L'aspetto che colpisce e che più di tutti ha fatto la fortuna di Cuori, la fiction arrivata alla terza stagione su Rai1, è la scenografia. Un incredibile lavoro di ricostruzione fatto da Maurizio Zecchin, partendo dalla valorizzazione della sede Rai di Torino.
Ambientata negli anni '60 (nei nuovi episodi siamo arrivati ai '70), la serie racconta il boom dell'ospedale Le Molinette, in particolare del reparto di cardiologia, come spiega il regista Riccardo Donna.
Cuori 3: dalla sede Rai alle Molinette, una ricostruzione impressionante
La serie Rai è stata girata principalmente a Torino, con set ricostruiti negli Studi Lumiq: lì hanno sede gli interni dell'ospedale "Le Molinette", interamente ricostruiti con le sale operatorie, i corridoi e le stanze, fedelmente allestite con tanto di consulenza tecnica per l'oggettistica e la strumentazione d'epoca, come i primi pacemaker.
Gli esterni corrispondono invece all'ex ospedale militare Alessandro Riberi, situato nel quartiere Crocetta del capoluogo piemontese.
Gli esterni della fiction: quanto è rimasto della Torino odierna in scena?
Le riprese si sono svolte in vari luoghi iconici della città, tra cui il Parco del Valentino, Palazzo Birago di Borgaro e il Teatro Juvarra, per garantire un'atmosfera coerente con il periodo storico. La produzione ha lavorato di concerto con la Film Commission Torino Piemonte per garantire il realismo.
La Torino degli anni '70 non è solo un'ambientazione: è un personaggio vero e proprio. Fare un period drama in Italia è sempre una scommessa, soprattutto quando il "vecchio" assomiglia al nuovo: "A volte sembra più facile fare l''800 che gli anni '70", spiega Riccardo Donna.
Una sfida che nasce proprio dalla somiglianza ingannevole con il presente: stessi palazzi, stesse piazze, ma dettagli completamente diversi. "Si fa un'operazione di svuotamento: via la segnaletica moderna, i condizionatori, le barriere architettoniche. Poi si riempie con ciò che serve".
Il capoluogo piemontese è la città natale del regista, che quindi ha saputo sfruttarne tanto i luoghi simbolo quanto gli scorci meno conosciuti. "Me la ricordo ancora Piazza San Carlo piena di macchine" ci racconta riferendosi ad uno dei luoghi più presenti.
Non è la prima volta che la serialità gioca apertamente con l'inganno al pubblico: il GAM - Galleria Civica d'Arte Moderna diventa una clinica svizzera, mentre il Teatro Regio di Torino si trasforma nell'aeroporto di Caselle. "La gente crede a quello che vede dentro l'inquadratura. Basta farli concentrare sui personaggi in scena".
Le location simbolo: quando Torino diventa cinema
Piazza Cavour si trasforma in set in quasi tutte le serie in costume che si girano a Torino "perché effettivamente è rimasta incontaminata". I Docks Dora sono come una tela neutra, funzionali perché possono trasformarsi facilmente in ciò che serve alla narrazione: America, Europa, industria, periferia.
Le nuove location della terza stagione
Tra le nuove location spicca il Blue Night, dove canta la new entry Irma Monteau (Carolina Sala), che fa parte del passato di Alberto (Matteo Martari). Nella realtà è un locale musicale ricavato da un ex cinema in una traversa di Corso Palestro. "Era già perfetto per fare musica rock", racconta Donna. Pochi interventi mirati - un bancone, qualche modifica - per trasformarlo in un luogo che racconti una generazione e un'epoca.
C'è poi il Parco del Valentino: è stato un luogo nuovo dove girare per l'attrice Bianca Panconi, che interpreta Virginia Corvara. A quello si è aggiunto il cimitero date le perdite che hanno dovuto affrontare i personaggi durante il salto temporale di 5 anni tra seconda e terza stagione.
Le sfide e le soddisfazioni nel girare Cuori
Girare in centro rimane la sfida più complessa per la produzione: "Devi svuotare tutto, controllare, rispettare chi vive lì". Ma Torino, dice il regista, ha un vantaggio raro: "La gente non è ossessionata dal cinema. Sono regi anche loro" (ride).
Dopo tre stagioni, la fatica si è trasformata in piacere puro: "Ogni volta dico che non la faccio più, poi mi riacchiappa. E mi diverto come un bambino".
Se dovesse scegliere un'unica location del cuore, Donna non avrebbe dubbi: l'ospedale. Soprattutto l'esterno, con le sue trasparenze e i vetri: "Avessimo girato alle Molinette vere non c'era confronto". Un luogo inventato che è diventato più vero del reale grazie al talento di Zecchin e la sua squadra.
Ritrovare sul set volti storici come Giulio Scarpati nella terza stagione, è stato naturale: "Siamo amici da sempre. Lavorare insieme dopo anni da Un medico in famiglia ha solo confermato tutto".
Le location preferite del cast
Anche i protagonisti di Cuori ci hanno raccontato i loro luoghi preferiti. Matteo Martari rimane fedele alla sala operatoria perché è un gioiello ed è il regno del suo personaggio, il Dott. Ferraris. Fa un discorso simile Fausto Sciarappa alias il nuovo primario Luciano La Rosa col proprio ufficio che è diventato anche quello del suo interprete durante le riprese: "Una sorta di secondo camerino, passavo più tempo lì anche quando non giravo che nel camerino vero e proprio"
Per la co-star Pilar Fogliati, che è la Dott.ssa Brunello, il luogo del cuore è il reparto femminile: "Una scenografia talmente curata che ci sono dei cassetti che puoi aprire con dentro degli oggetti, anche se non verranno mai inquadrati. Ho finito per fare amicizia con le comparse, che erano lì ogni giorno, ed era appagante vedere tante donne diverse in un unico reparto". L'attrice adora anche le macchine d'epoca della serie, meno guidarle: "È difficilissimo per me che sono abituata al cambio automatico".
Panconi adora Casa Corvara, la sua abitazione sul set: "Mi mozzava il fiato ogni volta che varcava la soglia. Si patisce il freddo ma rimane iconica". Questo perché si tratta di una villa realmente esistente in Piemonte.
Infine Carmine Buschini fa una scelta anomala in quanto a location preferita: la sala pre-operatoria. "Perché ci passo tanto tempo nella terza stagione. Una sorta di limbo di passaggio per i pazienti, e un luogo meticolosamente ricostruito, cha ha subìto un'evoluzione scenografica a livello di dettagli dagli anni '60 ai '70. Abbiate un occhio di riguardo, da spettatori, su questo aspetto".