Jackie Cruz è la CEO di una compagnia aerea del New Jersey, temuta per il suo perfezionismo spinto all'eccesso, che porta i suoi dipendenti a guardarla con estrema riverenza. Daniel Blanchflower è invece il nuovo avvocato della società, britannico di origini e di aplomb (almeno inizialmente), che si ritrova a sostituire d'urgenza il suo collega titolare, colto da un malore durante il pranzo. Il primo incarico coincide proprio con un'importante deposizione nella quale Jackie si trova coinvolta in una causa dagli effetti potenzialmente devastanti per la sua carriera.
In questo modo a dir poco rocambolesco si incontrano così i protagonisti di Office Romance e come in ogni rom-com che si rispetti la scintilla non può che scoccare al primo sguardo. Peccato che la compagnia abbia una rigida politica all'insegna della tolleranza zero nei confronti delle relazioni sentimentali tra gli uffici di lavoro e la loro nascente love-story, qualora scoperta, potrebbe scatenare una serie di conseguenze giuridiche inaspettate.
Office Romance: l'amore quando te lo aspetti
La sceneggiatura scritta a quattro mani da Joe Kelly e Brett Goldstein - quest'ultimo anche davanti alla macchina da presa nel ruolo principale di Daniel - non punta sulla verosimiglianza ma cerca di aggiornare i canonici topoi della commedia degli equivoci di stampo classico, con risultati purtroppo non sempre all'altezza delle aspettative. Office Romance si fa forza sulla presenza di Jennifer Lopez, che diventa alpha e omega anche involontaria dei cento minuti di visione, ma che non riesce a reggere il peso di un partner poco carismatico e della scarsa alchimia tra loro.
Il film si apre con una sequenza di doppio appuntamento, che si conclude in maniera parimente disastrosa sia per lui che per lei: l'incontro "al buio" infatti li vede interagire con figure ben oltre la caricatura, a sottolineare come entrambi invece siano persone equilibrate, desiderose di trovare finalmente l'anima gemella. Un prologo che cerca di definirli anche caratterialmente, anche se paradossalmente rimangono loro stessi a lungo andare ingabbiati in una serie di cliché più o meno vincolanti.
Parola d'ordine, leggerezza
Va detto che pur a dispetto dei suoi limiti evidenti, Office Romance ha almeno l'accortezza di non porsi per qualcosa di più di quello che è, ovvero un classico titolo "usa e getta" pensato per il mercato streaming, diretto a un pubblico che stanco da una giornata di lavoro necessita di qualcosa da guardare a cervello spento. Un'operazione leggera-leggera, che procede su step ampiamente prevedibili: l'iniziale ritrosia, la passione che esplode, il segreto che viene alla luce e rischia di minare tutto, gli inghippi giuridici e così via, ma potete stare tranquilli giacché il finale è quello che chi apprezza il genere non può far altro che attendersi.
Ol Parker è d'altronde un regista esperto nel filone, che vanta in carriera il sequel musicale Mamma Mia! Ci risiamo (2018) e Ticket to Paradise (2022), rom-com che giocava forte le sue carte proprio sul divismo dei suoi protagonisti Julia Roberts e George Clooney, con risultati va detto un pelo migliori rispetto a questo suo ultimo lavoro, sbarcato come esclusiva su Netflix.
Una sceneggiatura altalenante
Proprio con suddetto titolo Office Romance ha qualcosa in comune nella parte centrale, dove per diversi minuti l'azione sentimentale si sposa in un contesto esotico, ovvero la Repubblica Dominicana, raggiunta su un ultraleggero pilotato da Jackie con tanto di tempesta guastafeste ad hoc. Ma laddove lo script funziona meglio è nel chiuso di quegli uffici dove il legame clandestino va lasciato tale, tra ascensori galeotti e segretarie impiccione, con tanto di alcuni passaggi improbabili legati a una gravidanza.
Non manca nemmeno l'ambiente carcerario - la sorella di lui si trova dietro le sbarre - e il racconto a un certo punto pare caricarsi pure troppo di sottotrame o poco interessanti o scarsamente approfondite, ad allungare un minutaggio che avrebbe beneficiato di qualche tagliatina qua e là. E mancano invece quei colpi di scena effettivamente degni di tal nome, ma probabilmente non era certo questo il posto in cui cercarli.
Conclusioni
Office Romance è di fatto un titolo che è già un programma e, con tutti i pro e i contro, mantiene esattamente ciò che promette. Una commedia romantica adulta poco originale ma che ha dalla sua un discreto ritmo, permettendo di chiudere un occhio e mezzo sulle evidenti debolezze di una sceneggiatura scontata e priva di sorprese. La scarsa chimica tra Brett Goldstein - anche sceneggiatore - e Jennifer Lopez, lei meglio di lui, non dona il giusto feeling all'animo romantico del racconto, ma la regia di "mestiere" di Ol Parker evita danni ben peggiori.
Perché ci piace
- Parker conosce i meccanismi del genere e non commette errori grossolani.
- Jennifer Lopez nel registro auto-ironico, pur senza brillare, ha un suo perché.
Cosa non va
- Sceneggiatura davvero troppo prevedibile.
- Qualche passaggio tirato per le lunghe.