Golden Globe: la notte d’oro di Anderson, Chalamet, Hamnet e L’agente segreto

Una battaglia dopo l'altra trionfa ai Golden Globe in una cerimonia segnata anche dalle vittorie di Hamnet, di Jessie Buckley, Rose Byrne e Timothée Chalamet e da due premi da record per L'agente segreto.

Una battaglia dopo l’altra premiato ai Golden Globe

Un Golden Globe dopo l'altro, Paul Thomas Anderson si è imposto come l'indiscusso trionfatore (annunciato) dell'edizione numero 83 dei riconoscimenti della stampa estera di Hollywood, assegnati ieri notte al Beverly Hilton di Los Angeles, nella consueta cerimonia annuale. Una battaglia dopo l'altra, forte di nove nomination (il terzo maggior numero di candidature di sempre nella storia del premio, dopo Nashville ed Emilia Pérez), si è aggiudicato infatti ben quattro Golden Globe: miglior commedia, miglior regista, miglior sceneggiatura e miglior attrice supporter per Teyana Taylor, che nella parte iniziale del film affianca Leonardo DiCaprio prestando il volto a una rivoluzionaria di nome Perfidia Beverly Hills.

I film dell'anno secondo i Golden Globe: Una battaglia dopo l'altra e Hamnet

Anderson Golden Globe
Paul Thomas Anderson premiato ai Golden Globe per Una battaglia dopo l'altra

È la prima volta che Paul Thomas Anderson, autore di punta del cinema americano contemporaneo, ottiene una tale valanga di riconoscimenti al di fuori dell'ambito dei festival, con ben tre Golden Globe ricevuti personalmente in qualità di regista, sceneggiatore e co-produttore di Una battaglia dopo l'altra.

Action movie ispirato al romanzo Vineland di Thomas Pynchon e caratterizzato da toni ironici e pennellate grottesche, Una battaglia dopo l'altra è stato acclamato da subito da critica e pubblico (con venti milioni di spettatori, è il maggior successo nella carriera di Anderson), ma a quattro mesi dalla sua uscita appare ancora più drammaticamente attuale, alla luce delle scene di guerriglia urbana che arrivano quotidianamente dagli Stati Uniti e dalle violenze commesse dall'agenzia federale dell'ICE, culminate nell'omicidio di Renee Nicole Good cinque giorni fa.

Jessie Buckley Golden Globe
Jessie Buckley con il Golden Globe come miglior attrice per Hamnet

L'altro titolo di punta dei Golden Globe di ieri notte è invece un'opera dal taglio più 'tradizionale', basata sulla vita di William Shakespeare e tratta dall'omonimo romanzo di Maggie O'Farrell: si tratta di Hamnet, diretto da Chloé Zhao e in uscita il 5 febbraio in Italia. Hamnet ha vinto i premi per la miglior attrice di dramma per l'irlandese Jessie Buckley, apprezzatissima per la sua intensa interpretazione di Agnes, moglie di Shakespeare e madre in lutto, e per il miglior film drammatico, categoria in cui ha superato la concorrenza di pellicole internazionali quali Sentimental Value e Un semplice incidente, ma soprattutto del più temibile I peccatori: su sette nomination, l'horror a sfondo musicale di Ryan Coogler (adorato negli USA, un po' meno altrove) deve accontentarsi del premio per la colonna sonora di Ludwig Göransson e del riconoscimento Cinematic and Box Office Achievement.

Il trionfo de L'agente segreto, un premio anche per Sentimental Value

Wagner Moura Golden Globe
Wagner Moura con il Golden Globe come miglior attore per L'agente segreto

Se i numerosi premi per Una battaglia dopo l'altra e Hamnet erano o molto probabili, o abbastanza prevedibili, come avevamo indicato nei nostri pronostici, assai meno scontato era il trionfo per un altro thriller che, come il film di Anderson, racconta la resistenza contro l'autoritarismo dello Stato dalla prospettiva di personaggi spiantati, impegnati a mantenere l'incognito e sopravvivere di fronte a una feroce repressione: si tratta dello splendido L'agente segreto, diretto da Kleber Mendonça Filho (già regista di Aquarius e Bacarau) e ambientato nel Brasile degli anni Settanta, quando il paese era ancora dominato dal regime militare. La pellicola di Mendonça Filho è stata insignita di due Golden Globe: miglior film straniero e miglior attore di dramma per il protagonista Wagner Moura.

Stellan Skarsgard Golden Globe
Stellan Skarsgård premiato con il Golden Globe per Sentimental Value

Si tratta di due riconoscimenti storici per L'agente segreto, reduce dai due premi (miglior regia e miglior attore) già ricevuti al Festival di Cannes 2025: è infatti la prima produzione brasiliana ricompensata tra i film stranieri dopo ventisette anni (da Central do Brasil di Walter Salles), e Wagner Moura è il primo interprete brasiliano premiato come miglior attore, ad appena un anno di distanza dalla vittoria fra le attrici della sua connazionale Fernanda Torres per Io sono ancora qui. L'agente segreto ha superato a sorpresa la concorrenza del quotatissimo dramma familiare Sentimental Value, del regista norvegese Joachim Trier, che su otto nomination può comunque festeggiare il Golden Globe come miglior attore supporter per il veterano Stellan Skarsgård.

La consacrazione di Rose Byrne, Timothée Chalamet verso l'Oscar

Rose Byrne Golden Globe
Rose Byrne con il Golden Globe come miglior attrice per Se solo potessi ti prenderei a calci

Accanto a Wagner Moura e Jessie Buckley, pure sul versante delle interpretazioni nelle commedie ad imporsi sono stati i favoriti della vigilia. Rose Byrne, attrice australiana con una lunga carriera fra cinema e TV, si è aggiudicata il Golden Globe per la sua strepitosa interpretazione di una madre di famiglia costretta a destreggiarsi tra mille difficoltà (e un potenziale esaurimento nervoso) in Se solo potessi ti prenderei a calci di Mary Bronstein, produzione indipendente che le era già valsa l'Orso d'Argento al Festival di Berlino, ipotecando così la sua prima candidatura all'Oscar. E sembra invece in predicato di ottenere addirittura il premio il neo-trentenne Timothée Chalamet, incoronato miglior attore di commedia per il suo ritratto di un aspirante campione di ping pong in Marty Supreme.

Chalamet Golden Globe
Timothée Chalamet con il Golden Globe come miglior attore per Marty Supreme

Diretto da Josh Safdie e in arrivo il 22 gennaio in Italia, Marty Supreme sta registrando risultati strepitosi in America, dove da Natale a oggi ha già raccolto settanta milioni di dollari, avviandosi a diventare il maggiore incasso nella storia del distributore A24. Per Timothée Chalamet, appena un anno dopo gli elogi ricevuti per A Complete Unknown, il ruolo nel film di Safdie è l'ennesima prova di un talento versatile che ha contribuito a renderlo l'attore più popolare della sua generazione. Insomma, pure in questo caso tutto secondo le previsioni, come anche la doppietta di premi assegnata al fenomeno targato Netflix KPop Demon Hunters: miglior film d'animazione e miglior canzone per il brano Golden. Fumata nera, invece, per Frankenstein di Guillermo del Toro e per il musical Wicked - Parte 2, rimasti a mani vuote nonostante le cinque candidature a testa.