Non solo Leoni di Sicilia: il viaggio in Sicilia in 10 film

I Leoni di Sicilia è da poco arrivato su Disney+: quale occasione migliore per scoprire le bellezze del territorio siciliano attraverso 10 film e serie TV che hanno ospitato nello spazio delle proprie inquadrature le bellezze di questa terra?

Non solo Leoni di Sicilia: il viaggio in Sicilia in 10 film

Sai cos'è la nostra vita? La tua e la mia? Un sogno fatto in Sicilia. Forse stiamo ancora lì e stiamo sognando.

C'è qualcosa di onirico, sospeso, abbracciato e cullato tra le acque del mare in Sicilia. Il cado vento afoso di estate, la cenere di quell'Etna che tutto controlla e a volte sgrida con zampilli ed eruzioni, l'odore del cibo che investe le strade in salita, il profumo di zucchero e mandorla, pistacchio e aria salmastra, il vociare dei mercanti, e il chiacchiericcio delle donne all'uscio: sembra una cartolina di un mondo radicato a una tradizione continua, a un passato ereditato e tramandato con orgoglio, un presente innestato dai rimasugli di un tempo andato con cui ci si modella, si pensa, si cresce. E poi c'è quell'ombra maledetta, invischiata di un parassita mafioso che si annida tra le profondità della terra siciliana, marcendone la bellezza del territorio, e macchiandone l'immagine, il ricordo, il pensiero, deformandolo in pregiudizio. "La cultura della morte non appartiene solamente alla mafia: tutta la Sicilia ne è impregnata" affermava Giovanni Falcone, eppure per quanto tale tema sia stato trattato, denunciato, come monito generale per sfidare la continua omertà, la Sicilia è anche altro; è un teatro all'aperto, un ricordo costante di un passato storico glorioso, un luogo sospeso nel tempo e nello spazio tanto da rasentare la natura fiabesca. Ed è in tali vesti che la regione ha fatto spesso capolino tra le cornici della Settima Arte, offrendo in prestito le proprie atmosfere, e i propri ambienti così contrastanti e perpetuamente mutevoli.

Leoni Siciliaa Miriam Leone Michele Riondino
I leoni di Sicilia: primo ciak per Michele Riondino e Miriam Leone

Un itinerario intimo, che dal personale passa per l'universale, colto e vestito di inchiostro anche da un'autrice come Stefania Auci il cui I Leoni di Sicilia si è ora trasformato in immagini in movimento grazie alla serie tv diretta da Paolo Genovese e con protagonisti Miriam Leone e Michele Riondino. Quello arrivato su Disney+ il 25 ottobre 2023 è solo l'ultimo capitolo di un poema in continua scrittura tra il mondo immaginato e impresso tanto su carta, quanto su celluloide, e quello reale di una Sicilia che viaggia tra ieri, oggi e domani. Non solo la saga della famiglia Florio; sono stati tanti e diversi i personaggi resi tangibili da quell'odore salmastro di mare che si abbatte sulle scogliere di roccia lavica. Ecco allora il nostro viaggio in Sicilia attraverso 10 film e le loro location.

1. La terra trema (1948)

locandina de La terra trema.
locandina de La terra trema.

