Odio l’estate e la poetica ritrovata di Aldo, Giovanni e Giacomo

In occasione dell'arrivo su Infinity di Odio l'estate, cerchiamo di capire perché l'ultimo film di Aldo, Giovanni e Giacomo ci ha fatto tornare il sorriso.

APPROFONDIMENTO di 30/12/2021
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Odio l'estate: i protagonisti del film in uno scatto dal set

Un viaggio on the road lungo strade già battute. Un viaggio familiare che conduce verso posti nuovi. Le partite di pallone in spiaggia, le cene tutti insieme, risate e battibecchi di un tempo raccontati con spirito diverso dal solito. Odio l'estate ha il retrogusto di una rimpatriata rimandata troppo a lungo. Un film che ci ha fatto ritrovare vecchi amici che avevamo perso di vista, o peggio, che non riconoscevamo più. Poco prima che la pandemia rivoluzionasse tutto, Aldo, Giovanni e Giacomo sono tornati al cinema con un film dal sapore agrodolce, che ha finalmente riportato il trio ai fasti di un tempo. No, non faremo finta di niente: ci erano mancati. Ci era mancata la loro comicità garbata, il loro affiatamento spontaneo, la loro capacità di raccontare l'amicizia con profonda leggerezza. Succede anche in Odio l'estate, un film che parla di convivenze forzate e di tre famiglie agli antipodi costrette a condividere la stessa casa mettendosi in discussione.

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Odio l'estate: una divertente foto dal set

Ed è proprio dalla consapevolezza dei propri limiti che viene a galla il merito più grande di questa storia. In occasione dell'arrivo di Odio l'estate su Infinity, cerchiamo di capire perché l'ultimo film con Aldo, Giovanni e Giacomo assomiglia davvero a un abbraccio di cui avevamo nostalgia.

Addio maschere

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Odio l'estate: Aldo, Giovanni e Giacomo in una foto del film

Odiano l'estate perché è tornata la primavera. Stagione di rinascita per eccellenza. Chiedimi se sono fenice. Così titolavamo nella nostra recensione del film, consapevoli di un'opera che ripartiva dalle ceneri di una crisi d'ispirazione per poi risollevarsi. Chi ama Aldo, Giovanni e Giacomo sa bene che il trio ha vissuto un lungo periodo di appannamento. Una crisi di identità che li aveva visti scivolare lentamente ai margini della commedia italiana. Colpa di tanti film deludenti, in cui i nostri apparivano al limite dell'irriconoscibile. Fuga da Reuma Park è stato forse il punto più basso della loro filmografia. Un film stanco, in cui i nostri sembravano trascinarsi verso il tramonto della propria carriera rievocando i vecchi fasti di un tempo senza un briciolo di energia. Ecco, quel film è stato forse il classico fondo toccato per rialzarsi. Per farlo sono servite soprattutto due cose: il ritorno di Massimo Venier in cabina di regia (mancava dai tempi di Tu la conosci Claudia, ovvero dal 2004) e la scelta intelligente di dire addio alle maschere posticce che al cinema hanno quasi sempre soffocato l'energia vitale di Aldo, Giovanni e Giacomo.

Odio l'estate: Aldo, Giovanni e Giacomo di nuovo in gran forma, parola di Brunori Sas

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Odio l'estate: Massimo Venier sul set

Il ritorno di Venier, l'autore dei più grandi successi del trio (Tre uomini e una gamba, Così è la vita e Chiedimi se sono felice) è stato fondamentale per sintonizzare di nuovo il gruppo, dare equilibrio alla narrazione e mettere ordine nella messa in scena. La sua è una regia sobria, non invadente, ma fondamentale per dare libero sfogo all'intesa dei tre, ritrovati nei tempi comici, nell'affiatamento e nella complicità. L'addio alle maschere, che al cinema hanno iniziato a creare problemi dai tempi di Il cosmo sul comò, è stata una strategia intelligente. Una scelta che ha preso atto di una cosa lampante: Aldo, Giovanni e Giacomo funzionano davvero quando sono Aldo, Giovanni e Giacomo. Senza trucchi posticci, senza personaggi grotteschi, senza artifici. Soltanto loro tre e i gli archetipi che si sono cuciti così bene addosso (il pignolo, il succube e lo scapestrato).

Chiedimi se sono nostalgico

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Odio l'estate: una foto scattata sul set

Senza nostalgia il cinema contemporaneo si sentirebbe perso, senza stimoli e senza bussola. Nonostante sembri andare in quella direzione, Odio l'estate è tutto tranne che un film nostalgico. Certo, la disavventura dei tre protagonisti ripercorre delle tappe familiari (il viaggio on the road su tutti) e trova il suo apice citazionista nella partita in spiaggia, ma tutto è raccontato con spirito nuovo. Prima di tutto c'è molto più spazio per i personaggi di contorno. Adesso il trio non basta più a sé stesso, ma allarga i suoi orizzonti verso mogli e figli. Parte integrante di un film molto più corale del solito. Poi va detto che la nostalgia per definizione è "sentire la mancanza del passato", e Odio l'estate questa mancanza non la fa avvertire mai. Anzi. Il film è pienamente sintonizzato sul presente, sul prendere atto degli anni che passano, dei corpi che invecchiano e della spensieratezza che scompare. Un atteggiamento maturo, che rilegge la filmografia del trio con grande sincerità.

Aldo, Giovanni e Giacomo: tre uomini, qualche film e le ragioni di un grande successo

Con sincerità

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Odio l'estate: un'immagine della commedia

Con Odio l'estate Aldo, Giovanni e Giacomo hanno ritrovato il feeling di un tempo, mentre il pubblico si è trovato davanti tre uomini cambiati. Perché hanno accettato il tempo che passa. Un tempo che ha lasciato strascichi e segni indelebili. Uno dei meriti più grandi di Odio l'estate è la sincerità con cui il trio ha messo a nudo le proprie fragilità, parlando agli spettatori con grande schiettezza Dopo tanti errori e tante delusioni, dedicare tutto un film alla paura di sbagliare, allo spauracchio del fallimento e al terrore di rimettersi in gioco è un bellissimo atto di onestà nei confronti del pubblico. Tre persone, prima che tre attori, che hanno imparato dai loro errori, e con Odio l'estate ci hanno fatto ridere come un tempo e commuovere come non mai.