Quelli che mi vogliono morto, recensione: quando il cinema di genere prende fuoco

Recensione di Quelli che mi vogliono morto, thriller di Taylor Sheridan con Angelina Jolie alle prese con incendi e omicidi.

RECENSIONE di 04/06/2021
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Quelli che mi vogliono morto: Aidan Gillen in un primo piano

Con la recensione di Quelli che mi vogliono morto raggiungiamo la fase finale, almeno per l'Italia, della situazione incerta dettata dalla controversa decisione della Warner Bros. di far uscire tutti i suoi film del 2021 sia in sala che in streaming lo stesso giorno negli Stati Uniti: una decisione che aveva come scopo primario far crescere la piattaforma HBO Max, a discapito però del mercato internazionale dove l'assenza di un piano unificato ha portato a uscite scaglionate e spesso con almeno un mese di ritardo rispetto agli USA, con la conseguenza che chi non voleva aspettare si è tranquillamente visto i vari film - tra cui le nuove avventure cinematografiche di Godzilla e Tom & Jerry - in qualità HD ma con mezzi più o meno illeciti. Una situazione che, almeno da noi, dovrebbe finire con il nuovo film di Taylor Sheridan, che in patria è arrivato nelle sale e sulla piattaforma a metà maggio.

Giovane in fuga

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Quelli che mi vogliono morto: Angelina Jolie e Finn Little in una sequenza del film

Le figure centrali di Quelli che mi vogliono morto sono Hannah Faber (Angelina Jolie) e Connor Casserly (Finn Little): lei è vigile del fuoco - per l'esattezza una smokejumper, paracadutista che reagisce rapidamente a incendi forestali - ed è segnata da una recente tragedia sul lavoro; lui è un adolescente costretto alla fuga insieme al padre (Jake Weber) quando quest'ultimo, coinvolto in un'indagine molto delicata che potrebbe mandare in prigione un noto gangster, Arthur Phillip (Tyler Perry), si ritrova braccato da due killer (Nicholas Hoult e Aidan Gillen). Cerca di rivolgersi al cognato Ethan (Jon Bernthal), ma i due sicari lo intercettano e Connor si ritrova da solo, in possesso delle prove incriminanti, e per eliminarlo il duo è anche disposto a bruciare tutto. Ed è qui che entra in scena Hannah, ex-compagna di Ethan e pronta a tutto pur di difendere il ragazzo dai due emissari di Phillip.

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Il fuoco di Sheridan

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Quelli che mi vogliono morto: Nicholas Hoult in un primo piano

Si tratta tecnicamente del terzo lungometraggio da regista di Taylor Sheridan (ma lui lo considera il secondo, avendo disconosciuto l'horror a basso budget che ha girato come favore per un amico prima di passare veramente dietro la macchina da presa con I segreti di Wind River), inizialmente reclutato solo per riscrivere la sceneggiatura (stando ai credits il suo contributo corrisponde a circa un terzo del risultato finale, in base all'analisi fatta dall'apposito sindacato) ma poi promosso a cineasta a tutto tondo dopo che lui è riuscito a convincere Angelina Jolie a interpretare Hannah. E in entrambi i casi si capisce il motivo per cui il materiale avrebbe un determinato fascino: Sheridan, noto soprattutto per il suo recente sodalizio con Stefano Sollima (è da poco disponibile su Amazon Prime Video il film Senza rimorso, dal romanzo di Tom Clancy), privilegia un cinema d'azione più piccolo e sporco, senza gli eccessi del blockbuster contemporaneo (non a caso la Warner ha messo mano al film tramite la divisione New Line Cinema, che ci concentra su progetti dal budget più contenuto); e Jolie, che per motivi personali sceglie progetti che la tengano il meno possibile lontana da casa (ragion per cui non firma più un film da regista dal 2015), ha effettivamente pane per i propri denti con un ruolo dignitoso in un lungometraggio che vuole offrire un minimo di spettacolo ma a un target più adulto.

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Quelli che mi vogliono morto: Angelina Jolie durante una scena

C'è un certo fascino rétro nella scelta di portare sullo schermo una storia che, almeno a livello commerciale, è fuori tempo massimo da circa vent'anni se non di più, e la qualità tangibile dell'effettistica è effettivamente pregevole, così come la durata tutt'altro che standard oggi di 99 minuti (titoli di coda inclusi). Ma al di là di qualche macrosequenza azzeccata Sheridan dimostra di essere ancora un po' incerto come regista di genere, desideroso di replicare gli exploit di collaboratori come Sollima e Denis Villeneuve ma per lo più privo del loro occhio. E anche sul piano della scrittura, complice la presenza di altre due firme sulle quali Sheridan sembra non essersi riuscito a imporre più di tanto (il suo nome è terzo nei credits, il che lascia intendere che il suo contributo abbia avuto lo stesso peso degli altri), lasciandoci con un copione elementare che, esclusi i due protagonisti, non dà particolari soddisfazioni a chi deve recitare (vedi soprattutto Gillen e Hoult, sprecati nei panni dei killer). Voleva essere una vampata di fuoco capace di farsi notare in una foresta di franchise, ma a conti fatti è più un timido fuocherello che si estingue con una certa rapidità. In parte anche per la scelta, contrattuale nel caso dell'Italia, di non mandarlo in sala.

Conclusioni

Chiudiamo la recensione di Quelli che mi vogliono morto, thriller dal taglio classico ma penalizzato da una sceneggiatura altalenante e una regia un po' incerta. Apprezzabile per la performance di Angelina Jolie e per l'ambizione di fare un prodotto d'intrattenimento mainstream per adulti.

Movieplayer.it

2.5/5

Voto medio

2.4/5

Perché ci piace

  • Angelina Jolie è bravissima.
  • Il giovane Finn Little se la cava egregiamente.
  • L'ambizione del progetto è palpabile...

Cosa non va

  • ... ma si traduce in un prodotto solo in parte avvincente sul versante action e spettacolare.
  • Il cast di contorno è usato in modo discontinuo.