Glass Onion - Knives Out, la recensione del nuovo caso Netflix di Benoit Blanc: un atto di distruzione

La recensione di Glass Onion - Knives Out, secondo film del franchise whodunit scritto e diretto da Rian Johnson e con protagonista Daniel Craig ancora più ambizioso, originale e ugualmente caustico e irriverente.

Glass Onion - Knives Out, la recensione del nuovo caso Netflix di Benoit Blanc: un atto di distruzione

Il successo di Cena con delitto - Knives Out del 2019 ha definitivamente sdoganato il talento giallo di Rian Johnson. Se ci fosse o meno a livello embrionale l'intento di costruire un franchise whodunit sulla falsariga degli scritti di Agatha Christie non è dato saperlo, ma le conseguenze di incassi e accoglienza proprio a questo hanno portato, per altro in tempi molto rapidi. Merito della divertita e sagace penna dell'autore e del personaggio interpretato da Daniel Craig, così entusiasti del risultato ottenuto che hanno subito pensato di mettere in cantiere non uno, bensì due sequel.

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Glass Onion: Knives Out - Daniel Craig in una scena

Un'acquisizione Netflix e due anni dopo, eccoci dunque oggi a scrivere la recensione di Glass Onion - Knives Out, secondo murder mistery con protagonista l'eccentrico quanto geniale detective Benoit Blanc e pensato per essere completamente diverso nei contenuti dal caso precedente. Per il momento resterà in sala una sola settimana - dal 23 al 30 novembre - per poi debuttare in piattaforma il 23 dicembre prossimo. Ma il consiglio è ovvio: se siete affamati appassionati del genere, dovreste gustarlo nel buio più confortevole di una sala.

L'isola di cristallo

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Glass Onion - Knives Out: Daniel Craig in un'inquadratura

Se l'esordio cinematografico di Blanc lo vedeva risolvere un omicidio di famiglia nel Massachusetts, in una gigantesca magione incastonata nei boschi, il secondo giallo d'autore lo rende ospite di un curioso weekend all'insegna del mistero in un'isola-resort di uno stravagante miliardario del settore hit-tech. Quando Miles Bron (Edward Norton) richiama a sé il variopinto gruppo dei "Distruttori" (di concetti, di leggi, di status quo), formato dalla sua ex-partner d'affari (Janelle Monae), un brillante scienziato (Leslie Odom Jr.), la governatrice del Connecticut (Kathryn Hahn), uno youtuber attivista dei diritti maschili (Dave Bautista) e una ex-super modella ora fashion designer (Kate Hudson), il miliardario invita infatti all'evento anche Blanc, sostenendo di aver ideato uno dei migliori murder mistery della storia dei giochi di ruolo.

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Knives Out 2: una foto dei protagonisti di Glass Onion

Il resort privato è un piccolo miracolo tecnologico, pensato per essere accogliente e moderno ritiro dalla frenetica vita metropolitana, e al centro dell'atollo un'enorme casa multifunzionale dalla cupola di cristalla a forma di cipolla (anche da qui il titolo). Dietro al resort e al nome Glass Onion si nasconde in realtà molto di più, sia in termini metaforici che concreti, e tra stelle della rete, della politica, dell'ingegneria e della moda, il nostro detective dovrà capire cosa si celi realmente dietro a quel curioso quanto provvidenziale invito prima di qualcosa d'irreparabile, soprattutto su di un'isola pieno piena di vetro, cristallo e delicatissime opere d'arte.

