Don Matteo 15 e la "vocazione" secondo Raoul Bova: "Oggi nessuno ascolta più i ragazzi"

La nostra intervista all'attore, tornato nel ruolo di Don Massimo in occasione della 15ª stagione della fiction targata Rai1.

Raoul Bova nella nostra intervista

"Vocazione". È questa la parola scelta da Raoul Bova per descrivere la 15esima stagione di Don Matteo. La fiction, tornata su Rai1 e divisa in dieci prime serate, sposta l'attenzione sulla vocazione stessa, andando oltre il senso delle religione. C'è infatti "una vocazione laica" che ci spingerebbe - condizione è d'obbligo - a chiederci quale sia la nostra strada. Questo accomuna don Massimo, Giulia, il Maresciallo Cecchini, e poi il Capitano e i nuovi personaggi che si assecondano di episodio in episodio.

Don Matteo Nino Frassica Raoul Bova
Nino Frassica e Raoul Bova

Certo, dal Don Matteo di Terence Hill al Don Massimo di Raoul Bova, la figura del sacerdote resta un punto di contatto, dichiaratamente nazional popolare. Entrambi i personaggi, negli anni, sono diventati dei maestri, più che semplici personaggi televisivi. Ma oggi i maestri esistono ancora? È da questa domanda che prende forma la riflessione che portiamo avanti con Bova, in occasione della presentazione alla stampa della fiction.

Don Matteo 15: intervista a Raoul Bova

"I maestri esistono ancora", spiega Bova, "ma non sono più sempre disponibili a dare. Prima c'era più generosità, trovavi la persona più grande che dispensava consigli, che metteva la propria esperienza a disposizione dei giovani. Oggi invece sembra quasi una battaglia: mi tengo quello che ho, non lo condivido". Secondo l'interprete, questa chiusura ha conseguenze dirette sulle nuove generazioni: "Questo crea nei giovani una mancanza di punti di riferimento. I messaggi arrivano in modo distorto e credo che gran parte dei disagi che vivono oggi siano responsabilità nostra, degli adulti, dei genitori, di chi dovrebbe dare l'esempio".

Un esempio che, come sottolinea Bova, spesso manca in molti ambiti della società: "Lo vediamo nella politica, nella vita familiare, nei rapporti tra amici e perfino a livello mondiale con le guerre. I messaggi che arrivano sono disarmanti. I messaggi d'amore sono pochi, dovrebbero aumentare, perché la solitudine spinge i giovani a rifugiarsi in cose futili, come i social, dove però i messaggi davvero utili e positivi restano sempre pochi".

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La forza di Don Massimo nelle nuove puntate

In questo contesto, Don Massimo rappresenta un'eccezione. Un uomo capace di parlare a tutti senza alzare muri, senza spaventare o dividere. "Don Massimo parla con sincerità", racconta ancora Bova nella nostra intervista. "Parla senza giudizio, con il desiderio di capire il motivo dell'errore e di offrire una seconda opportunità. Questo è fondamentale in Don Matteo". Un personaggio che non si presenta come perfetto, ma come profondamente umano: "Fa sempre i conti con la propria fallibilità. Questo rende più difficile per lui raggiungere la serenità, ma allo stesso tempo gli permette di comprendere meglio la fragilità degli altri", conclude Raoul Bova.