Res Creata – Esseri umani e altri animali, la recensione del documentario: per un nuovo legame con gli animali

La recensione di Res Creata - Esseri umani e altri animali, il documentario che vuole invitare lo spettatore ad accogliere un nuovo punto di vista sugli animali.

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Res Creata: un'immagine

Cominciamo la nostra recensione di Res Creata - Esseri umani e altri animali proprio dall'inizio del documentario: una balena morta, sulle rive del mare, rimasta lì per settimane in attesa che qualche autorità decidesse come spostarla. Nel frattempo, le persone che si avvicinano al cadavere, scattano dei selfie, si fermano ad osservare. In questo forte inizio, a cui verrà accompagnato un forte finale, si trova tutto il senso del documentario che ci invita a ripensare al legame che l'uomo ha col mondo animale, a indagare questo rapporto primordiale tra uomo e animale che, tuttavia, va riconsiderato.

Quadri, racconti, pensieri

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Res Creata: una foto del film

Il documentario di Alessandro Cattaneo procede, nella sua breve durata, attraverso due modi: da una parte è basato su interviste ad esperti (psicanalisti, filosofi) che cercheranno di mettere a parole come dovrebbe cambiare il rapporto tra l'uomo e il regno animale; dall'altro si concentra sui racconti di chi con gli animali ci convive costantemente (pastori, apicoltori) e che usano la loro vita personale per far riflettere lo spettatore. Non mancano alcuni momenti più visivi e relegati alla potenza delle immagini, al montaggio e alla musica, capaci di stimolare lo spettatore e mettergli di fronte la bellezza del mondo che lo circonda. Perché il problema è proprio quello di non avere una sensibilità verso ciò che è diverso dall'uomo. Abituati a metterci al centro, è come se avessimo dimenticato che siamo noi stessi parte di quel mondo animale che spesso sfruttiamo. Ecco perché, evitando la retorica fuori luogo, Res Creata intende non tanto accusare, quanto ricordare.

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Un rapporto contraddittorio

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Res Creata: una foto

Il legame tra uomini e animali dura dall'alba dei tempi ed è sempre stato contraddittorio. Un rapporto tra amore e sfruttamento che non sempre riesce a trovare un equilibrio, soprattutto in un mondo così industrializzato come quello in cui viviamo. Ecco allora che il documentario ci viene in aiuto con una duplice direzione: le interviste più formali tentano di spiegare l'origine di questa contraddittorietà e cercano, attraverso i vari ragionamenti, di farci accogliere un nuovo punto di vista che possa cambiare la nostra sensibilità; i racconti personali di chi con gli animali ci vive, e che da una parte è anche costretto a sfruttarli per vivere, ma che in qualche modo è capace di instaurare con loro un rapporto quasi sacrale. Le immagini silenziose, in cui vengono mostrati diversi animali, a volte nel loro habitat naturale, a volte sotto il gioco dell'uomo (ma non preoccupatevi, nessun'immagine forte o violenta per scandalizzare) aiutano, quindi, a risvegliare in noi una coscienza nuova. Il vero piacere è, invece, notare come il documentario non voglia prendere posizione, non si senta in dovere di obbligarci a cambiare o a farci sentire in colpa, ma quantomeno intenda stimolare una riflessione, attraverso varie voci, che sia già un ottimo punto di partenza.

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Un ritmo altalenante

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Res Creata: una scena

Nonostante la sua breve durata (poco meno di 80 minuti), il documentario fatica ad appassionare lo spettatore, soprattutto nei primi minuti. Alternando sin da subito le sue tre anime, Res Creata manca inizialmente il bersaglio per poi riuscire, in poco tempo, grazie al racconto di un pastore, a coinvolgere maggiormente lo spettatore. È in quel momento che si percepisce davvero una sorta di epifania e si riesce a dare un senso vero alla visione che, seppur in maniera altalenante, a seconda di quello che racconta e che mostra nel corso della successiva ora, risulta in ogni caso piacevole e interessante. I momenti più complessi si riferiscono ai dibattiti filosofici, più formali e meno d'impatto rispetto al resto, che potrebbero risultare un po' troppo complessi e teorici. Ma tutto trova giustificazione con quella bellissima inquadratura finale, che rende onore al titolo e che ne sintetizza in pochissimo tempo tutto il contenuto.

Conclusioni

Concludiamo la nostra recensione di Res Creata consigliando la visione del documentario, anche se non sempre risulta centrato e coinvolgente allo stesso modo lungo tutta la sua durata. È però un film che merita di essere visto a causa delle tematiche affrontate, che sa emozionare nei suoi momenti migliori tanto da riuscire davvero a far dubitare lo spettatore del modo in cui guarda al regno animale. Non dando una risposta e un punto di vista certo, il film riesce a vivere anche una volta arrivato ai titoli di coda, riuscendo a stimolare lo spettatore che sicuramente non potrà ignorare un nuovo punto di vista.

Movieplayer.it
3.0/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • Nei suoi momenti migliori il documentario sa emozionare grazie ai racconti dei personaggi intervistati.
  • Il film stimola la riflessione e vuole invitare lo spettatore ad abbracciare un nuovo punto di vista.

Cosa non va

  • Il ritmo risulta un po’ altalenante.