È forse uno dei film più neorealistici - insieme a Ossessione - di Luchino Visconti, La terra trema. Infiammata da un bianco e nero dove i contorni si sentono e ogni contrasto si esalta con fare drammatico, il film del 1948 supera i confini della fantasia per abbracciare uno sprazzo di (possibile) realtà. Liberamente ispirato a I Malavoglia di Verga, nella storia della famiglia di pescatori siciliani che nel tentativo di acquistare la barca perde la casa e si dispera, si condensa tutto l'urlo di disperazione e coraggio di rialzarsi di un intero Paese. E se quella sensazione a tratti dolorosamente insopportabile riesca a scavalcare i confini di visione per insidiarsi nell'epidermide degli spettatori, è non solo per l'impiego di attori non professionisti, o per l'uso del dialetto stretto siciliano, ma soprattutto per la bellezza sublime delle immagini di una natura che tutto reclama, tutto domina, tutto (ri)conquista. Aveva un tocco unico, quasi magico, Luchino Visconti di elevare gli ambienti circostanti a personaggio a se stante; un elemento naturale che abbraccia e si inserisce nella vita dei personaggi con fare immersivo, coinvolgente, armonioso. Fotografate da G. R. Aldo, le location di Aci Trezza (in provincia di Catania) vivono pertanto nello spazio di un'inquadratura; non più costrutti di mattoni, o rocce bagnate da un mare agitato, sono adesso spiriti di un'isola che respirano, muovendosi con fare indagatorio e minaccioso, cullante e leggero, tra le vie del paese. Sono luoghi talmente vivi, quasi tangibili, da sentire il profumo di salsedine, l'odore intenso del pesce appena pescato, o dei temporali in arrivo che li avvolgono, E così, Piazza Giovanni Verga, la chiesa di San Giovanni Battista, il Lungomare Ciclopi entrano nello spazio di azione con la stessa importanza degli uomini e le donne che li attraversano, rompendo la quarta parete per rivolgersi direttamente al proprio pubblico, incantandoli, intimorendoli, lasciandosi ammirare.

2. Divorzio all'italiana (1961)

Una scena di Divorzio all'italiana
Una scena di Divorzio all'italiana

Ci sono tutti i crismi della commedia all'italiana, in Divorzio all'italiana, eppure tra le mani di Pietro Germi la risata si fa nera, sfumata di colori attuali e denunce sociali di un'Italia in cui il tradimento bastava per chiedere il divorzio, o ancor peggio, il delitto d'onore.  A fare da asse portante all'intero intreccio, e alla passione per il barone Ferdinando Cefalù - detto Fefè - (Marcello Mastroianni) per la giovane Angela, è infatti il famigerato articolo 587 del codice penale, per il quale un uomo condannato per uxoricidio poteva ottenere una significativa riduzione della pena qualora il delitto fosse volto a salvaguardare il suo "onore" a discapito del tradimento della moglie. Oltre al proprio pubblico, questa commedia degli inganni vanta un ulteriore spettatore silente, e mai giudicante: è quello dell'ambiente siciliano, che tra ristoranti (come il Costa Azzurra sito in via Vincenzo De Cristoforo 4 a Catania), rovine storiche (come quelle del Teatro Greco di Taormina, dove Fefè scatta una foto a Rosalia), stazioni ferroviarie (come quella di Ragusa), o addirittura sale cinematografiche (La Dolce Vita di Fellini viene infatti proiettata al Teatro Vincenzo Bellini di Adrano) si dipana la tragicommedia di un uomo simbolo del patriarcato e del maschilismo tossico, fulgore di gelosia e desiderio, che finisce per cadere vittima di se stesso e dei suoi stessi meccanismi masochisti.

3. Il gattopardo (1963)

Il Gattopardo 1963 Burt Lancaster Alain Delon Claudia Cardinale
Il Gattopardo: una scena del film

Tutto cambia perché nulla cambi. Quanta Italia ancora risiede tra gli spazi di queste parole, prima impresse su pagina da Giuseppe Tomasi di Lampedusa e poi lasciate vagare con malinconica arrendevolezza dal Principe Salina (Burt Lancaster) ne Il Gattopardo. E in una terra come la Sicilia in cui tutto parla di passato e tradizioni, pur orientandosi verso il futuro, il film di Luchino Visconti non poteva non lasciarsi abbigliare dalle contraddizioni, e da quell'eleganza così popolare, e allo stesso tempo aristocratica, di Palermo.

