Morbius, la recensione: un cinecomic prosciugato di idee

La recensione di Morbius: dopo i due Venom lo Spider-Man Universe accoglie un thriller metropolitano sfilacciato, in cui la figura del vampiro non riesce mai a lasciare il segno.

RECENSIONE di 31/03/2022
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Morbius: Jared Leto durante una scena

Ogni vampiro è un parassita. Ogni vampiro non potrebbe sopravvivere senza il sangue che scorre nei corpi degli altri. Sembra quasi la metafora dello Spider-Man Universe, il franchise dedicato ai nemici di Spider-Man in cui di Spider-Man c'è solo l'ombra. Un brand che sfrutta la popolarità del supereroe più amato della Marvel per costruire il suo piccolo impero di villain. Nella nostra recensione di Morbius vi racconteremo com'è stato conoscere il nuovo arrivato, quel Michael Morbius che sulla scia dei clamorosi successi dei due film su Venom prova a cambiare tono con la sua storia tragica e i suoi dilemmi personali. Perché se i cinecomic con Tom Hardy hanno puntato tutto sulla comicità cialtrona da buddy movie anni Novanta, questo Morbius prometteva una visione più dark e introspettiva, focalizzandosi su un personaggio grigio come solo gli antieroi sanno essere.

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Morbius: un'immagine del film

Una promessa che il film mantiene solo nella prima metà, per poi deragliare verso qualcosa di impalpabile nella scrittura e di scoordinato nella messa in scena. La sensazione è quella di essere davanti a un film che di colpo cambia strada, ma con un solo grande problema: questo Morbius a un certo punto non sa proprio dove andare a parare.

Legami di sangue

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Morbius: Jared Leto durante una sequenza

Il destino del dottor Michael Morbius è sempre quello: rimanere sospeso tra un dono e una maledizione. Perché il nostro è nato con una rara malattia del sangue che lo rende fragile e cagionevole di salute sin dall'infanzia, ma allo stesso tempo la sua mente brillante gli ha donato un'intelligenza e un intuito fuori dal comune. Intenzionato guarire, Morbius mette in atto un pericoloso esperimento per provare a curarsi, ma qualcosa va storto. Così il biochimico rimane affetto da una rara forma di vampirismo che lo mette subito davanti a un bivio: saziarsi di sangue umano oppure lasciarsi morire? Un dilemma che si estende anche a due persone amate, presto coinvolte dalla sua scia di sangue. Incredibile come la maledizione di Morbius sia allo stesso tempo quella del personaggio e quella del film che ne porta il nome. Perché paradossalmente se nella prima metà il film sembra procedere verso una canonica origin story dal taglio introspettivo, appena il vampiro entra in scena il film perde smalto, o meglio, mordente. L'idea alla base è quella di costruire un thriller metropolitano mettendo al centro della storia una figura ambigua e tormentata, alle prese con una bilancia morale in cui ogni singola scelta può cambiare il peso sui piatti del bene e del male.

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Morbius: Jared Leto in un frame

Il problema è che in Morbius tutto questo rimane un'idea, una bozza di sceneggiatura, un'intenzione inespressa. Perché il film non appassiona mai. Non intriga con i suoi conflitti, non incuriosisce con la sua trama sfilacciata che spesso gira a vuoto e soprattutto riesce nell'impresa di non farci entrare in empatia con un personaggio alle prese con un dubbio esistenziale classico ma sempre affascinante. Purtroppo non c'è traccia di complessità e tutto si muove in superficie senza lasciare il segno. Non tanto sui colli dei personaggi ma nei ricordi di chi sta guardando.

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Svuotato di idee

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Morbius: Jared Leto in un momento del film

Un gran peccato, perché il personaggio portava con sé caratteristiche interessanti, soprattutto dal punto di vista della messa in scena. Perché i poteri sovrannaturali di Morbius gli permettono di guardare il mondo con occhi, ma soprattutto orecchie nuove. La sua percezione trasfigura la realtà attorno a sé, e il film riesce a farci sentire davvero tutto questo soltanto una volta, in una scena in metropolitana il cui il personaggio entra finalmente in contatto con la sua nuova natura. Per il resto la regia di Daniel Espinosa risulta confusionaria nelle scene d'azione, poco leggibili nel loro insieme e incapaci di restituire la fisicità degli scontri. Il tutto riuscendo nell'impresa di mostrare pochissimo sangue in un film di vampiri e senza costruire mai un'atmosfera cittadina davvero notturna, oscura e maledetta. Va detto che Jared Leto ci mette impegno e riesce a rendere credibile il personaggio lavorando di sottrazione, senza peccare di overacting come spesso gli capita. Il suo volto diventa il territorio del suo conflitto, cambiando e mutando a seconda delle sensazioni.

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Morbius: Matt Smith in un'immagine

Tutto grazie a una computer grafica efficace nel passare dal mostruoso all'umano in modo graduale, ma che nella parte finale viene usata in modo molto più grezzo e incoerente, visto che di fatto le fattezze dei personaggi cambiano senza rimanere fedeli e se stesse. Un'incoerenza che affligge questo Morbius anche nel tono, visto che il film si prende sul serio provando a costruire tensione e cupezza nell'animo del suo protagonista, salvo poi regalare una serie di siparietti comici davvero imbarazzanti e fuori luogo. Da queste parti non abbiamo amato Venom, ma almeno i film con Hardy rimanevano fedeli allo stile puerile che si erano prefissati. Qui invece emerge un'indecisione che non fa bene a un film prosciugato di vitalità, che proprio come Venom sembra appartenere a un cinema vecchio di vent'anni per ingenuità e impostazione registica. Anche perché Morbius si ricorda di essere un vampiro davvero assetato di sangue altrui soltanto nelle due scene post-credit (a dir poco forzate). Quelle in cui si mette a giocare con il sangue di Spider-Man, sulla scia della sua notorietà.

Conclusioni

Un'occasione mancata. Nella nostra recensione di Morbius ci siamo accorti che il terzo film dello Spider-Man Universe targato Sony avrebbe potuto portare il franchise verso un tono più maturo e una complessità totalmente assenti nei due Venom che lo hanno preceduto. Invece il film risulta un thriller mai appassionante e poco incisivo, incapace di mettere in scena il tormento di un personaggio potenzialmente intrigante.

Movieplayer.it

2.0/5

Voto medio

3.3/5

Perché ci piace

  • La prova di un Jared Leto più misurato.
  • Gli effetti visivi che giocano tra l'umano e il mostruoso...

Cosa non va

  • ...per poi peggiore nella parte finale del film.
  • La trama gira a vuoto senza coinvolgere e appassionare.
  • L'indecisione di tono, sospeso tra l'introspezione del protagonista e un'ironia gestita in modo maldestro.