La prima fiction meritevole di attenzione in questo 2026 per noi è La preside: Luisa Ranieri si fa bionda e diventa Eugenia Liguori, alter ego di Eugenia Carfora, la vera dirigente scolastica che è riuscita a ristabilire una scuola abbandonata a Caivano, davanti ad una delle piazze di spaccio più grandi d'Europa, dando un futuro diverso ai suoi studenti.
Una storia troppo avvincente e importante sulla carta per non essere raccontata in tv, come ci dice la stessa attrice protagonista, che per poterla interpretare ha dovuto mettere in pausa il suo personaggio televisivo più amato, Lolita Lobosco.
"Una storia che nasce nel 2019 e ha preso forma solo adesso perché di lì a poco io avrei iniziato a girare Lolita e non ci aspettavamo un successo tale. Poi dovevamo trovare gli sceneggiatori giusti, Cristiana Farini e Maurizio Capiddu, che sapessero trattare le tematiche adolescenziali e questa scuola".
La preside: la nostra intervista a Luisa Ranieri
"Chi non si butterebbe a capofitto in una storia così?" è quello che ci dice Luisa Ranieri, che riesce a donare umanità e simpatia ad una donna tenace che non si fa frenare da niente e nessuno.
Perché l'insegnamento viene prima di tutto, ed è un diritto oltre che un dovere per i più giovani: "È un personaggio con un'energia incredibile, con una generosità e un'indole fuori dall'ordinario".
Grazie alla fiction Rai, la scuola può essere vista dagli spettatori - adulti e ragazzi - non solo come un luogo di disciplina ma anche di speranza: "è centrale nella formazione di qualsiasi ragazzo perché è il momento in cui incontri gli amici del futuro, i professori che ti aprono la mente, i primi amori. Nell'ambiente scolastico nasce il tuo percorso da bambino all'adulto che diventerai, quindi è un periodo fondamentale".
Il punto di forza della serie infatti sono i giovani protagonisti, personaggi con percorsi diversi che puntano tutti allo stesso obbiettivo: essere un'alternativa a quello che il contesto socio-culturale vorrebbe per loro.
Eugenia Liguori è un'eroina imperfetta?
"Ho scoperto Eugenia Carfora guardando un documentario su di lei ed ero in lacrime" - ci racconta l'attrice - "mentre ero in tournée ho chiamato commossa mio marito (Luca Zingaretti, ndr) ma non pensavo sarebbe diventata un personaggio tv. Finita la replica teatrale, lui mi richiama per dirmi che il giorno dopo sarebbe andato a Caivano perché aveva avuto l'idea di farne una fiction".
Gli autori de La preside non volevano però dipingere un'eroina senza macchia e senza paura, non sarebbe stato realistico ai fini del racconto seriale. Nel seguire così tanto i propri studenti, per esempio, a volte Eugenia fa sentire i propri figli trascurati.
"Si tratta di una parte romanzata da noi perché, per rispetto della privacy, è un aspetto della vita privata che non abbiamo indagato. Ci piaceva però l'idea di raccontare una donna che lavora e che quindi perde necessariamente qualcosa per strada, come qualsiasi persona impegnata 24 ore su 24 su un progetto. Ha difficoltà relazionali perché un conto è essere professori, con uno sguardo esterno, tutt'altro è essere genitori, coinvolti in prima persona all'interno del nucleo familiare".
D'altronde, col proprio lavoro che non guarda in faccia nessuno, men che meno la boss del quartiere, Eugenia deve stare attenta alla propria incolumità oltre a quella del marito e dei due figli.
Diventare (e ritornare) bionda: ci sarà una stagione 2?
Per il ruolo la Ranieri ha dovuto tingere i capelli di biondo: "Penso che l'abito faccia il personaggio" - ci racconta - "nel senso che almeno per mia esperienza, sono solita costruire i personaggi attraverso i costumi, ne comprendo la gestualità e il carattere, creandoli prima esteticamente. Io per esempio non figuro fino in fondo il personaggio finché non faccio la prova costumi".
Chiudendo, ci lascia con una suggestione: "Farmi bionda era fondamentale perché il fatto di non riconoscermi allo specchio mi ha aiutata tantissimo". E si tingerebbe ancora i capelli per una seconda stagione? "È troppo presto per parlarne".