Il Gattopardo Garibaldini A Palermo
Il Gattopardo: una scena del film

Tralasciando le questioni meramente storiografiche, la pellicola si lascia abbracciare dalle tonalità crema, e dagli stili arabeggianti e liberty del capoluogo siciliano. Un'armonia perfetta tra realtà e (settima) arte che fa di Palermo irreprensibile mappa urbana di barlumi cinematografici entrati di diritto nell'immaginario collettivo. La piazza che mostra l'entrata dei Mille è infatti piazza Magione; quella dove le truppe borboniche si accingono a uccidere cinque innocenti palermitani è piazza di San Giovanni Decollato; la Biblioteca Comunale diventa per magia la chiesa di Casa Professa; Villa Boscogrande (in via Tommaso Natale) presta le propria mura per il Principe di Salina, e poi quella sala degli specchi dove nella mente del pubblico ancora danzano in un bello eterno Burt Lancaster eClaudia Cardinale hanno fatto di Palazzo Valguarnera Gangi un luogo sospeso nel tempo, tra aristocrazia e sogno cinematografico da cui ancora non ci siamo svegliati.

Il Gattopardo, l'affresco politico e risorgimentale di Luchino Visconti

4. Il padrino (1972)

Il Padrino: Al Pacino in una scena del film
Il Padrino: Al Pacino in una scena del film

Probabilmente non c'è un film (o trilogia) abile nel palesarsi nella mente dello spettatore quando si parla del connubio tra cinema e Sicilia come quella de Il padrino. Opera fondante di un nuovo modo di concepire non solo il gangster movie, ma anche una gerarchia criminosa di stampo sia shakespeariano che della corrente della New Hollywood, il film-capolavoro di Francis Ford Coppolaa prende le mosse tra le vie di una New York ombrosa, per poi spostarsi - insieme al personaggio di Michael - tra le assolate campagne della terra siciliana. Fiumefreddo di Sicilia (è qui che si trova Castello degli schiavi, residenza di Michael Corleone), Graniti, Motta Camastra, Savoca (si pensi all'insegna Bar Vitelli", realizzata sul portone d'ingresso di Palazzo Trimachi, o la chiesa di San Nicolò, luogo del matrimonio tra Michael e Apollonia) e Forza d'Agrò (in provincia di Messina) sono le tappe fondanti di un viaggio di formazione, un rito iniziatico che inspessisce la nota violenta di un film di mafia con uno sguardo intimista e drammatico; e per comprendere il proprio posto nel mondo e acquisire gli strumenti necessari per inserirsi con fermezza in quel pattern pre-impostato di esecutori e mandanti, vendette e padrini, Michael (Al Pacino) non può che immergersi e conoscere quelle terre da cui tutto ha preso origine; terre abbandonate dal padre e adesso ritrovate, amate e poi odiate (con la morte di Apollonia) dal figlio, erede di un impero pronto a genuflettersi ai suoi piedi.

5. Nuovo cinema paradiso (1988)

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È forse un inno al cinema tra i più decantati e ammirati, il Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore. Punto di partenza e matrice iniziatica per redigere il proprio canto alla settima arte, il film del 1988 trae linfa vitale sia dal calderone dei desideri e delle ambizioni del regista stesso, che dalla moltitudine di ricordi che si stagliano come istantanee fotografiche dinnanzi a lui. E allora, ecco che a fare da sfondo a tale opera non poteva esserci che quella natura così primordiale, bucolica, ancora rurale di una Sicilia che ha visto nascere e crescere sia il piccolo Tornatore a Bagheria, che il giovane protagonista Totò nell'immaginaria Ciancaldo, (nella realtà, la maestosa Cefalù). Se la cattedrale proprio di Cefalù è un gioiello Unesco, i profili del Molo Vecchio e di piazza Marina (senza dimenticare il Castello di Castelbuono in provincia di Palermo, e Piazza Umberto I a Palazzo Adriano, dove è stato costruito per l'occasione il Nuovo Cinema paradiso) sono entrati nell'immaginario collettivo anche grazie ad alcune scene memorabili di Nuovo Cinema Paradiso, storia di un uomo che scappa da quel piccolo mondo in cui la fantasia galoppava attraverso una luce di proiezione, promettendo di non tornarci più, di non pensarci più, di non voltarsi. Ma alla fine il piccolo Totò si farà "fottere dalla nostalgia" e con la morte di Alfredo tornerà a farsi parte integrante di quel microcosmo ormai fatiscente, dove tutto è cambiato, senza che nulla è forse cambiato veramente.

