Midnight Mass, l’analisi del finale: ego te absolvo

L'analisi del finale di Midnight Mass, la nuova serie horror scritta e diretta da Mike Flanagan, disponibile su Netflix.

APPROFONDIMENTO di 27/09/2021
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Midnight Mass: una scena della serie

Mike Flanagan l'ha fatto di nuovo. Trovandosi a proprio agio con storie che richiedono un tempo particolarmente adatto alla dimensione della serie televisiva, con Midnight Mass ha messo in scena un racconto horror che travalica il genere, diventando riflessione esistenziale. Un romanzo, con i propri tempi rilassati e dilatati, degno del miglior Stephen King per come ritrae una comunità distante dal "continente" e chiusa in un'isola (metafora che tra poco approfondiremo), che esplode in un finale emozionante regalando il senso ultimo della storia. Nella nostra recensione di Midnight Mass vi abbiamo detto cosa pensiamo di questa nuova miniserie targata Netflix; qui invece affronteremo l' analisi del finale di quest'opera che si schiude nell'ultima ora, mostrando il proprio cuore, tirando le fila del racconto ed emozionando. Ovviamente, saranno presenti numerosi spoiler.

Tempo sospeso

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Midnight Mass: Zach Gilford in una scena

Midnight Mass è ambientata nell'isola di Crockett, luogo isolato e quasi fuori dal tempo. Ci vive una piccola comunità, all'apparenza tranquilla (tanto che lo sceriffo non ha bisogno di portare una pistola) nonostante qualche antipatia. Il tempo sembra procedere in maniera differente in quest'isola: le stesse abitudini, le stesse famiglie, la stessa routine e gli stessi Credo tramandati di generazione in generazione. Nell'isola di Crockett convivono tre generazioni: quella dei genitori, incapaci di cambiare, ormai vittime del proprio isolamento, adagiati nella loro quotidianità, ma anche sofferenti e consapevoli di essere giunti alla fine della loro vita; quella dei figli ormai adulti, che hanno preso il testimone di quella stessa vita che, però, non riconoscono diventando vere e proprie vittime di un modo di vivere che non gli appartiene ma che non sono in grado di recidere (è il caso di Riley ed Erin); infine, le nuove generazioni, capaci di mettere in dubbio l'autorità genitoriale e avere uno sguardo più disilluso, e di conseguenza più reale, sulle vicende dell'isola. Se i primi diverranno vittime della loro stessa cecità, i secondi si sacrificheranno per trovare una pace interiore a lungo negata, saranno gli ultimi a sopravvivere e ripartire dalle ceneri di un mondo ormai incendiato. Il tempo tornerà a scorrere nell'isola di Crockett.

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Vita eterna

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Midnight Mass: Hamish Linklater in una scena della serie

Ciò che non scorre è eterno. Così, il tempo sospeso in cui vive la comunità si trasforma in una ricerca per la vita eterna, per un'immortalità nella quale vivere. Il pregio di Flanagan è stato quello di usare la figura mitologica del vampiro, mantenendone le caratteristiche peculiari, ma guardandola da una prospettiva angelica. Trova significato il titolo dell'opera, quella messa di mezzanotte che non solo descrive l'epifania alla fine della serie, ma denota la dimensione religiosa attraverso l'orrore. Il Vampiro, nella serie, è un Angelo, un messaggero di Dio, un dono che il prete della comunità, ringiovanito e rinato, ha deciso di portare con sé come legame indissolubile dell'uomo e la fede. La mitologia diventa realtà, i miracoli diventano scienza, la presenza di Dio tangibile: non sorprende la volontà dei membri della comunità di approcciarsi a una dimensione più spirituale attraverso il morso del vampiro, contagioso, liberatorio. Trasformare il proprio essere, affidandosi a quella che credono essere la volontà di Dio, è un modo per i membri della comunità di esorcizzare e superare il loro dolore, la loro insoddisfazione, i loro sentimenti costantemente repressi. Non è solo la possibilità di diventare immortali e sconfiggere la paura della morte, ma anche la promessa di una nuova vita, di una ripartenza, di una confessione definitiva. Di essere assolti dai propri peccati.

