calendar Girls, Non è mai troppo tardi, Tutto può succedere, Quartet, Marigold Hotel e l'imminente Ella & John - The Leisure Seeker di Paolo Virzì), e che ritorneranno dal 4 gennaio, data dell'uscita italiana di Ricomincio da me. Interrogato sul bisogno di dedicarsi ancora alla terza età, Loncraine ha detto: "Prima di tutto mi sento fortunato ad essere ancora un regista attivo a livello lavorativo. Ho 71 anni, e alla mia età o sei un autore milionario come Ridley Scott, oppure è facile rimanere fermi e smettere. Considerando la mia carta d'identità, non posso certo parlare di adolescenza, un tempo di vita che ho vissuto ma di cui ho solo vaghi ricordi. Invece, quello succede alla mia età è chiedersi di continuo cosa fare col tempo che ci rimane, che sappiamo essere limitato. Allora non resta che cogliere tutte le opportunità che capitano.

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Ecco, il mio film vuole riflettere in maniera universale sulla vecchiaia, non parla solo di due donne, ma sfrutta una coralità di personaggi per trovare un senso al tempo che resta a tutti gli anziani. Parlare di vecchiaia non deve essere per forza deprimente, così credo e spero che il film risulti divertente e pieno di ottimismo". Tra humor inglese a battute dissacranti, però, in Ricomincio da me si fa anche spazio la malattia. Una presenza inevitabile che il regista commenta così: "Le cose belle della vecchiaia non sono molte, non a caso un detto inglese dice che invecchiare non è una cosa per cuori teneri. Nel diventare anziani si cela un'innegabile bruttezza, e ve lo dice una persona estremamente ipocondriaca. Che dire: ammalarsi fa schifo, ma devi per forza trovare una ragione per andare avanti. Ad esempio, nel mio caso, la vita va avanti attraverso i miei figli".

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Un passo alla volta

Ricomincio da me: una scena del film

Il titolo originale di Ricomincio da me è Finding your feet (ovvero "rimettersi in piedi"), ed è proprio dai piedi che passa la rinascita di Sandra, perché in questo film il ballo è la chiave metaforica del riscatto. Sul tema della danza Loncraine ha detto: "La danza è un'occupazione molto ma molto interessante, nonostante i miei figli dicano che gli anziani non dovrebbero ballare mai. Secondo me è una forma di aggregazione molto importante che spinge le persone a stare insieme. Sono cresciuto durante gli anni del rock and roll, dove si ballava in coppia e dove uomini e donne si cercavano e si trovavano. Il ballo apre il cuore, ti spinge ad aprirti agli altri. Nel film volevamo che la danza fosse reale, anche perché non c'erano ballerini professionisti, ma persone comuni che si divertono a ballare. Tutto doveva essere credibile, ma anche divertente, e a dire il vero non avevamo tanto tempo per provare le coreografie. Quando abbiamo girato la scena del flash mob per le strade a Londra non avevamo tutti i permessi per farlo, non avevamo persone che controllassero la folla, e il pubblico che vedete nel film è composto davvero da passanti. È stato un po' preoccupante e delicato visto che abbiamo girato soltanto tre ciak".

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Ricomincio da me: Imelda Staunton, Celia Imrie, Timothy Spall e Joanna Lumley in una scena del film

Film composto da vere e proprie star del cinema inglese (basti pensare che Spall e Staunton sono parte integrante della mitica saga di Harry Potter), Ricomincio da me si basa su una sceneggiatura piena di dialoghi ritmati e di battute sferzanti, punti forti che il regista ha commentato così: "Credo che ogni film sia come una piramide. Alla base c'è sempre la sceneggiatura, che è la parte più importante di ogni produzione. Subito dopo viene il casting, e in questo caso sono stato molto fortunato a lavorare con attori pieni di sex appeal, dotati di un carisma e di una sensualità che cattura il pubblico. Quello che ho cercato di fare con gli attori è metterli a loro agio, renderli felici, ma anche sentirli disposti a correre dei rischi. Più un attore è grande, meno tende a rischiare per non smarrire il modello recitativo che lo ha reso famoso. Qui abbiamo tentato tutti qualcosa di diverso".

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