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Tutti gli strati della cipolla

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Glass Onion - Knives Out: Edward Norton in una sequenza

Vetri, Distruttori, cipolle e strati. In ogni sua componente, Glass Onion - Knives Out è un ambizioso e sofisticato atto di devastazione di ipocrisie e preconcetti sociali, relazionali, cinematografici. Johnson prende quanto fatto con Star Wars: Gli ultimi Jedi e Cena con delitto - Knives Out e lo eleva alla massima potenza concettuale, mettendolo in mostra, confermando il suo gusto stragista di generi e la volontà di frantumarli senza possibilità di ricomposizione. Anche nella scrittura e nella narrazione è un Johnson diverso e più divertito, non più intenzionato a confrontarsi con il whodunit ma a giocare con le sue fragilità e trasparenze, con i meccanismi che lo innescano e con quelli che lo concludono. Ci guadagna in sicurezza e compulsione creativa ma ci perde in raffinatezza e atmosfera, molto meno strutturata rispetto al predecessore. È un film che vuole essere differente e che fa di tutto per esserlo, che non desidera ripetersi in nulla e che anzi si obbliga - anche troppo - ad essere nuovo, sagace, caustico, esilarante.

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Glass Onion - Knives Out: Janelle Monáe, Jessica Henwick e Daniel Craig in una scena del film

E in effetti lo è, tanto nella costruzione quanto nella risoluzione, che per quanto possa dirsi "telefonata" in verità nasce come pretesto per la metafora di fondo che corre lungo tutta l'opera. Il cast risulta estremamente funzionale e profondamente corale, forse più di Knives Out, dove a spiccare sono soprattutto un istrionico Edward Norton, una fantastica e disinibita Kate Hudson e una meravigliosa Janelle Monae. Questo non permette a tutti i co-protagonisti di emergere come poi avrebbero potuto, anche se poi bravura e carisma di Craig arrivano a sovrastare tutto e tutti, essendo quello di Blanc un ruolo in continua crescita ed espansione, qui ad esempio più annoiato e alla ricerca di qualcosa di stimolante dopo mesi di penuria investigativa.

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Glass Onion - Knives Out: Dave Bautista e LEslie Odom Jr. in una scena del film

Il suo acume resta intatto e quasi intonso, ma sono tanti aspetti della sua personalità a divenire più sfumati e ambigui (cambia anche nello stile, molto più curato ed esuberante). Si nota come Rian Johnson lo stia perfezionando e modificando, mettendolo in situazioni stimolanti e pericolose ma soprattutto curiose, imitando da vicino la Christie e creando di volta in volta puzzle, ambientazioni e personaggi sempre intriganti e mai banali. E Glass Onion arriva persino a parodiare il whodunit da vicino, deridendolo da dentro e denudandolo di ogni strato possibile per arrivare al cuore del genere e spappolarlo senza pietà, con arte, contesto e sorriso. Se Distruttore o testa di ca**o sta poi al pubblico deciderlo, così come è stato ai tempi de Gli ultimi Jedi. Solo che a Johnson non interessa più.

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Conclusioni

Glass Onion è un'attestazione chiara ed esauriente delle intenzioni di Rian Johnson per il franchise di Knives Out, che vuole essere un'antologia di casi unici e originali con protagonista un sempre fenomenale Daniel Craig nei panni di Benoit Blanc. Come detto nella recensione di Glass Onion, un sequel meno elegante e raffinato ma profondamente più ambizioso e di grande caratura concettuale, atto a disintegrare fragilità e trasparenze di genere per divertirsi e divertire nel mentre di una critica a tutto tondo alle ipocrisie relazionali della società contemporanea. Un film lungo, caustico ed esilarante in pieno stile Johnson, qui più schietto e determinato che mai a farsi nuovamente amare od odiare senza mezze misure, questa volta dai fan più accaniti del whodunit.

Movieplayer.it
4.0/5
Voto medio
3.8/5

Perché ci piace

  • La scrittura vivace, pungente e brillante di Rian Johnson.
  • Daniel Craig è nato per essere Benoit Blanc.
  • Il cast stellare di comprimari, su tutti Edward Norton e Kate Hudson.
  • L'intuizione della metafora su cui regge l'intero impianto filmico.
  • Le numerose e centrate citazioni alla cultura pop.

Cosa non va

  • Si perde l'atmosfera più classica e avvincente del whodunit à la Christie.
  • Più ambizioso e creativo, molto meno raffinato.