Saverio Raimondo doppia Luca: “Ercole? Tra Truman Capote e Fantozzi”

Al Figari Film Fest in questi giorni Saverio Raimondo ha ricevuto il premio Cinema e Parole, intanto presta la voce al villain di Luca, il nuovo film di animazione Pixar.

INTERVISTA di 26/06/2021
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Luca:n un'immagine del personaggio chiamato Ercole Visconti

È cresciuto con le commedie di Woody Allen, la stand up comedy ce l'ha nel sangue. Tanta tv, prima come autore per Serena Dandini, poi come conduttore e ideatore di CCN - Comedy Central News per Comedy Central, ma anche radio con diversi programmi satirici in onda su Rai Radio 2. Oggi l'irriverenza di Saverio Raimondo arriva anche in casa Pixar, il comico doppia infatti sia nella versione italiana che in quella originale Ercole Visconti, il cattivo del nuovo film d'animazione Disney, Luca di Enrico Casarosa.
In autunno tornerà in tv e poi con un podcast "molto divertente, una novità assoluta sia per toni che per modalità", intanto in attesa di rivederlo magari al cinema, lo incontriamo al Figari Film Fest dove in questi giorni ha ricevuto il Premio Cinema e Parole.

La satira tra web, cinema e tv

Che ruolo ha oggi la parola nella comicità e soprattutto quanto rischia di essere soffocata da questa ondata di politicamente corretto?
La parola è centrale soprattutto in un certo tipo di comicità, come ad esempio nella stand up comedy. Anche le gag fisiche e visive possono essere molto divertenti ed efficaci, però è difficile raccontarle agli altri, al contrario di quanto puoi fare se hai sentito una buona battuta di Woody Allen. Credo che il politicamente corretto sia un po' una moda ormai e non dobbiamo farci spaventare, ma penso sia anche uno stimolo perché la comicità si è sempre confrontata con ostacoli da superare, in assenza di limiti non c'è trasgressione e quindi neanche satira. Il politically correct è una manna dal cielo per chi fa il mio mestiere, vuol dire che ci saranno molti più tabù da poter infrangere. Divertente, rideremo di più!

Hai sperimentato diversi linguaggi, dalla tv al web, alla radio. Come cambia l'uso della parola in contesti così differenti?

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Luca: un'immagine che ritrae Giulia

Cambia molto. Le battute che faccio in tv non sono le stesse dei miei spettacoli dal vivo, o di quelle che faccio in radio o che scrivo per qualche giornale, lo stile si adatta ai mezzi. Sono tutti strumenti diversi, specifici e incontrano tipi di pubblico differenti: chi vede la televisione probabilmente non esce di casa per guardare un live, oppure non legge il giornale. L'importante è mantenere una coerenza con se stessi e sapersi adattare ai mezzi, è un po' come essere poliglotta.

Oggi la satira politica è più libera?

No, non siamo più liberi ma neanche meno. Il senso dell'umorismo è sempre stato qualcosa di molto individuale e personale, è difficile perderlo tanto quanto acquisirlo. Persone un po' musone difficilmente qualche anno dopo diventeranno più ilari e disponibili al riso. Quello che trovo eccessivo della pressione del politicamente corretto è dare troppo peso alle parole dei comici quando invece non ne hanno, perché la comicità le usa sempre in senso ironico ed è sbagliato dargli un'importanza letterale. Il comico dovrebbe semplicemente stare attento a non essere preso sul serio come invece è successo di recente, è l'errore più grande che possa commettere; non deve mai perdere l'occasione per ribadire il suo essere in una posizione ridicola e come tale bisogna considerarlo.

Dalla stand up comedy al doppiaggio

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Luca: una scena del film

In Luca hai lavorato al doppiaggio della versione italiana e di quella originale. In che modo?

Mi sono avvicinato a questa esperienza con molta curiosità ed entusiasmo. Dare la voce a una versione originale e poi ridoppiarsi in italiano sono due esperienze molto diverse; nel primo caso non hai un riferimento da imitare, e non hai neanche un film, l'animazione viene fatta successivamente. Enrico Casarosa mi ha guidato con le sue indicazioni e suggestioni, e poi avevo la mia fantasia e la mia voce, che ha dato al personaggio tanti toni, anche buffi. Al contrario quando mi sono ritrovato a doppiare me stesso in italiano avevo finalmente di fronte Ercole Visconti e la mia voce. È stato curioso capire come per esempio in un'altra lingua sia riuscito a tirare fuori "note" che raramente utilizzo.

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Quanto della tua irriverenza hai messo in Ercole Visconti?

La nota comune è che spesso il satirico è un comico cattivo, per il resto è un personaggio di finzione che non c'entra molto con me, non sono un bullo al contrario di Ercole, anzi per costituzione fisica posso essere più facilmente vittima di bullismo. Avere l'opportunità di essere altro da me è stata un'esperienza divertente e nuova, visto che spesso mi ritrovo a interpretare me stesso declinandomi in maniera diversa.

Ti sei ispirato a qualcuno in particolare?

A livello letterario avevo in mente il racconto di Truman Capote, Il giorno del ringraziamento, dove il protagonista ha a che fare con un bullo ed è come Luca un racconto di crescita e formazione. Dal punto di vista interpretativo mi ha ispirato il geometra Calboni, l'antagonista di Fantozzi, perché come Ercole è vanitoso e cialtrone o "cacciaballe"; ho cercato quindi di trasferire nel personaggio questa nota cialtronesca. Questo ha fatto sì che Ercole non fosse solo antipatico, ma anche divertente.

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Luca: una sequenza del film

Possiamo definire Luca una storia di accettazione della diversità?

Sicuramente, ma non solo. È anche accettazione di chi non accetta la tua diversità come ricorda anche una battuta del film secondo la quale ci sarà sempre qualcuno che non ti apprezzerà, ma l'importate è essere amati da chi a nostra volta amiamo e apprezziamo. Trovo ci sia in tutto questo una forma di realismo e pragmatismo molto importante in tempi piuttosto esasperati come i nostri.

Pensi che il fenomeno LOL abbia in qualche modo fatto riscoprire la stand up comedy in Italia? Nel nostro paese c'è un futuro per questo tipo di comicità?

Credo che la stand up comedy abbia dimostrato ormai da qualche anno di essere una scena molto concreta in Italia, forse la più viva sia per numeri che per talenti. Lo testimonia anche il fatto che un programma come Lol abbia tenuto conto di questo panorama attraverso il coinvolgimento di due talenti come Michela Giraud e Luca Ravenna.

Se ti proponessero di partecipare al programma?

Non so quanto sia adatto a me, ma ho sempre un pregiudizio positivo verso la contaminazione e la sperimentazione. Se dovessero sbagliarsi a chiamarmi, non vedo perché contraddirli.