La mappa delle piccole cose perfette, la recensione: rinascere in un loop temporale

La nostra recensione di La mappa delle piccole cose perfette, dove l'amore può nascere anche al centro di un loop temporale.

RECENSIONE di 12/02/2021
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The Map of Tiny Perfect Things: Kathryn Newton, Kyle Allen in una scena

La mappa delle piccole cose perfette vanta un'autocoscienza che la porta a chiarire sin dall'inizio di non essere totalmente all'altezza di film come Ricomincio da capo, o The Edge of Tomorrow. Lo sentenzia con sincerità in ogni riferimento e citazione dei titoli stessi: opere troppo grandi, troppo complete, e per questo da contemplare da lontano e con sincera ammirazione. La pecca del film sceneggiato da Lev Grossman e diretto da Ian Samuels è da ritrovarsi semmai nella sua mancata tempistica. Troppo vicina la recente uscita di un titolo così simile a quello di Grossman e ampiamente osannato come Palm Springs (sempre sulla piattaforma Prime Video) per non stabilire un termine di paragone da cui il film con protagonisti Kyle Allen e Kathryn Newton non può che uscirne sconfitto. Come tenteremo di sottolineare in questa recensione di La mappa delle piccole cose perfette, l'opera riuscirà con facilità a emozionare e parlare al cuore e alla mente dei giovani spettatori a cui si rivolge, ma analizzata nell'ampio spettro si sente forte lo stridere di freni che rallentano la corsa di una narrazione non sempre sfruttata in ogni suo potenziale, e che tanto avrebbe potuto dare, senza veramente offrire.

DUE PETER PAN ALL'OMBRA DI 24 ORE ETERNE

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The Map of Tiny Perfect Things: Kathryn Newtonin un'immagine

La mappa delle piccole cose perfette racconta dell'intelligente adolescente Mark, che è bloccato in un loop temporale e si diverte a vivere lo stesso giorno più e più volte. La sua vita sarà destinata a rivoluzionarsi quando incontrerà la misteriosa Margaret, anche lei ostaggio del loop. I due decidono insieme di cercare ogni piccola cosa che renda perfetta questa giornata, tentando al contempo di fuggire da questa stramba situazione.

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The Map of Tiny Perfect Things: Kathryn Newton in una scena

Sono due Peter Pan che si incontrano, si scrutano, si studiano all'ombra di 24 ore eterne, Mark e Margaret. L'intesa tra i due è imminente, lo capiamo dalle inquadrature ampie, larghe e pronte ad accoglierli entrambi in un abbraccio filmico intimo e caldo. Giovani, decisi a raccogliere ogni più piccolo e prezioso momento di una giornata che nella sua reiterazione può per questo essere ricordata come unica, i due vengono illuminati da una fotografia brillante, colorata, proprio come deve essere la vita quando è filtrata dallo sguardo di due teenager. La macchina da presa lascia spazio ai suoi protagonisti di muoversi con leggerezza, con gesti ampi, caricati di buffa semplicità e ironia per stabilire un rapporto di immedesimazione con i propri giovani spettatori. Che Mark e Margaret siano parte integrante del mondo che li circonda e da loro scandagliato in ogni angolo più stretto, lo sottolinea l'impiego dominante di campi lunghi e piani americani che uniscono i due alle strade, alle case, alle piscine attraversate, unendoli tra le cornici di una medesima inquadratura. Sono due ragazzi tenuti insieme da un paradosso temporale e da uno sguardo che sa di eternità, quelli che si muovono davanti all'obiettivo di Ian Samuels.

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La mappa delle piccole cose perfette: Kathryn Newton, Kyle Allen in una scena

Ad acuire il legame tra questi due giovani imprigionati dalla forza di una lancetta che non riesce a superare il limite della mezzanotte, è la chimica sprigionante tra i due interpreti. C'è un qualcosa di fresco e naturale a circondare queste performance, una particolarità che va a enfatizzare quel senso di realismo che intesse la relazione tra i protagonisti. Kathryn Newton e Kyle Allen mettono da parte le proprie esistenze per sostituirle con quelle dei loro personaggi. Ogni gesto, o espressione facciale, anche quella più fortemente e volutamente caricata, vivono sull'onda di una comprensione profonda delle esigenze e speranze di Margaret e Mark, senza filtri illusori ma trainati da un'innocenza giovanile che li farà amare dai propri coetanei, e da cuori puri come i loro.

