L'Ape Maia - Le Olimpiadi di miele

2018, Animazione

Recensione L’Ape Maia - Le Olimpiadi di miele: l’unione fa la forza

La recensione di L'Ape Maia - Le Olimpiadi di miele: a quattro anni dal primo lungometraggio animato, tornano le avventure dell'iconica apetta.

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Sono passati quattro anni dall'avvento sul grande schermo dell'Ape Maia, l'iconico insettino anticonformista e cuor gioioso, nato dalla penna del tedesco Waldemar Bonselse e diventato l'eroina dei bambini anni '70 e '80 di gran parte del mondo grazie all'omonima serie animata giapponese.
Con la pellicola del 2014 diretta da Alexs Stadermann, Maia si è presentata alle nuove generazioni in una veste grafica esteticamente più accattivante - almeno per i bimbi di oggi - portandosi con sé tutte le tematiche e gli insegnamenti che l'hanno resa uno dei personaggi dell'animazione seriale più amati e pedagogici di sempre.
Il 18 ottobre approda al cinema L'Ape Maia - Le Olimpiadi di miele, film ancora una volta diretto da Stadermann che regala al pubblico una nuova avvincente avventura che vedrà stavolta Maia lottare affinché il suo alveare non sia vittima delle ingiuste decisioni dell'Imperatrice di Buzztropolis, che vuole estrometterlo dalle Olimpiadi pretendendo che il suo miele venga usato per insetti che invece hanno l'opportunità di gareggiare. Una sfida, quella di Maia, che metterà seriamente a repentaglio il suo alveare.

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Una certezza per grandi e piccini

Il secondo capitolo del franchise cinematografico l'Ape Maia è un sequel più che dignitoso del lungometraggio del 2014. A differenza di quello che accade in molti secondi capitoli - d'animazione e non - infatti il film non tende mai a ripetere la storia del precedente ma anzi regala ai protagonisti, e quindi agli spettatori, nuovi orizzonti (anche narrativi) da esplorare.
L'Ape Maia - Le Olimpiadi di miele è inoltre forte di una sceneggiatura estremamente coerente, priva di omissioni narrative, semplice da seguire ma al contempo avvincente e non solo per i giovanissimi spettatori a cui è dedicato il film.

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La pellicola - come giusto - sfiora la retorica senza mai però abusarne anche attraverso una caratterizzazione dei personaggi ottima, partendo dalla villain Violet che con il suo modo di fare subdolo è anch'essa veicolatrice di importanti insegnamenti.
Dal canto suo Maia, nella storia accompagnata da una sua squadra di improbabili "sportivi", risulta ancora una volta irresistibile e forte di un contagioso carisma senza tempo. Certo, L'Ape Maia - Le Olimpiadi del miele non diventerà mai un capolavoro dell'animazione imprescindibile ma ha dalla sua una protagonista che ha uno dei pregi più ambiti dai personaggi del grande schermo: quello di non invecchiare mai.

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Sandra Martone
Redattore
3.5 3.5
Cinecittà World
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