Mr. Ove

2016, Commedia

Mr. Ove: burberi dal cuore tenero

Sospeso tra Forrest Gump e A proposito di Schmidt, una commedia che alterna humor nero, sarcasmo e malinconia come insegna la migliore tradizione comica nordeuropea.

È ossessionato dalle Saab e perseguitato dai colletti bianchi, ha amato un'unica donna, Sonja, la sua specialità è 'aggiustare' il mondo, mettere ordine: a casa propria, in quella dei vicini e nel quartiere in cui abita, in un imprecisato paesino della Svezia. Ha 59 anni, è vedovo e non rinuncerebbe per nulla al mondo al suo meticoloso giro di ispezione nel condominio, poco dopo le 6.30, l'ora in cui la sveglia suona ogni mattina ininterrottamente da 43 anni, da quando ha iniziato a lavorare come operaio nelle industrie della Saab.

Mr. Ove: Rolf Lassgård e Bahar Pars in una scena del film

In pensione forzata e in lite perenne con il vicinato - con gli 'idioti' che non sanno fare la raccolta differenziata, con la vicina sui tacchi alti e cagnolino al seguito, "una ciabatta con gli occhiali", con i funzionari del comune, quelle "camicie bianche del cazzo" che si ostinano a passare con la macchina per i vialetti privati del quartiere - ha fatto della meticolosità una regola. Il suo nome è Ove ed è lui il bizzarro protagonista di Mr. Ove di Hannes Holm, film svedese candidato agli Oscar dello scorso anno e miglior commedia europea agli Efa, tratto dal romanzo di Fredrik Backman, "L'uomo che metteva in ordine il mondo".

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Sarcastiche verità

Mr. Ove: Rolf Lassgård e Bahar Pars in un momento del film

Ove è solo l'ultimo di una lunga serie di burberi cinematografici e come i suoi predecessori è destinato ad affrontare un cammino di redenzione, che per lui comincerà con l'incontro di Parvaneh, la nuova vicina di casa iraniana. Sarà il suo arrivo a mandare a monte il primo degli innumerevoli tentativi di suicidio di Ove, che innescheranno i momenti più esilaranti e grotteschi del film. Mr. Ove porta con sé lo humour della black comedy, la malinconia del dramma, i cieli plumbei di certo cinema nordeuropeo e una velata critica sociale ad alcuni degli aspetti della società svedese affidati alle caustiche battute del protagonista.

Mr. Ove: un primo piano di Bahar Pars

Il protagonista Rolf Lassgård dice di essersi ispirato a A proposito di Schmidt e Qualcosa è cambiato, ma anche a Forrest Gump, perché Ove in fondo è un outsider, uno che alle diavolerie tecnologiche del mondo moderno non si è mai abitato, un uomo con le sue convinzioni, disposto a tutto, anche a togliersi la vita pur di raggiungere la sua amata Sonja, perché "non c'era niente prima di Sonja, e non c'è niente dopo".

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Riso amaro

Mr. Ove: Filip Berg e Ida Engvoll in un momento del film

Ai flashback il regista affida i ricordi del passato, dall'infanzia al matrimonio di Ove, fino alla vita condivisa con l'adorata moglie, facendo correre il film su due binari distinti anche cromaticamente: colori caldi e più accesi per il tempo della giovinezza, toni più cupi per l'oggi, il tempo del commiato. Rolf Lassgård è capace di regalare al personaggio le sfumature che lo rendono profondamente umano, stravagante eppure così pieno di infinita tenerezza, un uomo scontroso che come nella migliore delle tradizioni ha un cuore grande.
Si ride e si piange, seguirete Ove nelle sue invettive contro i giovani, la società, i vicini, lo vedrete vivere del dolore più inconsolabile e vi lascerete guidare dalla sua voce fuori campo in un viaggio che ha il sapore dell'addio.

Mr. Ove: burberi dal cuore tenero
Elisabetta Bartucca
Redattore
3.0 3.0
Cinecittà World
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