Titanic 666, recensione: un b-movie apprezzabile più di quanto meriterebbe (forse)

Logicamente, quello targato The Asylum è un'operazione oggettivamente scadente ma, dalla sua, e sotto una coltre eccessivamente seriosa, si nasconde un horror dallo spunto originale. Su Prime Video.

Una scena di Titanic 666

Ma come si può solo pensare di poter recensire, in totale serietà, un film come Titanic 666? Sfida non da poco, visto il tono, il cast, la scrittura. È tutto talmente fuori sincrono che, alla fine del viaggio, fa il giro e diventa folgorante (vabbè, non esageriamo).

Titanic 666 Scena Film
Il fantasma del capitano

Quello diretto da Nick Lyon (che vanta una filmografia di genere direct-to-video) potrebbe essere considerato uno smaccato B-Movie post-moderno, se non fosse che dietro lo spunto - incredibilmente efficace - c'è un umore che, ahinoi, si prende fin troppo sul serio, facendo perdere quella sensazione d'assurdo che, invece, avrebbe reso Titanic 666 un'operazione tanto scadente quanto coraggiosa, ammesso che questi aggettivi, in qualche modo, siano consoni rispetto al tipo di film che produce The Asylum (studio low-budget che si occupa di pellicole, diremmo, approssimative che si rifanno ai grandi titoli hollywoodiani).

Titanic 666, attenti all'iceberg. Di nuovo

E ora, se così si può dire, veniamo alla trama. Come avrete capito, il film scritto da Jacob Cooney e Jason White ci riporta a bordo del transatlantico "inaffondabile". Ben 110 anni dopo la tragedia, il capitano Celeste Rhoades (Keesha Sharp) è al timone del Titanic III per un viaggio inaugurale che, secondo la rotta, dovrebbe ripercorrere il tragitto originale del 1912.

Titanic 666 Fim Horror
I protagonisti del film

Come intuiamo dall'incipit, che ci riporta indietro di oltre un secolo (e cita apertamente Jack e Rose), quelle acque sembrano però infestate. Ma torniamo al presente: a bordo del vascello, oltre a diversi oggetti appartenuti alle vittime, troviamo un corollario di personaggi che è tutto un dire. Tra loro anche la clandestina Idina (Lydia Hearst), ovvero la pronipote del capitano storico, Edward Smith. La ragazza ruba i cimeli e invoca il fantasma del nonno, risvegliando così gli spettri che dirotteranno la nave verso l'iceberg.

Un B-movie dallo spunto originale (nonostante tutto)

Per completezza, Titanic 666 è il sequel di Titanic II, uscito nel 2010. Anch'esso targato The Asylum, vedeva però alla regia Shane Van Dyke. Se lì il "pretesto" (tra molte virgolette) era il riscaldamento globale, qui si "ragiona" sul concetto di eredità. A chi appartengono gli oggetti delle persone defunte? Dove finisce il rispetto e inizia il lucro?

Sono spunti che, per quanto possibile, rendono tridimensionale un'opera horror che sa essere inquietante ma, intanto, si perde (speriamo non troppo volutamente) inseguendo una seriosità che poco s'incastra con il tipo di film. "Non si fanno battute sulla morte", dice Rhoades all'ufficiale di bordo Parker (Michael J. Chen) prima di salpare. Una frase che suggerisce la temperatura del film: dobbiamo essere seri, nonostante tutto.

Titanic 666 Film
Il Titanic III in CGI

Spieghiamo meglio: Titanic 666, che cita coraggiosamente la fotografia di Russell Carpenter nel capolavoro di James Cameron e non si tira indietro negli omaggi e negli ammiccamenti (alcuni gustosi), punta alla paura e al terrore (il design dei fantasmi, al netto di una ridicola CGI, è efficace) provando a restare serio nel bel mezzo di un confuso marasma che, prima di arrivare all'epilogo, perde il filo, resta incastrato in dialoghi sì semplici ma pure eccessivamente verbosi e, poco a poco, dissipa quella tensione che avrebbe invece fatto la differenza. Ciononostante, e non avremmo mai pensato di poterlo scrivere, questo titolo ha dalla sua una certa onesta originalità che, di questi tempi magri e asettici, ce lo fa apprezzare molto più del dovuto.

Conclusioni

Sì, Titanic 666 è oggettivamente un film scadente, ma al netto di tutte le infinite storture quello targato The Asylum è un titolo onesto nel suo approccio, nonché originale rispetto allo spunto. Se il resto è da dimenticare - o meglio, è nei canoni del b-movie - la sua inconfondibile verve lo "eleva" a visione tanto assurda quanto astrusa.

Movieplayer.it
2.0/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • Lo spunto è efficace.
  • Il finale.

Cosa non va

  • Il resto è da dimenticare.
  • Troppo serioso.
  • Cast senza verve.
  • La CGI...
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