One Piece, una seconda stagione sempre più certa: fin dove si spingeranno i nuovi episodi?

In attesa dell'eventuale rinnovo ufficiale della serie live-action tratta dal manga di Eiichiro Oda, proviamo a capire quali archi narrativi coprirà la possibile seconda stagione dello show e quali difficoltà dovrà affrontare.

One Piece, una seconda stagione sempre più certa: fin dove si spingeranno i nuovi episodi?

Numeri alla mano, il live-action di One Piece targato Netflix (qui la nostra recensione) sta superando ogni più rosea aspettativa. Al netto dei suoi difetti di stampo artistico-produttivo, lo show tratto dell'omonimo manga di Eiichiro Oda (il più letto, venduto e amato al mondo) dimostra un rispetto per l'opera originale che lo rende narrativamente centrato, emotivamente calzante. Non il solo elemento necessario al successo della serie ma sicuramente tra i più essenziali, per altro quello che showrunner e interpreti sono riusciti a non tradire mai lungo il corso di tutti e gli 8 episodi della prima stagione, che chiude - o quasi - la Saga del Mare Orientale.

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One Piece: una foto della serie live action

Entrato nella Top 10 degli show più visiti di sempre in piattaforma già nella prima settimana d'uscita, con più di 18,5 milioni di visualizzazioni e 140 milioni di ore totali registrate in appena 4 giorni, One Piece si rivela dunque la killer app annuale del colosso dello streaming, spazzando via ogni dubbio su di un eventuale e sperato rinnovo, che dovrebbe essere ormai solo questione di tempo. Bisognerà capire la tenuta a medio raggio della produzione, ma la volontà di proseguire è abbastanza cristallina da parte dei creativi e di Netflix, anche se andando avanti le difficolta da affrontare non saranno poche in termini traspositivi, e questo già a partire dalla seconda stagione. Provando a capire fin dove dovrebbe e potrebbe spingersi One Piece dopo il suo primo rinnovo, proviamo allora a capire quali sono queste problematiche e quali saghe adatterà. Il consiglio per chi non conosce il manga di Oda e l'anime è di non proseguire oltre per non incappare in piccoli spoiler di percorso, anche se saranno solo ed esclusivamente strutturali al discorso.
[ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER A SEGUIRE]

Il sesto membro

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One Piece: Mackenyu in una delle prime immagini della serie Netflix

Inutile nasconderlo: la Saga del Mare Orientale è appena un prologo dell'intera storia imbastita dal mangaka giapponese. Unisce i cosiddetti membri fondanti della Ciurma di Cappello di Paglia, creando inoltre la potente trinità formata da Luffy (Inaki Godoy), Zoro (Mackenyu) e Sanji (Taz Skylar), capitano e ufficiali. Nonostante una certa semplicità narrativa, abbastanza inquadrata e con un numero di personaggi e situazioni su schermo comprensibile, la Saga fin qui trasposta ha comunque dovuto sottostare a significative decisioni d'adattamento per rispondere alle esigenze di medium, ridimensionando inoltre la portata esasperata del manga rispetto al nuovo approdo televisivo. E nel Mare Orientale gli utilizzatori effettivi dei Frutti del Diavolo sono appena due (Luffy e Buggy), non ci sono co-protagonisti o villain per forza di cose adattabili solo in CGI e la complessità scenografica più grande affrontata è la costruzione del Baratie. Già a partire dai prossimi episodi la situazione si complicherà enormemente, invece. La seconda stagione riprenderà infatti le fila del discorso facendo approdare Luffy e la sua ciurma a Rogue Town, città dove venne giustiziato Gold Roger, re dei pirati. C'è qui una fase introduttiva di nuovi personaggi e alleanze, ma Rogue Town è anche un grande momento di transizione in cui viene mostrato per la prima volta il volto più ideale e pericoloso della Marina, incarnato nel Viceammiraglio Smoker (un cui accenno è dato nel finale di questa prima stagione di One Piece).

One Piece, cosa funziona e cosa no nella serie live-action Netflix

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One Piece: il cast in una delle prime immagini della serie Netflix

Da qui ci si sposta poi sulla Reverse Mountain per entrare nella Rotta Maggiore, per finire poi direttamente nella bocca di Lavoon, fare la diretta conoscenza dalla Baroque Works e della sua gerarchia, incontrare Bibi e Nico Robin - due dei personaggi femminili fondamentali dell'intera opera -, immischiarsi in una lite centenaria tra giganti e arrivare nel Regno di Drum e arruolare il sesto membro ufficiale della Ciurma di Cappello di Paglia, l'unico e inimitabile Tony Tony Chopper, di professione dottore. Considerando un rinnovo per ulteriori 8 episodi e i 10 numeri già tradotti in live-action, l'idea è che saranno quantomeno adattati i volumi dal 11 al 17, dunque da Rogue Town fino alla fine della Saga di Drum. In realtà è possibile che showrunner e produzione riescano persino a trasporre una buona metà della Saga di Alabasta, introducendo dunque Crocodile, ma in chiave narrativa lascerebbe il racconto a metà e sarebbe più giusto - anche per tempistiche, budget e qualità - adattare l'intera Alabasta in una terza ed eventuale stagione insieme a Jaya, anticamera della successiva Saga di Skypea.

