Idda di Irene Dioniso: sull'Etna tra "dolore e bellezza"

Protagoniste Tecla Insolia e Romana Maggiora Vergano, in un film che secondo la regista "esce dallo schema del trauma, trasformandosi in altro". Presentato prima a Toronto e poi ad Alice nella Città.

Romana Maggiora Vergano e Tecla Insolia

Racconti, vecchi rituali e due amiche per la pelle che, mantenendo un'antica promessa, vogliono scalare insieme l'Etna. Ecco Idda diretto da Irene Dionisio, unico film italiano passato in concorso a Toronto e poi presentato anche ad Alice nella Città, che ha premiato la regista con il Womenlands Excellence Award e con il Premio Millennial Visionaria.

Idda Film Scena
Tecla Insolia, Irene Dionisio e Romana Maggiora Vergano con il premio

Nel ruolo delle due protagoniste, Adele e Sofia, troviamo due delle attrici più influenti del nostro cinema, Romana Maggiora Vergano e Tecla Insola. Dioniso, presentando il film, ha spiegato che Idda parte dall'elaborazione di un certo dolore, anche se, spiega, "mi piace pensare che ci sia la possibilità di fare commedia, di ricercare la bellezza anche al di fuori del dolore. Io non sono mai riuscita a farlo, ma magari un giorno mi piacerebbe. È vero che molto spesso l'arte è trasformazione del dolore in qualcos'altro ma sarebbe bello trovare il modo di fare qualcosa che esca da questo schema del trauma".

Idda, oltre il dolore

Secondo Tecla Insolia il dolore è "intrinseco dentro di noi. Non sono le storie ad aver bisogno di quel sentimento in sé; sono le persone che hanno bisogno di storie che le riportino in connessione con esso. Per me è un discorso molto grande ma imprescindibile, e non è una cosa negativa", e prosegue, "qual è l'essenza di quello che vuoi esprimere, raccontare e come vuoi far sentire rappresentate le persone? Il bello dei film è proprio questo: guardi una storia, dolorosa o meno, e ti piace perché ti riporta a qualcosa di tuo".

Idda Film Scena
Tecla Insolia e Romana Maggiora Vergano

Al centro del film il tema della perdita, avvolto da un certo realismo magico. E Irene Dionisio dice: "È come dire addio a qualcuno che se ne va: quella persona piano piano sfuma, lasciandoti tantissima luce. Per me è stato questo: anche se non avevo sperimentato grandi lutti personali, ci sono cose che ti cambiano completamente. Avevo bisogno di connettermi con quei momenti che ti lasciano una sorta di risveglio personale. Quando perdi una persona cara è come se a un certo punto ti fossi risvegliato, un sentimento importante per rimettere le cose nella giusta misura".

La ricerca della bellezza

Idda, essenzialmente, parla anche di bellezza. Per Insolia la bellezza è "il mio modo di stare con gli altri, cercando di prendere sempre il buono. La bellezza ti attraversa, la vedi nelle facce, quando sei in metro o stai passeggiando. Viene tutta da fuori e tu devi stare pronto ad accoglierla. Non penso che debba partire da te, perché altrimenti diventa come un paraocchi. Per me cercare la bellezza come stato di benessere è sempre riversato su ciò che è esterno a te; non è una cosa specifica e non è mai la stessa".

Sul lavoro con le due splendide attrici, la regista ha ringraziato Sasa Casani, "una casting director magnifica in tutti i sensi, con cui avevo già lavorato e che mi ha fatto conoscere Kino. C'è stata subito una grande sintonia. Avevo visto Romana Maggiora Vergano, ma non avevo ancora visto Tecla, perché L'arte della gioia era uscita dopo la fine dei provini. Ero spaventatissima per la scelta di questi due ruoli, perché era fondamentale avere delle attrici che restituissero profondità alla relazione con intelligenza e senza retorica. Quando ho visto Romana e Tecla non ho esitato: sono due fuoriclasse in tutto e per tutto. Il mio tentativo è sempre stato quello di creare quanta più armonia possibile. Loro sono state intelligentissime nel gestire i ruoli: aperte a ciò che accadeva, ma anche pronte a sperimentare cose diverse".

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