Report è sempre Report anche senza Ranucci? "Vogliamo dare continuità alla nostra storia"

Presentata a Roma la nuova stagione di Report, che riparte domenica 8 novembre senza Sigfrido Ranucci, con una redazione apparentemente compatta ma anche un po' di paura per gli ascolti.

Daniele Piervincenzi e Caludia Di Pasquale

Da quando è Direttore dell'Approfondimento in RAI, non era mai successo che Paolo Corsini partecipasse a una conferenza stampa di Report. Invece è successo oggi, alla presentazione della nuova (e già contestatissima) stagione del programma di inchieste più prestigioso del servizio pubblico.

Seduto al tavolo con la nuova coppia di conduttori, Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi, Corsini non dissimula una certa tensione nel dover affrontare la conferenza stampa che dovrebbe essere insieme una fine e un inizio. L'ultimo atto di un'estate burrascosa, il primo di un nuovo corso, senza il grande assente: Sigfrido Ranucci.

"Report è un patrimonio del servizio pubblico", dice, precisando che tutte le decisioni prese da luglio in poi non sono state legate a polemiche esterne né all'orientamento delle inchieste del programma. Poi l'invito a "superare i personalismi" e a mettere la redazione nelle condizioni di lavorare in un contesto di serenità, "con le necessarie garanzie di autonomia e rigore".

Il messaggio è chiaro: la Rai vuole voltare pagina, ma la presenza in prima linea di Corsini racconta anche quanto sia delicato il momento per il programma.

Report riparte senza Ranucci: ora la Rai teme gli ascolti?

La nuova stagione partirà domenica 8 novembre su Rai 3, per la prima volta senza Sigfrido Ranucci alla conduzione. E lo farà in un momento particolarmente delicato per la rete, che ha bisogno di ritrovare ascolti e certezze nella propria offerta di approfondimento. A pesare sulla sezione Approfondimento sono (e inevitabilmente il problema viene tirato in ballo dai giornalisti presenti) i risultati assai deludenti di Filorosso, ormai sempre intorno al 2% di share, ma anche del nuovissimo Patù, in onda su Rai 2.

Numeri che rendono ancora più importante il ritorno di Report, uno dei titoli storicamente più solidi della terza rete, chiamato a presidiare la serata della domenica e a confrontarsi ancora una volta con la corazzata Che tempo che fa di Fabio Fazio sul Nove (che guadagna terreno anche il mercoledì sera).

La conferenza stampa, quindi, non serve soltanto a presentare una nuova stagione, ma anche a rassicurare sul futuro di un programma da cui la rete si aspetta molto. "Da oggi facciamo in modo che si torni a parlare di Report soprattutto per le sue inchieste" conclude Corsini nel suo discorso, ma è ovvio che, nonostante il glorioso passato, ora nessun risultato è certo.

"Non è cambiata la squadra": la continuità rivendicata dai nuovi conduttori

Claudia Di Pasquale 1
Claudia Di Pasquale

Quando un'emozionatissima Claudia Di Pasquale e l'esordiente Daniele Piervincenzi prendono la parola, è soprattutto per ribadire che Report sarà sempre quel Report di cui il pubblico ha imparato a fidarsi nei suoi 30 anni di storia. "Non è cambiata la squadra di Report. C'è stato un rinnovamento, ma la squadra di inviati è rimasta la stessa", sottolineano tutti.

Nessun arretramento, dunque, sulla linea editoriale, soprattutto sul fronte politico. Alla domanda su quanto Report continuerà a occuparsi di politica, Piervincenzi risponde senza esitazioni: "Abbiamo detto a Paolo Corsini che con noi finirà dalla padella alla brace". E aggiunge: "Non cambierà nulla, anzi ci sarà ancora più attenzione perché andiamo verso la stagione elettorale". Una dichiarazione che punta a fugare i dubbi sulla possibilità che il cambio di conduzione possa tradursi anche in un cambdio di rotta della trasmissione.