6. Il postino (1994)

Massimo Troisi Philippe Noiret Il Postino
Il Postino: Massimo Troisi e Philippe Noiret sul set del film

"Il mondo intero con il mare, il cielo, con la pioggia, le nuvole ecc.. il mondo intero è la metafora di qualcosa?". Esiste un mondo profondo, introspettivo, elegante e cullante come il mare che lo circonda nell'animo del postino Mario (un immenso e commovente Massimo Troisi). Un uomo che poco sa a livello scolastico, ma che molto può insegnare in termini di sensibilità ed emozioni. E chissà se a influenzare in questo animo così attento, atlante delle emozioni in formato umano, non sia stato anche il luogo che lo ha visto crescere, assistendo perfino al suo incontro con il poeta Neruda. Il mare che bagna Filicudi, a Pollara di Salina nelle Eolie è un abbraccio che culla, e una voce che sussurra, alla sfera più intima del protagonista del film, facendosi parte integrante di quel suo sguardo così fanciullesco, così innocente, capace di guardare al di là delle persone, come si guarda al di là dell'orizzonte immenso dell'attuale Via Massimo Troisi a Pollara, a Malfa (Messina). Mario ama Beatrice, ma non è bravo con le parole; Neruda vuole stare solo, e lui sì che è bravo con i versi; era destino che i due si incontrassero per aiutarsi e salvarsi reciprocamente. E le coste siciliano sono sempre lì, a guardarli avvicinarsi, studiarsi, sostenersi. Beatrice, dunque, come l'amata da Dante, ma questa volte il sommo poeta non scrive versi, ma li recapita, muovendosi veloce tra la selva illuminata di un paese dove nessuno è veramente isolato, ma legato agli altri, in una tela di reciproco abbraccio e aiuto.

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7. A Bigger Splash (2015)

A Bigger Splash: Tilda Swinton e Matthias Schoenaerts in un'immagine del film diretto da Luca Guadagnino
A Bigger Splash: Tilda Swinton e Matthias Schoenaerts in un'immagine del film diretto da Luca Guadagnino

Ispirato al film del 1969 diretto da Jacques Deray, La piscina, A Bigger Splash grazie allo sguardo di Luca Guadagnino trova ben presto una propria identità, e lo fa - paradossalmente - tracciando con attenzione lo svuotamento interiore di una coppia che perde i contorni di se stessa e dei suoi componenti. Il caldo vento di Scirocco sbuffa su un rettangolo amoroso, tra padri e figli, amanti e voci trattenute. Intanto, a fare da tacita testimone ecco comparire la natura tacita di Pantelleria, isola di origine vulcanica, come vulcanica è la tensione trattenuta e pruriginosa di desiderio che scorre latente tra le mura della Tenuta Borgia (l'abitazione che Marianne e Paul affittano per l'estate) e pronta a esplodere, come un'eruzione improvvisa, lasciando tutti di stucco.

8. Cyrano (2021)

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Cyrano: Peter Dinklage in una sequenza del film

È un impianto visivo imponente, quello del Cyrano di Joe Wright; un'opera capace di trascinare lo spettatore in un mondo altro, sospeso eppure umano. Il regista di Espiazione torna ad aprire le porte del teatro della sua immaginazione spogliando l'opera originale di Edmond Rostand per sostituire ogni battuta di riflessi, dettagli corporei, sguardi in macchina. Le parole si perdono nel vento per ritornare sotto forma di corpi che danzano, mani che toccano, bocche che sussurrano parole dal sapore di inchiostro. In questa corsa a perdere, vige una dicotomia costante, un'alternarsi di elementi opposti che fanno di Cyrano un abbraccio caloroso, e un tocco gelido. È luce e amore Roxanne (Haley Bennett); Cyrano (Peter Dinklage) è notte e silenzio.

