Oblivion Song: L’autore di The Walking Dead guarda all’Italia

Dall'autore di The Walking Dead arriva un'altra intrigante opera realizzata in collaborazione con due artisti italiani: il disegnatore Lorenzo De Felici e la colorista Annalisa Leoni.

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Un uomo e una donna scappano da qualcosa tra le strade diroccate di un mondo in rovina, sporco, malato, macchiato da quella che sembra vegetazione aliena. Sulle loro tracce c'è una figura incappucciata che riesce a colpire l'uomo prima di essere a sua volta attaccato da un essere mostruoso, ma questo non lo fa arrendere: prende la mira e colpisce anche la donna prima di vedersela con il mostro che l'ha preso di mira. L'uomo incappucciato ha, però, un evidente problema: cerca di far funzionare un oggetto che indossa, ma nonostante i suoi sforzi non ci riesce, finendo per esser costretto a iniettarsi qualcosa.

Poche tavole ed Oblivion Song ci ha già incuriositi, immergendoci in una storia affascinante che poco a poco riusciamo a mettere a fuoco. È la forza di un autore esperto come Robert Kirkman, ma anche le capacità artistiche dei suoi compagni di avventura per questo nuovo progetto: ai disegni c'è infatti un talento nostrano, quel Lorenzo De Felici che è anche co-creature della serie, mentre i colori sono opera di un'altra italiana, Annalisa Leoni. Due artisti italiani a supporto di un progetto ambizioso che SaldaPress pubblica in contemporanea con gli USA dal 9 Marzo.

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La Trasposizione

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La storia di Oblivion Song è ambientata dieci anni dopo un evento traumatico per il nostro mondo, quella che viene definita La Trasposizione e che ha fatto sì che 300.000 abitanti di Philadelphia, ed una porzione della città, sparissero misteriosamente. Al loro posto, mostri e frammenti di un mondo diverso. Quello che è avvenuto è uno scambio tra due realtà, tra due dimensioni: la gente scomparsa è finita in una dimensione chiamata Oblivion, mentre porzioni di questa sono finite sulla Terra. Per fortuna uno scienziato di nome Nathan Cole ha scoperto un modo per poter viaggiare tra le dimensioni ed ha cercato di salvare quanti più Terrestri possibile, ma dopo diversi anni il Governo ha deciso che può bastare e che non ha più senso tenere in piedi una dispendiosa missione di recupero... eppure Nathan non ci sta, subisce ancora il richiamo del canto di Oblivion, il suono che si ascolta nella dimensione parallela, oltre a non lasciar morire la speranza di trovare suo fratello.

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Un mondo da ricostruire

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Quello che Kirkman e De Felici ci raccontano in Oblivion Song è un mondo distrutto che per dieci anni ha lottato per rialzarsi e ricostruirsi. Come già The Walking Dead ci ha insegnato, questo è un tema caro all'autore americano, che anche nella sua serie più famosa poneva molta enfasi sulle nuove regole di una società ferita, ma in questo caso si spinge oltre sfruttando le dinamiche che nascono dalla compresenza di due realtà diverse. Non vediamo soltanto le conseguenze negative di quanto è accaduto sulla gente di Philadelphia e della Terra, ma anche l'altra faccia delle medaglia, le opportunità e le nuove sfide, oltre a quel vento di libertà che soffia tra le inquietanti ambientazioni di Oblivion. "Ho cercato di approcciarmi il più possibile in maniera scientifica alla cosa" ci ha spiegato De Felici, "sono partito dall'ambientazione in base alla descrizione di Robert, e ho derivato il design  delle creature di conseguenza a questa, seguendo il modello di una sorta di evoluzione alternativa. È uno scambio davvero stimolante, ho sempre amato la scrittura di Robert e avere la possibilità di contribuire ad un suo mondo è entusiasmante".

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Un canto a due voci

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Quello per il fascino di Oblivion Song è infatti un merito che va condiviso tra Kirkman e De Felici (con il supporto di Leoni), perché due sono le menti dietro la nuova serie pubblicata da SaldaPress, per una collaborazione che il disegnatore italiano racconta così: "La collaborazione con Kirkman è cominciata quando mi ha scritto una mail, un paio di anni fa, chiedendomi se volevo collaborare con lui su una nuova serie. In seguito mi ha raccontato che già da anni mi 'stalkerava' sul web aspettando di avere il progetto giusto da sottopormi. Il progetto alla fine è arrivato, e si chiamava Oblivion Song. Chiaramente gli ho risposto di sì, è un'occasione più unica che rara, e abbiamo cominciato sin da subito a delineare quello che poi sarebbe diventato il mondo di Oblivion. Robert di solito mi scrive descrivendomi luoghi, personaggi o creature, e io cerco di definirli in una forma che rispecchi il più possibile le intenzioni di Robert, cercando anzi di espandere ed arricchire il materiale che mi viene dato".

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Da una parte c'è lo script di Robert Kirkman, con i suoi twist, le sue sorprese, il suo intreccio che si rivela poco per volta attraverso personaggi, situazioni, dialoghi e sviluppi che ci lasciano con quella forte curiosità di sapere cosa accadrà nel prosieguo di una storia appena agli inizi, sulla quale De Felici non si può anticipare nulla, ma assicura che "avrà sempre un ritmo molto veloce, lo status quo sarà stravolto spesso"; dall'altra c'è l'atmosfera generale che non può che essere attribuita anche alla coppia di talenti italiani che la mettono in scena: la costruzione della tavola è pulita, leggibile, ma mai banale, capace di raccontare ed allo stesso tempo rendere il mondo sporco di Oblivion, nonché la sofferenza dei protagonisti che lo vivono, in primi piani di grande intensità. Un mondo denso di personaggi, tra i quali De Felici ci indica il suo preferito: "Forse il personaggio a cui sono più affezionato è la prima creatura che fa capolino nella serie, quella specie di gorillone bianco che fronteggia Nathan, il protagonista, nelle prime pagine. È stata la prima creatura che ho disegnato, e ricordo la reazione entusiasta di Robert ai miei sketches".

Oblivion Song è una piacevole sorpresa che non vediamo l'ora di continuare a leggere e, perché no, vedere anche su schermo come è già accaduto per The Walking Dead ed Outcast dello stesso autore.

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