Ci sono film che nascono come intrattenimento di largo consumo e che poi, quasi contro ogni aspettativa, si rivelano dei veri e propri capolavori. Uno di questi è di sicuro La rivincita delle bionde (titolo originale Legally Blonde), una pellicola che, nell'ormai lontano 2001, ha saputo anticipare i tempi raccontando come non esista una femminilità giusta o sbagliata. Pensata per appartenere al filone che un tempo veniva denominato (spesso in modo dispregiativo) chick flick, la pellicola tratta dal romanzo di Amanda Brown e diretta da Robert Luketic è molto più di un semplice "film per ragazze": è un vero e manifesto di femminismo moderno, apprezzabile da chiunque.
All'annuncio della serie prequel le aspettative erano decisamente alte. Nasce così Elle, la nuova produzione di Prime Video che vede il ritorno di Reese Witherspoon con la sua casa di produzione Hello Sunshine, un lavoro che punta a raccontare la storia di Elle Woods sei anni prima degli eventi del film.
La domanda che però ci facciamo è: avevamo veramente bisogno di scoprire il suo passato, o questa nuova serie finirà per scivolare su un eccesso di informazioni? Purtroppo, la risposta corretta sembra essere la seconda e, nonostante l'indubbio divertimento provato durante la visione, qualcosa continua a stonare.
Una storia teen degli anni Novanta
È il 1995 ed El Woods ha ricevuto la notizia più sconvolgente e tragica della sua vita: a causa di un errore del padre sul lavoro dovrà trasferirsi a Seattle lasciando l'assolata Bel-Air. Nella nuova scuola la ragazza scopre che quello in cui ha sempre vissuto altro non era che un microcosmo privilegiato e che i suoi nuovi compagni sono molto diversi dalle amicizie che ha lasciato a Los Angeles. Per riuscire a integrarsi e smettere di venire emarginata, Elle proverà a rendersi utile in tutti i modi, ma non sempre le migliori intenzioni portano a buoni risultati.
L'eredità di Elle Woods: perché il film del 2001 è un cult imbattibile
Ne La rivincita delle bionde Elle è un personaggio potente e ben caratterizzato proprio perché va incontro a una crescita studiata e per nulla scontata. Invece di adeguarsi ciecamente al sistema, lo riscrive rimanendo fedele a se stessa. Nel distruggere lo stereotipo della bionda svampita, la giovane donna interpretata da Reese Witherspoon racconta un'emancipazione femminile che non passa per le regole e le imposizioni di un mondo a maggioranza maschile; dimostra, anzi, come paillettes e colori pastello non definiscano in alcun modo l'intelletto di una persona.
Elle non ottiene i suoi successi perché è carina, ma perché studia, si migliora e dà prova del suo valore. Inoltre, non cede mai a compromessi etici, mantenendo integri i propositi dettati dalla propria coscienza senza mai smettere di cercare una soluzione.
Il paradosso del prequel
Cosa resta, quindi, di questo incredibile personaggio nella sua versione adolescente? La Elle sedicenne è esattamente come la sua controparte all'inizio del film del 2001: pensa che lo stile di vita di Los Angeles sia l'unico possibile, che Cosmopolitan sia assimilabile a un testo sacro e che il mondo intero somigli alle tranquille vie di Bel-Air. Ovviamente, dopo il trasferimento a Seattle dovrà ricredersi, entrando in contatto con una realtà complessa e agli antipodi rispetto a tutto ciò che ha sempre conosciuto.
Ed è proprio qui che risiede la problematica principale della serie: se non fosse stata concepita come un prequel, Elle sarebbe stata un'ottima serie teen, con una protagonista vivace, sfaccettata e un bell'inno all'anticonformismo. Così pensata, invece, finisce per andare in netto contrasto con l'opera madre.
Non possiamo non domandarci come la Elle dei primi minuti del film possa essere la stessa della serie, specialmente dopo aver già sperimentato quanto sia diverso e complesso il mondo fuori dai quartieri glamour di Los Angeles. Se fin dal primo episodio la protagonista si scontra con la realtà opposta di Seattle, come può, anni dopo, risultare ancora così ingenuamente ancorata alla vita di Beverly Hills?
Per il resto, la serie è e rimane godibilissima per tutti i suoi 8 episodi, curati nei minimi dettagli a partire dalle musiche. Sappiamo già che Prime Video l'ha rinnovata per una seconda stagione: non ci resta quindi che aspettare e vedere come proseguirà la storia della giovane Elle Woods, sperando in un raccordo con il film cult che, per quanto problematico da giustificare, siamo assolutamente curiosi di scoprire.
Conclusioni
La serie prequel Elle viene promossa come un teen drama assolutamente godibile, ben ritmato e curato nei dettagli, ma bocciata sul fronte della coerenza interna. Ci troviamo infatti davanti ad un possibile paradosso narrativo: mostrando una Elle adolescente che affronta la complessa realtà di Seattle, la serie entra in netta contraddizione con l'ingenuità e la mentalità superficiale con cui il personaggio si presenta all'inizio del film cult del 2001.
Perché ci piace
- La regia e le musiche curate.
- Il ritmo della narrazione.
- Una buona riflessione sul concetto di conformismo.
Cosa non va
- La narrazione si apre ad un paradosso importante con l'opera madre.