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Improvvisamente Natale, la recensione: la bravura di Sara Ciocca per un comfort movie ad intermittenza

La recensione di Improvvisamente Natale: un film (un po' troppo) corale e la concezione che oggi le commedie debbano essere anche family movie. Tra i protagonisti Diego Abatantuono, Violante Placido, Lodo Guenzi, Nino Frassica. Menzione speciale per la rivelazione Sara Ciocca. Su Prime Video.

Improvvisamente Natale, la recensione: la bravura di Sara Ciocca per un comfort movie ad intermittenza

Il Natale quando meno te l'aspetti, come nelle fiabe quando esce l'arcobaleno. Non solo, il Natale come punto di riferimento, per ricreare quell'empatia e quell'amore famigliare. Oggi siamo tutti più sconnessi, più distratti e meno propensi all'apertura, e di conseguenza anche le tradizioni possono subire dei fortissimi scossoni. Anche un momento speciale come il Natale può dunque essere sinonimo di tensioni e di incomprensioni, subite soprattutto dai più piccoli che, come spugne, assorbono le dinamiche adulte.

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Improvvisamente Natale: Diego Abatantuono in una foto

Da questo spunto, e tradotto attraverso i canoni della commedia e del family movie, Francesco Patierno dirige Improvvisamente Natale (targato Prime Video) che mette al centro della storia proprio le più classiche dinamiche famigliari in un contesto che, appunto, si lega ad un inaspettato Natale. Inaspettato perché, dovete sapere, il film è addobbato a festa ma si svolge in piena estate. Un cortocircuito interessante, e che potrebbe enfatizzare l'idea magica che hanno i bambini del giorno più atteso dell'anno. Potrebbe, perché il condizionale è d'obbligo: qual è la prospettiva del film? Come fare per non sfilacciare le buone idee, restando fedeli ad un approccio ovviamente leggiadro, in scia ai grandi classici di Natale?

Natala a Ferragosto?

Per rispondere alle domande, e tenendo presente comunque la concezione e il format del film, partiamo dalla storia che ha per protagonista Chiara, interpretata da una bravissima Sara Ciocca. Per lei il Natale è un momento speciale, da attendere con trepidazione. Il motivo? Ha l'occasione di rivedere l'amato nonno materno Lorenzo (Diego Abatantuono), gestore di un bellissimo albergo di montagna. Location ideale per i festeggiamenti natalizi. Ma quest'anno c'è qualcosa di diverso, i suoi genitori Alberta (Violante Placido) e Giacomo (Lodo Guenzi) hanno deciso di separarsi.

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Improvvisamente Natale: Diego Abatantuono in una sequenza

Non hanno il coraggio di dirlo a Sara e dunque, in piena estate, intraprendono un viaggio per andare proprio da nonno Lorenzo, che avrà l'arduo compito di spiegare la situazione a sua nipote. Già in crisi con le entrate, e in procinto di vendere l'albergo, Lorenzo dovrà poi fare i conti con il desiderio di Chiara, ossia festeggiare il Natale tutti insieme, un'ultima volta. La situazione, di per sé spassosamente esplosiva, verrà poi animata dall'entrata in scena di Mario e Rosa (Antonio Catania e Anna Galiena), genitori di Giacomo, oltre che dall'improbabile presenza di Don Michele (Nino Frassica) e di Otto (Michele Foresta alias Mago Forest) tuttofare dell'Hotel.

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La bravura di Sara Ciocca

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Improvvisamente Natale: Diego Abatantuono in un'inquadratura

Ecco, questa grande varietà di cast e questo enorme materiale interpretativo potrebbe infatti non aiutare la coesione del film, lasciando che alcuni personaggi scivolino via un po' troppo in fretta. Tutto in ottica di una coralità solo apparente. Così capita che le gag tra Abatantuono, Catania, Frassica e Mago Forest siano slegate dall'umore del film e, nonostante siano decisamente divertenti (insomma, sono quattro fuoriclasse), non vengono abbastanza valorizzate. Il motivo? Va rintracciato a monte: oggi il cinema italiano sviluppato come commedia sembra volersi rifare ai canoni dei più generali film-per-famiglie. Una crasi di genere che però non viene sorretta da una messa in scena coesa, tanto che Improvvisamente Natale, che mantiene comunque una buona spinta emotiva (insomma, al netto delle difficoltà c'è comunque molto cuore), si illumina solo ad intermittenza, proprio come le luci di Natale che teniamo colpevolmente accese fino a febbraio.

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Improvvisamente Natale: Diego Abatantuono in una foto del film

A proposito di luce: se Diego Abatantuono e Nino Frassica sono una garanzia, la vera stella di Improvvisamente Natale è Sara Ciocca, già apprezzata nello strepitoso America Latina dei D'Innocenzo, nella serie Sky Anna e anche in Io sono l'abisso di Donato Carrisi. Talmente brava da catalizzare l'immagine, talmente preparata da essere lei il vero ritmo di un film che, tra l'altro, subisce una certa lungaggine nel finale. Non solo, le dinamiche della sua Sara, alle prese con un bislacco tentativo di salvare l'albergo del nonno (mettendo in piedi una sorta di gioco horror, che dovrebbe far desistere gli acquirenti), sono le scelte più riuscite e divertenti della sceneggiatura che, a guardar bene, si rifanno alla poetica delle firme dietro l'opera, Neri Parenti, Gianluca Bomprezzi e Federico Baccomo. Trovate e situazioni che si distaccano dai classici siparietti di genere e rendono la backstory il vero elemento di forza. Non solo, sono scritte e girate con un certo candore e una certa tenerezza, quasi a rimarcare (in)cosciamente le tante anime (in tutti i sensi) di un film tanto scollegato e disconnesso quanto confortevole e professionale.

Conclusioni

La bravura della giovane Sara Ciocca, le gag di Abatantuono e Frassica, l'aria di Natale a... Ferragosto. Tutto bello, peccato che Improvvisamente Natale, come sottolineato nella nostra recensione, soffra troppo della coralità, facendo perdere di vista anche le intuizioni più interessanti.

Movieplayer.it
2.5/5
Voto medio
3.6/5

Perché ci piace

  • Il cast, a cominciare da Sara Ciocca...
  • ... per finire con Abatantuono e Frassica.
  • L'idea del Natale come momento catartico. Anche a Ferragosto.

Cosa non va

  • I troppi personaggi fanno perdere di vista le trovate più interessanti.
  • Una commedia che non è un family movie, e un family movie che non è una commedia.
  • La sceneggiatura si sarebbe prestata ad una messa in scena più graffiante.
  • Il finale è troppo lungo.