Ready Player One

2018, Fantascienza

Ernest Cline: “Ready Player One? Non lo avrei scritto se non fossi cresciuto con i film di Spielberg”

Intervista video a Ernest Cline, autore di Ready Player One, libro di culto a cui si ispira il film di Steven Spielberg, che nel romanzo l'autore descrive come "il dio del cinema". Dal 28 marzo nelle sale italiane.

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"Credo che la passione e l'entusiasmo siano contagiosi, mentre il cinismo e la negatività no" ci ha detto Ernest Cline, occhi grandi e sorriso sempre pronto, a Londra, all'anteprima europea di Ready Player One, film di Steven Spielberg, nelle sale italiane dal 28 marzo, ispirato proprio al suo libro, pubblicato in Italia con il titolo Player One, diventato presto un fenomeno editoriale e un cult.
Cline, che ha sempre desiderato essere uno scrittore e di poter lavorare per il cinema, ha scritto il romanzo dopo un'esperienza negativa: "Ho fatto un film, ma non è stata un'esperienza positiva: la mia storia è stata cambiata contro la mia volontà. Questa esperienza mi ha spinto a cercare di scrivere un romanzo, per avere maggior controllo della mia storia". La pagina bianca l'ha spinto a mettere insieme le sue passioni: "Mentre scrivevo, non credevo che sarebbe potuto diventare un film, per via di come la cultura pop si mescolava in questo mondo virtuale. Ho scritto il mio primo romanzo solo per vedere se ne ero in grado e invece è successo tutto quello che si può desiderare quando si pubblica il primo libro: è diventato un best seller, copertina rigida, tascabile, successo mondiale, tradotto in diverse lingue e venduto in 57 paesi".

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La storia di Wade Watts (Tye Sheridan), ragazzo di un futuro non lontano e desolante, in cui sovrappopolazione e inquinamento hanno ridotto la Terra a una discarica a cielo aperto, che, per sfuggire alla realtà che lo circonda, si rifugia in Oasis, realtà virtuale, in cui si fa chiamare Parzival, creata da James Halliday (Mark Rylance), genio dell'informatica che, alla sua morte, lancia una gara per la sua eredità, seminando indizi legati alla cultura pop anni '80, è un po' anche quella dell'autore, che ama cinema, videogiochi, fumetti, musica e serie tv in modo viscerale: "Io sono una testimonianza di ciò che può succedere quando ami qualcosa con passione, senza vergogna, ironia o cinismo, e lo celebri a prescindere da ciò che pensano gli altri. Quando ho scritto Ready Player One pensavo che fosse come accendere un falò o un faro: esaltare ciò che amo e dire al mondo 'Non lo ami anche tu?!'. In qualche modo grazie al libro mi sono avvicinato a chi mi ha ispirato, potendo condividere la mia storia con più persone. Mi sento molto fortunato".

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Parzival: a metà tra un giovane Spielberg e un giovane Cline

Ready Player One: un'immagine del film di Spielberg

Poter vedere il proprio romanzo adattato da quello che Cline considera un dio del cinema, Spielberg, citato anche nel libro, è davvero un sogno diventato realtà: "Lavorare con Steven Spielberg ora è il mio pensiero felice! Credo che non avrei scritto il libro se non fossi cresciuto vedendo i suoi film. Adattare la mia storia insieme a una delle persone che l'ha ispirata è la cosa migliore che mi sia capitata: mi sembra ancora incredibile".
Quando gli diciamo però che il protagonista nel film ci ha ricordato Spielberg da giovane, non è d'accordo: "Mia moglie pensa che assomigli a me da giovane! Tye Sheridan viene dal Texas, viviamo nella stessa città. Non so: sia io che Steven da giovani eravamo geek con gli occhiali: forse Wade è una fusione di entrambi. Non mi ha mai detto nulla apertamente. Mia moglie pensa che abbia scelto Tye perché mi aveva già conosciuto e voleva qualcuno che somigliasse a me da giovane".

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La nostra intervista a Ernest Cline

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