Novembre 2024, Lucca. Sediamo al tavolino di un bar con Omar Rashid e ci facciamo raccontare il suo progetto, bello e ambizioso, di cui alla fiera toscana presentava mezz'ora. Un anno e mezzo dopo quel documentario, Generazione Fumetto, arriva al cinema per tre giorni nella sua forma completa e compiuta. Diverso, più strutturato, di quanto quella prima mezz'ora in anteprima ci avesse anticipato. Non migliore, ma più ragionato e costruito, sintetizzato e ottimizzato per veicolare in modo organico il tanto materiale a disposizione.
Perché il documentario racconta allo stesso tempo l'arte e i suoi protagonisti nostrani, il fumetto come mezzo espressivo con la sua forma unica e i fumettisti che la utilizzano e la fanno propria. Artisti popolari oggi che, per primi, si sono formati in un mondo in cui la cultura popolare ha acquisito dignità e rilevanza, in cui la fa da padrona. Un anno e mezzo dopo quella chiacchierata, ecco che finalmente arriva il mondo della sala, con un'uscita evento al cinema per l'11, 12 e 13 maggio.
Che cos'è il fumetto?
"Il linguaggio che ho imparato per primo". "Un bellissimo mezzo per raccontare una storia." "Un mezzo per raccontare la mia visione." Apre così Generazione Fumetto di Omar Rashid, con le voci, le visioni, le confessioni degli artisti intervistati che vedremo a schermo, da Zerocalcare a Giacomo Bevilacqua, Mirka Andolfo, Sio, Sara Pichelli, Maicon e Mirko e Rita Petruccioli. Il punto di partenza è inevitabilmente questo: definire il fumetto, spiegarlo, far passare e far capire le sue potenzialità e la sua popolarità che nel nostro paese è stata a lungo sottovalutato o relegata ad arte per i più piccoli. Come l'animazione, spesso vista come genere per bambini.
Non è così e il documentario fa un ottimo lavoro nel tratteggiare origini e forme del fumetto, nel comunicare stili e ambiti, nel raccontare in qualche modo anche il dietro le quinte, che passa inevitabilmente anche per le grandi fiere come Lucca Comics & Games, dove questo viaggio è iniziato. Per farlo, Omar Rashid ha seguito i suoi artisti per mesi, raccogliendo non solo le testimonianze posate, ma anche il lavoro sul campo e a contatto col pubblico.
Analizzare il fumetto
Ma il fumetto non va solo letto, va capito. "Un linguaggio che va decodificato" dice infatti uno degli intervistati e Generazione Fumetto dedica una porzione del suo sviluppo a questo, esponendo quella "visione della vita sequenziale" che ne viene veicolata. Ci sono porzioni nel documentario in cui ogni frase è illuminante, una dichiarazione d'intenti che lascia spunti di riflessioni, da Roberto Recchioni che ci ricorda come "la magia del fumetto è lo spazio tra una vignetta e l'altra" a un concetto fondamentale di quest'arte, ovvero che "nel fumetto il tempo è lo spazio." Omar Rashid ha fatto un ottimo lavoro nel costruire un flusso che avesse un senso anche narrativo, che fosse un percorso che dall'arte passasse con fluidità ai suoi protagonisti, ampliando il campo per dedicarsi al contesto in cui si muovono.
Nel cuore della Generazione Fumetto
Punto cruciale è infatti il panorama in cui il mondo del fumetto contemporaneo si è sviluppato, la prima che ha avuto la fortuna della libertà, l'opportunità di poter pubblicare da soli su web le proprie opere, senza intermediari editoriali, senza filtri, senza freni. Un punto di partenza che ha permesso ad artisti come Zerocalcare o Giacomo Bevilacqua di mettersi alla prova e costruire il proprio pubblico ancor prima di trovare un editore che costruisse per loro un cammino più tradizionale.
Ma è anche la generazione che è cresciuta in un mondo di eroi di carta o animati, in cui i supereroi americani rappresentavano l'epica moderna, in cui gli anime avevano sparigliato il banco andando oltre la concezione di cartone animato che avevamo, in cui le spade laser si erano affiancate a quella nella roccia o Exclalibur. L'immaginario dei nostri anni è passato per questo e ora passa anche per loro, per una Generazione Fumetto che ci sa raccontare meglio di tanta altra narrativa considerata erroneamente più matura e degna rilievo.
Conclusioni
Omar Rashid costruisce in Generazione Fumetto un interessante spaccato della cosiddetta nona arte e dei protagonisti più noti del nostro panorama locale. Se ne approfondiscono presupposti e tecniche, modi e tempi, ma anche quell'umanità che la rende viva e così popolare oggi. Importante la costruzione anche del contesto in cui tutti si muove, che rende unica la generazione attuale di artisti, formatisi in un periodo storico in cui internet è stata un'arma a disposizione, ma capace di arricchire l'immaginario popolare con le proprie creazioni uniche.
Perché ci piace
- La capacità di sintesi di tutto il materiale a disposizione.
- Il modo in cui si riesce a condensare fumetto, fumettisti e contesto in cui si muovono in un racconto organico.
- Alcune importanti dichiarazioni che raccontano molto bene il fumetto e le sue peculiarità.
Cosa non va
- Come spesso accade per documentari su argomenti specifici, l'interesse può diminuire se non si è affini al tema e ai suoi protagonisti.