Il problema dell'"io"

Midnight Mass Recensione Netflix
Una scena di Midnight Mass

A questo proposito, solo alla fine veniamo a scoprire la ragione per cui Padre Paul è tornato nell'isola portando con sé il vampiro. Dal suo punto di vista, voleva regalare il dono della vita eterna alla sua amante, Mildred, e a sua figlia Sarah, la dottoressa dell'isola, per ricominciare una nuova vita, insieme. Ed è proprio questo interesse personale ad aver accecato proprio colui che, nel corso della serie, è visto come il messaggero della fede divina. L'isola è popolata da persone che faticano a vedere oltre il proprio ego, incapaci di essere davvero una comunità, rappresentata unicamente dalla facciata di ritrovarsi a messa ogni domenica, perché semplicemente così dev'essere. E anche quando, nel corso della serie, la chiesa si riempie sempre di più, i motivi non sono da ritrovarsi in un aumento della fede, ma nell'egocentrica speranza che possa accadere un miracolo rivolto a loro. Specchio di un mondo sempre più chiuso, Midnight Mass risplende con l'ultimo monologo di Erin, in punto di morte, dopo aver ferito le ali del vampiro. In quest'ultima emozionante sequenza, la donna descrive la propria morte, non come fine della propria vita, ma come ritorno al Tutto. L'"io" (in originale "self") è solo una parte infinitesimale dell'universo intero, la materia solo energia. Di conseguenza, la dissoluzione delle proprie funzioni vitali è da considerarsi assoluzione, la libertà da ogni imputazione. E quindi, l'assoluzione diventa ascensione, a quel regno di Dio che è solo un nome per descrivere l'infinito che ci circonda. Erin e Riley sono gli unici che sanno come uscire dall'isola (non solo Crockett, ma soprattutto psicologica) ed è proprio nel loro sacrificio che mettono il self dietro le loro spalle, per ridonare importanza al Tutto. La prima impedendo ai vampiri di contagiare il resto del mondo, il secondo trovando finalmente una pace dai sensi di colpa.

Seconde occasioni

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Midnight Mass: Kate Siegel in una scena della serie

Midnight Mass è una lunga elaborazione del lutto, una ricerca della vita dopo la morte, attraverso la fede. Non ci riferiamo solamente a una dimensione di credo religioso, ma a una fede verso il futuro. Il leitmotiv della serie è quello delle seconde occasioni: ogni personaggio, a causa di qualche evento passato, sente il bisogno di ricominciare una nuova fase della propria vita, di avere una seconda chance per correggere il suo passato. La promessa della vita eterna è considerato un modo per elevarsi al di là dell'ordine naturale delle cose e, quindi, di sfuggire dalle proprie responsabilità. Incapace di perdonare e perdonarsi, la comunità di Crockett è destinata, dopo la notte di Pasqua, a estinguersi ed espiare totalmente le proprie colpe. Infatti, nonostante la loro immortalità (che può essere terminata solo grazie alla luce del sole, come vuole la tradizione vampiresca), permane in loro la vera natura malvagia, come a voler sottolineare come siano incapaci di prendere davvero la lezione di Gesù. La resurrezione diventa solo qualcosa di materiale, spogliata del vero significato spirituale che i fedeli tanto sembrano inseguire. La messa di mezzanotte si conclude con un'Apocalisse (a questo proposito, la struttura della miniserie richiama quella della Bibbia), da intendersi secondo le Scritture, coniugando ancora una volta l'immaginario del genere horror con la sacralità. Alle prime luci dell'alba, mentre in un ultimo canto di espiazione la popolazione di Crockett brucia e muore, solo due persone pure si salvano. Si tratta di Leeza, la giovane figlia del sindaco, la prima ad essere miracolata e ad alzarsi dalla sedia a rotelle in cui è costretta, e Warren, il fratello minore di Riley. Di fronte a questi novelli Adamo ed Eva si trova un nuovo Giardino dell'Eden, un nuovo inizio. Le ceneri del vecchio mondo si dileguano nel vento, mentre i raggi del sole accolgono il futuro. Nell'isola, il tempo si è finalmente sbloccato.