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NARRAZIONI LINEARI, LINEE CIRCOLARI, GIORNI ETERNI

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The Map of Tiny Perfect Things: Kathryn Newton durante una scena

La struttura narrativa giocata su un punto di vista interno alla storia, che mostra con (fin troppa) semplicità quanto conosciuto e visto dai propri personaggi, sfrutta la circolarità degli eventi, ma a sostenerla manca un tipo di montaggio forte, dinamico, che prenda per mano e trascini l'opera in una danza tra momenti sospesi ed eventi pronti a essere rivissuti con occhi uguali e ogni volta diversi. La volontà di non distrarre troppo il proprio pubblico giovanile, rendendolo partecipe di ogni singolo mutamento emotivo, porta tanto la regia, quanto il montaggio, a essere il più fruibile possibile. Eppure, in questo gioco alla semplicità, a uscirne sconfitto è un ritmo fin troppo calmo e orfano di quel battito sincopato che solo due cuori innamorati e prigionieri di giorni eterni possono vantare.

GIOSTRE TEMPORALI INCOMPLETE

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The Map of Tiny Perfect Things: una scena

È uno sketchbook di ricordi La mappa delle piccole cose perfette. Una giostra di ricordi da tenere stretti, momenti solo apparentemente irripetibili e per questi perfetti, pronti a essere vissuti una, dieci, mille volte. E forse nemmeno c'è veramente la voglia di liberarsi da questa reiterazione infinita. Una rincorsa a quella unicità di eventi pronti a scomparire se non rinchiusa tra i confini di un ricordo, che forse inconsciamente ricalca quella reiterazione continua di gesti, azioni, che mai come in questi ultimi dodici mesi ci ha tenuti tutti prigionieri di una routine quotidiana circondata da mura domestiche. Ed è proprio nel corso di questo viaggio di una linearità temporale che si sostituisce alla ciclicità di eventi pronti a ripetersi nell'arco delle stesse 24 ore, che si ritrova il punto più debole dello sviluppo narrativo del film. Le possibile cause, i legami interpersonali e gli esperimenti che tentano di recidere questo legame inossidabile che trattiene i due protagonisti a questo giorno pronto a morire per poi rinascere ad libitum come un'araba fenice, vengono lanciati sullo schermo senza essere mai scandagliati e analizzati nella loro profondità. Avvicinati con fin troppa leggerezza da quel senso di giovane freschezza che vive in ogni atomo di questo prodotto (il cui target è principalmente una fetta spettatoriale fatta di teenagers e young-adult) lo scorrere degli eventi viene solamente toccato alla superficie; manca la voglia di scoprire di più, di togliere lo strato di polvere che ricopre ogni sequenza e indagare così al cuore delle diverse relazioni, vittime sacrificali di un'esistenza paradossale e iterativa.

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La mappa delle piccole cose perfette: Kathryn Newton, Kyle Allen in una scena del film

La mappa delle piccole cose perfette è una giostra temporale che ruota all'infinito compiendo lo stesso movimento; una struttura che dall'esterno ricorda altre giostre gemelle (Ricomincio da capo, Palm Springs - Vivi come se non ci fosse un domani) e che per questo spinge gli avventori a pagare il biglietto per lasciarsi trascinare dal suo moto adrenalinico. Eppure, è come se a ogni giro la giostra perda un pezzo di sé. Il divertimento cala, la bellezza sfuma come momenti ignorati di un presente che è passato e futuro. La voglia di giungere alla risoluzione finale lascia qualche buca lungo la strada intercorsa dai due giovani protagonisti, facendo inciampare l'attenzione dello spettatore e la sua completa comprensione degli eventi. Quanto gioca l'essere buoni con gli altri in questo paradosso temporale? Che ruolo riveste la presenza di Mark? Perché a sognare a occhi aperti in questa eterna giornata insieme a Margaret c'è proprio lui? Domande, queste, destinate a rimanere senza risposta e che nessuna giornata da ripetere all'infinito potrà mai soddisfare.

Conclusioni

Concludiamo questa recensione di La mappa delle piccole cose perfette reiterando - come la giornata che si ripete nel film - quanto la vera pecca di questo film sia stata nel non sviluppare al meglio un comparto narrativo dal forte potenziale. Poteva essere un nuovo Palm Springs più per teenager. Così non è stato.

Movieplayer.it

3.0/5

Voto medio

4.5/5

Perché ci piace

  • Le performance dei giovani attori
  • La fotografia e i colori accesi
  • Le riprese ampie che uniscono i personaggi al mondo che li circonda

Cosa non va

  • Un montaggio poco ritmato
  • Un commento musicale a volte non necessario e intrusivo
  • Una regia poco ispirata
  • Una sceneggiatura che accenna senza indagare a fondo