Barış è un brillante studente di architettura e batterista nel tempo libero. Ha un carattere iperattivo e costantemente sopra le righe, che emerge ancora una volta quando, nei primi minuti di Delibal, incrocia lo sguardo di Füsun, una studentessa modello che, per guadagnarsi da vivere e continuare gli studi, lavora come cameriera in un bar.
La ragazza ha la testa sulle spalle e un futuro accademico già pianificato nei minimi dettagli, al punto che i due non potrebbero essere più diversi. Ma, come si sa, gli opposti molto spesso si attraggono e, dopo un insistente corteggiamento, Barış riesce a far breccia nel cuore di Füsun. All'inizio del film sappiamo già che la loro relazione porterà al matrimonio, giacché la narrazione consiste in un lungo flashback che spiega la misteriosa scomparsa del novello marito: le autorità propendono per un probabile suicidio, ma la giovane non riesce a credere che la sua anima gemella si sia tolta la vita.
Delibal: dalla Turchia con furore
Come accennato nella sinossi, l'intreccio vive proprio sullo scavo a ritroso nella genesi e nello sviluppo di una relazione destinata a note melodrammatiche, come d'altronde le produzioni turche di derivazione popolare - sia televisive che per il grande schermo - ci hanno ampiamente insegnato nel corso degli ultimi anni, complice la "moda" lanciata dalle reti Mediaset.
Con Delibal ci troviamo davanti a una pellicola di oltre dieci anni fa, per la precisione del 2015, dove la nascita della love story domina la maggior parte del minutaggio, permettendo al pubblico di scoprire cosa sia realmente accaduto al protagonista maschile e di comprendere se dietro quell'aura da ragazzo follemente innamorato potessero nascondersi dei lati oscuri. Le premesse sono quelle di una favola moderna che rischia di trasformarsi in un incubo, con lo spettro dei disturbi psichici a porre gravi insidie al lieto fine, per una volta quanto mai ipotetico.
Lacrime e sangue?
Il titolo originale Delibal è una sorta di neologismo poetico che in turco unisce i termini deli (pazzo) e bal (miele), un'espressione affettuosa con la quale ci si rivolge solitamente alla dolce metà. Ma qui si nasconde un doppio significato, quello della vera e propria follia, in una sorta di beffardo gioco di parole che spruzzare di sfumature inevitabilmente amare il procedere di un racconto che per larghi tratti spinge sulla commozione e sul senso di colpa dei personaggi.
Ci troviamo così di fronte a un'operazione al contempo capace di scuotere, almeno quel principale target alla costante ricerca di storie a tema, quanto di irritare chi in un film abbisogna anche della coerenza, oltre a un sentimentalismo gratuitamente esasperato. Eppure va detto che la prima parte funziona con una scorrevolezza non scontata, raccontando l'innamoramento tra i due protagonisti con uno stile frizzante e moderno, senza perdersi in soluzioni eccessivamente stucchevoli; il secondo atto finisce poi per sbandare verso l'anima più melò, con un epilogo che si tinge di risvolti quanto meno opinabili.
Voci e cast di Delibal
Non mancano naturalmente numerosi passaggi cantati, dove sono gli stessi attori a esibirsi dietro a un microfono o a uno strumento, con quelle sonorità tipicamente autoctone che ormai il pubblico italiano di riferimento ha imparato a conoscere. Una menzione va naturalmente riservata anche al cast, in una pellicola che gioca tutto o quasi sull'alchimia tra le sue figure principali.
Çağatay Ulusoy, già rivelatosi idolo delle platee turche grazie alla serie Medcezir (remake della ben più famosa e americana The O.C.), nei panni di Barış offre una prova di sorprendente maturità, capace di attraversare con naturalezza il registro brillante e ironico della prima parte e quello più teso dell'ultimo atto, restituendo credibilità fisica ed emotiva al personaggio. Al suo fianco Leyla Lydia Tuğutlu convince altrettanto nei panni di una Füsun più razionale e meno appariscente, riuscendo comunque a ritagliarsi un ruolo autonomo nonostante la sceneggiatura tenda a relegarla spesso in secondo piano, sorta di spalla emotiva delle bizze - positive e negative - della controparte maschile.
Conclusioni
Delibal funziona meglio come esercizio di puro intrattenimento romantico che come effettiva, credibile, riflessione sulla salute mentale, con la seconda metà che affronta superficialmente il tema per innescare quella svolta melodrammatica ad alto tasso di commozione. Un film che vive su due anime, una più leggera e l'altra maggiormente tesa al dramma, strizzando compiaciutamente l'occhio al principale target di riferimento, pronto a farsi trascinare in questa storia d'amore, gioia e dolore, raccontata per gran parte a ritroso in attesa di quell'epilogo agognato.
Perché ci piace
- La buona alchimia tra i protagonisti.
- Una prima parte più leggera e coinvolgente.
Cosa non va
- Nella seconda metà si banalizzano argomenti sensibili.
- Il finale slanciato eccessivamente verso il melodramma.