Iovene e Valesini al coordinamento editoriale: arriva il Red Team

Bernardo Iovene
Bernardo Iovene

La nuova conduzione si accompagna a un riassetto dell'organizzazione interna. Bernardo Iovene e Giulio Valesini, due storici inviati, saranno capo autori e si occuperanno del coordinamento editoriale. A loro si affianca un gruppo di verifica interna, il cosiddetto Red Team, composto da Aldo Ciccolella, Norma Ferrara e Giulia Sabella. Il modello dichiarato è quello svedese: un gruppo chiamato a controllare e verificare il lavoro redazionale "parola per parola, virgola per virgola".

Una delle novità più importanti, quest'ultima, della nuova organizzazione. In cui la supervisione finale spetterebbe comunque a Paolo Coraini: "la mia verifica continuerà ad arrivare come è sempre avvenuto, al termine del lavoro dei giornalisti. Come direttore sono il terminale della catena".

L'estate difficile della redazione e il nodo Ranucci

Sigfrido Ranucci
Sigfrido Ranucci

Resta inevitabile il tema Sigfrido Ranucci, protagonista di una vicenda che ha segnato profondamente gli ultimi mesi del programma. Claudia Di Pasquale, in lacrime, non nasconde il peso dell'estate appena trascorsa: "È difficile spiegare cosa abbiamo passato in questi mesi. Abbiamo passato un'estate orrenda, siamo stati attaccati tutti i giorni, siamo stati un po' stritolati da questa campagna mediatica piena di attacchi politici, personali, gratuiti".

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La giornalista, da 15 anni nella redazione di Report, rivendica la scelta, sua e dei colleghi, di restare e continuare a lavorare: "Siamo rimasti qui a tutelare Report, sentiamo la responsabilità di restare qui a presidiare questo programma". Un passaggio che restituisce il clima vissuto dalla squadra e che spiega anche la volontà di presentarsi a questo nuovo debutto come un gruppo compatto.

Anche Piervincenzi torna sulle polemiche che hanno coinvolto lui e Giulia Presutti, spiegando perché abbia deciso di non fare un passo indietro: "La notizia mia e di Giulia Presutti ha travolto tutti. Avrei voluto incontrare prima la redazione, ma questo non è stato possibile. Poi siamo riusciti a intenderci, almeno sul piano del giornalismo, e abbiamo deciso di andare avanti".

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Intanto, circa venti inchieste già coordinate da Ranucci sono destinate ad andare in onda. Una scelta che la redazione rivendica come naturale conseguenza dell'autonomia degli inviati. "Lavorano in totale autonomia, e quindi è giusto che il loro lavoro vada in onda", spiega Claudia Di Pasquale. Che non affronta direttamente il tema ascolti ed eredità di Ranucci, ancora molto amato dal pubblico di Rai 3, ma ammette: "Spero che faccia il tifo per noi".

La prima inchiesta su Walter Lavitola e il tentativo di depistaggio

La nuova stagione si aprirà, cavalcando l'evidente curiosità intorno al responsabile della caduta di Ranucci, con un servizio su Valter Lavitola, incentrato sul cantiere navale Vittoria. L'inchiesta, firmata da Daniele Autieri, iniziata da un tentativo di depistaggio sventato dalla redazione di Report, è stata avviata quando l'ex conduttore era ancora a capo della redazione. I primi contatti con Lavitola, è lo stesso Autieri a svelarlo in diretta, risalgono al 19 marzo. Un elemento che dimostra come il programma avesse già gli strumenti per individuare e affrontare la vicenda: "Questo dimostra che questo programma ha avuto gli anticorpi sempre, non c'è un prima e un dopo, non c'è un metodo Ranucci o un metodo Report".

Perchè in fondo la scommessa della nuova stagione è tutta qui: dimostrare che Report può continuare a essere riconoscibile, mantenere la propria autonomia e difendere il rigore delle sue inchieste anche senza il volto che per anni lo ha guidato.

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