Madres Paralelas, la recensione: nel grembo del passato

La recensione di Madres Paralelas: intimo e allo stesso tempo collettivo, il nuovo dramma familiare di Pedro Almodóvar riflette sul peso del passato che incide sul futuro.

RECENSIONE di 01/09/2021
Maders Paralelas Poster
Locandina di Madres paralelas

Una mammella da cui cade una goccia di latte. O forse un occhio che piange. Fonte di vita o sorgente di dolore? Apriamo la nostra recensione di Madres Paralelas interrogando la suggestiva locandina del nuovo film di Pedro Almodóvar. Un dilemma che si manifesta anche dentro un titolo criptico (chi sono le vere madri parallele?), leggibile in tanti modi. Questo perché il film che ha aperto il Concorso di Venezia 78 è stracolmo di chiavi di lettura e sfumature da cogliere. Dopo aver sublimato i suoi dolori personali con lo splendido Dolor y Gloria, Almodòvar cambia prospettiva e cerca di immaginare un futuro capace di non affogare nel passato. Se il suo film precedente adottava il punto di vista di un figlio, Madres paralelas si pone dalla parte delle madri. Quelle che sperano, soffrono, ci provano e si rendono persino conto di non essere all'altezza di quella parola. Una parola che va oltre le persone, e pian piano diventa quasi un concetto archetipico. E allora la "madre" diventa la terra che nasconde vecchi dolori, la Storia che urla, la Spagna che piange ancora.

Tanto dolore, poca gloria

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Madres Paralelas : Penelope Cruz in una scena corale

Il passato ha aperto vecchie ferite. Tutte attraversate, esplorate, forse chiuse proprio grazie al cinema. Adesso Pedro Almodòvar ha voglia di respirare, ha bisogno di futuro. Così dedica il suo nuovo Madres paralelas a due donne incinte, a due gravidanze non programmate che portano con sé la prospettiva di qualcosa di nuovo. Janis e Ana si incontrano per caso in ospedale, si riconoscono nelle loro diversità e si legano in modo spontaneo. La nascita delle loro bambine è uno scossone che rivoluziona equilibri e le mette alla prova non solo come madri, ma anche in quanto figlie, compagne, donne. Per entrambe la maternità sarà un'esperienza tutt'altro che serena, eppure è proprio diventando genitori che Janis e Anna diventeranno persone consapevoli di quello che non sono e soprattutto di quello che non potranno mai essere. Ecco perché l'ispirata locandina di Madres Paralelas mette a nudo un film in cui nemmeno la maternità è conciliante. Perché non esiste futuro che possa ignorare il passato. E riecco quel vecchio richiamo che ritorna. Non più un fatto personale come in Dolor y Gloria, ma un conto in sospeso che abbraccia tante generazioni. Nella trama del film, infatti, si nasconde un particolare: Janis sta organizzando uno scavo all'interno di un terreno di periferia. L'obiettivo è ritrovare i resti dei suoi antenati a cui dare una degna sepoltura. Un dettaglio che poco per volta invade il film con prepotenza, chiedendo allo spettatore un grande atto di fiducia.

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Nascosto nel grembo

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Una scena di Madres paralelas

Un regista che cambia è un regista in salute. Un autore che accetta il passare degli anni e si evolve, cambia pelle senza però snaturarsi. Il nuovo Pedro Almodòvar sembra ormai aver abbandonato il cinema sperimentale, eccentrico e grottesco di una volta. È come se il tempo ne avesse asciugato lo stile, diventato più sobrio e misurato. Un senso della misura che attraversa anche Madres Paralelas, film che cammina sempre sul filo tra il dramma familiare e il thriller sentimentale senza mai eccedere, anzi trattenendo spesso l'emotività dei personaggi. Per questo, poco prima dell'atto finale, è come se il film camminasse col freno a mano tirato. Da una parte c'è una trama abbastanza prevedibile (ma il colpo di scena non è mai un obiettivo dichiarato), dall'altra una serie di tematiche abbozzate e non approfondite che quasi disorientano e spiazzano lo spettatore. Complice anche qualche sequenza non recitata in modo particolarmente ispirato. Madres Paralelas sembra quasi girare in tondo, vagare attorno al cuore del racconto, chiedere al pubblico di pazientare tenendo per mano Janis e Ana sino alla fine. Ed è proprio nel bellissimo epilogo che tante linee parallele disegnate lungo il film finalmente si incontrano e intrecciano. Un finale dolente, potente, che tira le fila della storia e riconcilia con un film complesso, in cui le vecchie radici sono molto più forti dei nuovi rami. Perché nel grembo di Madres Paralelas scalpitano tante cose: l'inadeguatezza di madri incapaci di essere genitori, l'amara consapevolezza di un passato assillante e un'atmosfera mortifera, che trova nel cinema terreno fertile per seminare belle storie senza seppellirle mai.

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Conclusioni

La Mostra del Cinema di Venezia si apre facendo i conti col passato. Abbiamo scritto questo nella nostra recensione di Madres Paralelas, dramma familiare in cui Pedro Almodòvar cerca speranza nel futuro nel grembo di due donne, ma si ritrova schiacciato dal bisogno di ricordare. Dopo un film personale come Dolor y Gloria, il regista spagnolo allarga gli orizzonti con un'opera dal respiro collettivo che spiazza e non si fa dimenticare.

Movieplayer.it

3.5/5

Voto medio

3.5/5

Perché ci piace

  • La capacità di mettere in scena una storia intima e allo stesso tempo collettiva.
  • La conferma di un "nuovo Almodòvar" più misurato e asciutto rispetto al passato.
  • Il finale del film è davvero potente e ben riuscito...

Cosa non va

  • ...ma nella prima parte il racconto è poco coeso e a tratti dispersivo.
  • Alcune sequenze non sono recitate alla perfezione.