La più piccola, recensione: il talento di Nadia Melliti per un luminoso percorso emotivo

Hafsia Herzi porta sul grande schermo l'autobiografia di Fatima Daas, puntando alla sensibilità e alla verità. Breve ma doveroso inciso: decisamente assurda la classificazione VM14.

Una scena de La più piccola

Parlando di La più piccola di Hafsia Herzi non possiamo non iniziare citando l'assurda decisione, da parte della Commissione del Dipartimento per le Attività Culturali, di vietare il film ai minori di 14 anni. Una scelta che mostra ancora una volta quanto l'apparato decisionale sia vetusto, negando un ragionamento cinematografico in favore di un'ideologia incapace di leggere l'attualità sociale e culturale. Ovvia e naturale la rimostranza di Fandango, che distribuisce, rimarcando quanto "questa censura dimostra l'arretratezza del nostro Paese quando si tratta il tema dell'educazione sessuoaffettiva".

La Piu Piccola Sequenza
Nadia Melliti è Fatima

Un divieto che, tra le altre cose, sottolinea la presenza di "incitamento all'odio". Assurdo ed errato, considerando quanto il film della Herzi abbia nello spirito uno sguardo sensibile che, evitando tratteggi espliciti, punta invece a illuminare il percorso di una ragazza alla scoperta della propria sessualità e dei propri sentimenti, senza mai - mai - lasciar spazio a ciò che viene "rimproverato" dalla Commissione. Insomma, una divieto che, visti i confini e le motivazioni, va ben oltre il discutibile.

La più piccola: un percorso sentimentale tra sessualità e identità

Alla terza regia, Herzi, tra le attrici più apprezzate da Abdellatif Kechiche, porta sul grande schermo il romanzo autobiografico di Fatima Daas. A interpretare Fatima, l'esordiente - e formidabile - Nadia Melliti. Talmente brava da vincere, a prima botta, il premio per la miglior attrice a Cannes. Scusate se è poco. Fatima gioca a calcio ed è la più giovane di una famiglia di immigrati algerini, stanziati a Clichy-sous-Boins, multietnico sobborgo parigino.

La Piu Piccola Park Ji Min Nadia Melliti Immagine
La più piccola: Park Ji-min, Nadia Melliti in una foto

All'ultima anno di scuola, e in procinto di iniziare l'università, la ragazza affronta con fatica il suo orientamento omosessuale - che non può non prevedere esperienze, confronti, avventure, conoscenze -, rimanendo legata alla sua fede musulmana, nonché conscia delle radicate tradizioni socio-politiche-culturali appartenenti alla comunità islamica.

Il talento di Nadia Melliti

E c'è allora una frase, abbastanza emblematica, che riassume il retro-pensiero suggerito dalla regista: "l'istinto delle donne è attrarre gli uomini". Agghiacciante. Sono le aberranti parole pronunciate dell'imam a cui si rivolge Fatima, parlando di lei in terza persona, chiedendo consigli, senza però rivelare l'ardente tumulto interiore che, agli occhi divini, è oggetto di peccato e abominio. In questo senso, e senza cedere mai alla facilità del romanzo di formazione, La più piccola porta avanti una doppia strada, concentrandosi sulla conflittualità emotiva della ragazza, e più in generale sul contesto culturale, raccontato con estrema oggettività.

La Piu Piccola
Una scena de La più piccola

Dietro un pacato andamento, senza la smania di strafare, e anzi come la protagonista soffocando - un po' troppo - certe emozioni, Hafsia Herzi si rifà alla realtà tonale di Kechiche (tagliando la coltre tipicamente pruriginosa del regista tunisino, e meno male) per una messa in scena che punta al reale, rivendicando un cinema che faccia da risonanza a identità e sessualità. Una messa in scena che, senza scosse, riflette sul desiderio e sulla libertà, asciugando il giudizio e lasciando parlare gli occhi di Nadia Melliti, talento cristallino di una generazione dall'incredibile potenziale, artistico e sentimentale.

Conclusioni

La più piccola di Hafsia Herzi è un buon film, di sentimenti, di silenzi, di sguardi, di temi. L'evoluzione e la consapevolezza identitaria che passa attraverso la scoperta della propria sessualità, andando a sfiorare il contesto religioso e familiare. Pazzesca la protagonista, Nadia Melliti, già tra le più promettenti attrici europee.

Movieplayer.it
3.0/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • Nadia Melliti è pazzesca.
  • Una buona regia.
  • La sensibilità con cui vengono trattati certi temi.

Cosa non va

  • Forse il film manca di quei guizzi capaci di fare la differenza.