Rogia, giganti e renne antropomorfe

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One Piece: una scena delle serie TV

Rispetto a questi primi 8 episodi, comunque, stiamo parlando di un lavoro d'adattamento decisamente più complesso e infernale. Gli attori maggiori di questa difficoltà aggiunta sono tre: la presenza di più Frutti del Diavolo - compresi i Rogia -, le dimensioni mastodontiche di molti co-protagonisti, l'arrivo di Chopper. Nel primo caso, la stagione attualmente in streaming non chiarisce (perché non necessario, al momento) la distinzione tra le varie tipologie di Frutti del Diavolo, ma già nel prossimo futuro sarà obbligatorio. Sono tre: Paramisha, Zoo Zoo e Rogia. I primi donano poteri di natura disparata che influenzano il corpo degli utilizzatori e l'ambiente a loro circostante - se risvegliati. I secondi permettono agli utilizzatori di trasformarsi in animali (compresi uomini o divinità). I terzi sono i più potenti e ambiti, donando a chi li mangia i poteri degli elementi naturali, rendendoli in grado di manipolarli e utilizzarli e persino di mutare il proprio corpo in fuoco, terra, ghiaccio ecc. Ebbene, già solo nella Baroque Works sono presenti almeno una decina di Frutti Paramisha e un Rogia, con il Viceammiraglio Smoker già possessore del Frutto Fumo Fumo - altro Rogia - e Chopper invece utilizzatore del Frutto Homo Homo, uno Zoo Zoo. Non solo sono presenti ma addirittura essenziali in questa parte di trama di One Piece, il che rende davvero difficile adattarli tutti e bene considerando il rendering visivo del Gom Gom (assolutamente da migliore) e del Chop Chop di Buggy.

One Piece, geopolitica e formazioni di potere nella mastodontica opera di Eiichiro Oda

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One Piece: una foto della serie live action

In questa fase i combattimenti sono votati all'utilizzo dei Frutti e le trasformazioni fisiche dei vari utilizzatori sono estremamente complesse, riflettendo ad esempio su Mr. 1 o Mr. 3 della Baroque Works, su Whapol e il suo Frutto Gnam Gnam o sullo stesso Chopper, che passa senza problemi da piccola renna umanoide a umano gigante con le sembianze di una renna fino a una renna vera e propria. Impossibile adattare Chopper con trucco e parrucco: significherebbe sfiorare il ridicolo e perdere credibilità. Ciò significa un necessario supporto della CGI e degli effetti speciali, per altro mediamente costante, e qui sinceramente non osiamo nemmeno immaginare il possibile risultato on screen, temendolo molto. La conseguenza sarà una gestione molto più oculata e attenta del budget e dei poteri su schermo, pur considerando che parte di quello confermato per la prima stagione è sicuramente convolato nello sviluppo anticipato di una seconda, e questo sulla base della conferma dell'esistenza degli script dei prossimi episodi di One Piece, che a quanto pare dovrebbero uscire 12 o 18 mesi dopo la fine dello sciopero di attori e sceneggiatori a Hollywood.

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One Piece: una scena delle serie TV

Si aspetta come dicevamo soltanto l'ufficialità del rinnovo, e questo potrebbe significare che l'investimento era già stato pensato per essere spalmato in almeno un'altra mezza stagione, il che spiegherebbe anche alcune mancanze visivo-artistiche della trasposizione. In aggiunta a tutto questo, va considerata la presenza della balena gigante Lavoon e di Dori e Brogi, giganti veri e propri. Per la prima sarà richiesto uno sforza scenografico significativo, dovendo entrare all'interno del cetaceo, mentre per i secondi bisognerà capire la misura e la portata dei loro colpi. Impossibile saltarla, data l'importanza dei due giganti di Elbaff, eppure dovesse accadere per questioni economiche e traspositive sarebbe auspicabile introdurre Mr. 3 già a Whisky Peak (appena dopo Lavoon), tirare dritti fino al Regno di Drum e anticipare effettivamente metà della Saga di Alabasta. I copioni della seconda stagione esistono già, comunque, ragion per cui a rinnovo ufficializzato capiremo fin dove si spingerà il prosieguo della serie piratesca più amata del momento.