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Cyrano: Haley Bennett in una sequenza

E anche gli ambienti prescelti per fare da teatro all'aperto di questo spettacolo d'amore sono poli opposti di uno stesso universo come quello del territorio siciliano. Da una parte abbiamo Noto con quel suo stile barocco, capace di restituire un senso di sospensione fiabesca che prende e trascina i protagonisti in una girandola di emozioni, facendoli complici, amici, amanti. E poi c'è il gelido campo di battaglia di un'Etna che alle eruzioni si lascia riscaldare da colpi di mortaio tra eserciti in guerra, come quelli francesi e spagnoli. Nel mezzo, l'eleganza di Roxanne, il sogno d'amore per Cristiano, e la lotta interna di Cyrano trovano il loro contrappunto urbanistico e architettonico tra le via di Siracusa, Scicli e Catania, unite in un sogno a occhi aperti, nell'attesa di dare tutto pur di sentire qualcuno dire che "they can't live without me, And they'll be there forever".

9. The White Lotus 2 (2022)

The White Lotus S2
The White Lotus 2: un'immagine della serie

Mai fidarsi del lusso sfrenato. Dietro ogni mancia generosa, ogni completo impeccabile, ogni trucco perfetto, si nasconde un'anima frastagliata, un'interiorità a pezzi, una personalità misteriosa. E così, dopo le acque cristalline delle Hawaii, tocca alle spiagge di Cefalù (le scene della spiaggia sono infatti state girate qui) e alle strade di Taormina, farsi teatro degli omicidi, delle menzogne, e delle paure che abitano il residence The White Lotus (nella realtà il San Domenico Palace di Taormina). E così quelle lotte di classe e scalate sociali che sembrano dominare lo svolgersi dell'intreccio, nascondono dietro alle trame di costumi e vestiti sgargianti la forza intrinseca di (pre)giudizi sul mondo esterno come proiezione distorta, ossessiva e falsata delle nostre stesse, primordiali angosce. Ecco allora che quelle tempeste interiori nascoste dietro sorrisi forzati, e strati latenti di tensione, trovano nelle calme acque della costa siciliana il loro contrappunto inversamente speculare. Il caffè del Bam Bar di Taormina, I ristoranti del centro, o una camminata lungo Corso Umberto, Piazza IX aprile con tanto di scorcio sul Duomo di Castelmola sono boccate di ossigeno di un relax momentaneo, prima che la realtà dei fatti presenti il proprio conto e nulla sarà come prima.

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10. Indiana Jones e il quadrante del destino (2023)

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Indiana Jones e il Quadrante del Destino: Harrison Ford con Phoebe Waller-Bridge in una scena del film

I grandi addii meritano dei grandi palchi sui quali offrire il proprio commiato. E quelli di Segesta, Palermo, San Vito, Cefalù e Siracusa (in particolare il Castello Maniace a Ortigia) sono teatri perfetti per raccogliere il passaggi di testimone e il saluto finale al cinema di Indiana Jones. In un viaggio adrenalinico (sebbene supportato da una narrazione non sempre all'altezza al comparto visivo) tra corde, scale in legno ripide e inseguimenti tra cunicoli, l'archeologo più famoso del mondo corre nello spazio e nel tempo per appropriarsi del misterioso quadrante di Archimede, tracciando i confini finali di un epilogo ad alta tensione, che trova il suo climax all'interno dell'Orecchio di Dioniso (insieme alla Grotta dei Corsari) qui trasformato in miniera.