Matthias & Maxime, la recensione: il nuovo film di Xavier Dolan è tutto in un bacio mai mostrato

Matthias & Maxime, la recensione: il regista Xavier Dolan, ora 30enne, torna al cinema che più gli appartiene dopo la fallimentare esperienza in lingua inglese.

RECENSIONE di 23/05/2019
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Matthias & Maxime: una scena del film drammatico

Ci piange un po' il cuore a scrivere questa recensione di Matthias & Maxime, nuovo film dell'(ex) enfant terrible Xavier Dolan, senza aver (ancora) mai visto la controversa opera precedente. Purtroppo The Death and Life of John F. Donovan, dopo essere passato a Toronto ed essere stato accolto malamente dalla critica internazionale, è arrivato solo nelle sale francesi lo scorso marzo per poi sparire (si spera solo temporaneamente) dai listini di tutto il mondo, compreso quello italiano.

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Matthias & Maxime: una scena del film diretto da Xavier Dolan

Non che sia necessario aver visto il film precedente per godersi questo Matthias & Maxime, tutt'altro, ma sicuramente farà strano soprattutto a chi, come noi, ha seguito da vicino tutta la carriera di questo giovanissimo e talentuosissimo artista. Anche perché appare subito evidente che questo nuovo film, presentato in concorso a Cannes 2019, è decisamente in linea con il cinema di Dolan che ben conosciamo, ed è quindi certamente lecito parlare di "ritorno a casa" per il regista di Montréal. Ma quanto e come questo suo "viaggio all'estero" possa aver influito sul suo modo di fare cinema non potremo dirlo con certezza fino a che tutti noi non avremo modo di colmare questa lacuna.

Una trama al bacio

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Matthias & Maxime: un'immagine del film

Che questo suo nuovo film sia uno Xavier Dolan al 100% lo si può intuire già dalla trama di Matthias & Maxime: un gruppo di amici di lunga data si incontra per una festa e, tra una battuta e l'altra, i due ragazzi del titolo si ritrovano costretti a partecipare, a causa di una scommessa persa, ad un corto sperimentale impressionista ed espressionista al tempo stesso di una ragazza del gruppo. In questa scena Matthias e Maxime devono baciarsi appassionatamente e, seppure inizialmente dubbiosi, lo fanno: nonostante il bacio stesso non sia mai mostrato su schermo, quello che vediamo nel prosieguo del film sono proprio le conseguenze che esso ha su entrambi i protagonisti.

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Matthias & Maxime: una sequenza del film

Matthias è un giovane avvocato, fidanzato con una ragazza affezionata, ma evidentemente in crisi di identità, tanto professionale quanto sentimentale/sessuale. Lo stesso vale anche per Maxime che, dopo aver subito passivamente per troppo tempo i soprusi della madre ex tossidipendente e alcolizzata e il mancato aiuto di un fratello troppo assente, ha deciso di partire per l'Australia in cerca di fortuna. Proprio questi giorni precedenti al viaggio di Maxime saranno vissuti in modo tormentato da entrambi i giovani, apparentemente incapaci di decifrare cosa realmente quel bacio abbia significato per il loro rapporto d'amicizia ma anche per il loro futuro.

Xavier Dolan torna a guidare il suo stesso cast

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Matthias & Maxime: un primo piano del film

Nel ruolo di Maxime troviamo lo stesso Xavier Dolan, che non recitava in un suo film dal 2013 con Tom à la ferme, e che qui in questo film si conferma in ulteriormente cresciuto dal punto di vista attoriale; Matthias è invece il semi sconosciuto Gabriel D'Almeida Freitas, presenza non particolarmente carismatica che un po' inficia sul risultato finale per un ruolo che forse avrebbe meritato più spazio ed un attore di maggior talento. Torna nel cast anche la musa Anne Dorval, nel piccolo ma significativo ruolo della madre di Dolan stesso, un vero proprio tuffo nel passato che ci riporta direttamente al sorprendente esordio del regista di dieci anni fa J'ai tué ma mère.

Il labile confine tra amore e amicizia

L'aspetto più bello del nuovo film di Dolan è la sensazione di naturalezza che riesce a trasmettere quando racconta le dinamiche interne al gruppo di amici. E di come questo nuovo "dubbio" di un sentimento più profondo sia visto e gestito (in modo opposto) non solo dai due protagonisti, ma anche da tutti coloro che gli sono affianco e che, volenti o nolenti, osservano e subiscono l'evolversi di questa situazione. La macchina da presa di Xavier Dolan osserva da vicino i volti di tutti i presenti, si posiziona al centro del gruppo riuscendo così a trasmetterci quelle sensazioni tipiche della gioventù e dell'amicizia: complicità, imbarazzo, desiderio, risate sincere e nervosismo immotivato.

Xavier Dolan: come si riconosce un talento puro e perché dovremmo difenderlo

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Matthias & Maxime: una scena del film
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Matthias & Maxime: un momento del film

Dolan non rinuncia alla sua cifra stilistica o alle sue canzoni, ma si mette comunque a servizio della storia e dei personaggi che vuole raccontare, lasciando che siano le emozioni ad emergere piuttosto che il suo virtuosismo o la sua inventiva. Lo fa grazie ad una storia semplice, in cui a contare non è l'omosessualità o meno dei suoi personaggi, ma la difficoltà a volte di riconoscere quello che noi stessi proviamo. Quell'indecisione tipica della gioventù ma che in fondo continua a condizionare le nostre vite anche da adulti, ci spaventa, ci frena e non ci permette di accettare noi stessi. Fino a che non siamo costretti a scegliere, fermi ad un bivio tra quello che è e quello che desideriamo. La stessa cosa che accade a Maxime nel bel finale del film, brusco e doloroso, ma non completamente privo di speranza, come la realtà.

Conclusioni

Potremmo concludere questa recensione di Matthias & Maxime inneggiando, come hanno fatto altri, alla maturità di Xavier Dolan, ma la verità è che a noi sembra che sia mai mancata nelle opere del regista canadese, a prescindere dall'età. Di sicuro questo nuovo film, come d'altronde tutti i precedenti, continua a rappresentare un nuovo tassello di quella che è una filmografia già ricca ma in continua evoluzione. Esattamente quello che ci aspettiamo da un regista di trent'anni che non ha mai smesso di stupirci e su cui continuiamo a puntare, sempre di più, per il futuro.

Movieplayer.it

3.5/5

Voto medio

4.3/5

Perché ci piace

  • La regia e la sceneggiatura di Dolan ci fanno davvero sentire parte integrante di un gruppo di amici.
  • Lo stile del film è più pacato ma non per questo meno ispirato, alcune sequenze sono come sempre di rara bellezza.
  • La riflessione sull'amore e l'amicizia sono sincere ed emozionanti.

Cosa non va

  • Rispetto al passato e nonostante la buona prova dello stesso Dolan, le interpretazioni degli attori rappresentano un passo leggermente indietro.
  • Chi si aspettava un film molto pop ed esplosivo come quelli del passato potrebbe rimanere un po' deluso, questo è forse il suo film più intimista e, forse, anche il suo più personale da molti anni a questa parte.