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Causeway, la recensione: Jennifer Lawrence, la guerra e il disturbo da stress post-traumatico

La recensione di Causeway: il film con protagonista Jennifer Lawrence, disponibile dal 4 novembre su Apple Tv+, è un lavoro discreto ma alla resa dei conti superficiale, incapace di approfondire a dovere la quantità eccessiva di temi e questioni messa in campo.

Causeway, la recensione: Jennifer Lawrence, la guerra e il disturbo da stress post-traumatico

Presentato in anteprima mondiale al Festival di Toronto e poi passato il mese successivo per il Festival di Londra e la Festa del Cinema di Roma, Causeway arriva oggi a disposizione degli abbonati di Apple Tv+ dopo aver ottenuto un'accoglienza piuttosto tiepida a livello internazionale. Del resto, era senz'altro lecito aspettarsi qualcosa in più dal ritorno alle atmosfere tipiche del cinema indipendente statunitense di Jennifer Lawrence, a ben dodici anni di distanza dall'ottimo Un gelido inverno di Debra Granik che lanciò definitivamente la sua carriera.

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Causeway: Lila Neugebauer e Jennifer Lawrence sul set

Come vedremo nella nostra recensione, infatti, l'opera prima della stimata regista teatrale newyorchese Lila Neugebauer è un film discreto, abile nel non cadere nella retorica e a tratti anche affascinante per lo stile misurato ed essenziale, ma incapace di andare in profondità nello sviluppo dei personaggi e dei rapporti che li lega. Non riuscendo mai a liberarsi dalle costrizioni di una sceneggiatura evidentemente costruita a tavolino.

Jennifer Lawrence e il difficile ritorno dall'Afghanistan

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Causeway: Jennifer Lawrence in una scena tratta dal film

Lynsey (Jennifer Lawrence) è un ingegnere dell'esercito che ha riportato un'emorragia cerebrale a seguito dell'esplosione di un ordigno che ha colpito il veicolo su cui viaggiava durante una missione in Afghanistan. Tornata negli Stati Uniti, la ventiseienne segue un percorso di riabilitazione per recuperare la mobilità del proprio corpo e superare vuoti di memoria e crisi di panico. Una volta che le cose sono concretamente migliorate e i disturbi da stress post-traumatico divengono più facilmente gestibili, in attesa di avere il via libera dal neurologo per riprendere servizio nell'esercito, decide di trasferirsi temporaneamente a New Orleans a casa dalla madre (Linda Emond), con cui non ha un buon rapporto e da anni ha diverse questioni irrisolte. Durante la permanenza nella città natale però Lynsey conoscerà il meccanico James (Brian Tyree Henry), un'altra anima sola profondamente segnata da una tragedia personale, con il quale stringerà un rapporto d'amicizia che la porterà a riconsiderare alcune scelte e, forse, a cambiare approccio alla vita.

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Causeway: Jennnifer Lawrence e Brian Tyree Henry in piscina

Causeway: Jennifer Lawrence si apre sulla motivazione "molto personale" che si cela dietro al suo nuovo film

Regia e interpretazioni di buon livello in un film troppo superficiale

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Causeway: Jennifer Lawrence, Brian Tyree Henry in una scena del film

In Causeway non c'è mai niente di sorprendente o che non si sia già visto in produzioni indipendenti analoghe ma più coinvolgenti, intense e meglio riuscite. Per di più, nel film d'esordio di Lila Neugebauer c'è un po' di tutto: una giovane reduce di guerra omosessuale dal passato travagliato; una madre egoista e poco sensibile che beve troppo, persa in problemi personali e insoddisfazioni; un uomo lacerato dai sensi di colpa cui è stata amputata una gamba a seguito di un incidente automobilistico; un fratello in galera con disabilità che ha avuto problemi di droga. Già durante la visione, appare lampante come gli sceneggiatori Ottessa Moshfegh, Luke Goebel ed Elizabeth Sanders (qui tutti alla loro prima esperienza nella scrittura cinematografica) abbiano cercato di inserire programmaticamente quanti più elementi e temi possibili all'interno di questa storia. Finendo però, purtroppo, per non approfondirne realmente nessuno.

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Causeway: Brian Tyree Henry in una scena

In questo contesto, pur essendo ben diretto, in determinati momenti anche affascinante per alcune scelte espressive all'insegna dell'asciuttezza (vedi ad esempio il finale secco e improvviso) e interpretato in maniera convincente da Jennifer Lawrence e il resto del cast principale, Causeway non riesce mai a creare un vero e proprio legame empatico con lo spettatore. Tutti i personaggi principali, con i loro numerosi drammi e difficoltà non adeguatamente indagati, rimangano sempre troppo in superficie per risultare davvero coinvolgenti. Peccato.

Conclusioni

Come visto nella nostra recensione di Causeway, l'opera prima diretta dalla regista teatrale Lila Neugebauer, nonostante sia ben diretta e interpretata, soffre in particolare per una sceneggiatura che mette troppi temi in campo senza approfondirne mai davvero nessuno. Il risultato è un film discreto ma poco coinvolgente che, alla resa di conti, rimane sempre in superficie.

Movieplayer.it
3.0/5
Voto medio
3.6/5

Perché ci piace

  • Le buone interpretazioni di Jennifer Lawrence e del cast principale.
  • Lo stile misurato ed essenziale, con un finale secco e improvviso che sul piano espressivo è suggestivo.
  • La capacità, nonostante i problemi di scrittura, di non cadere mai nella retorica.

Cosa non va

  • I personaggi, i rapporti che li lega, e i molti temi presenti nel film non sono mai adeguatamente approfonditi.
  • Ne consegue che l'opera prima di Lila Neugebauer sia troppo superficiale e incapace di coinvolgere davvero lo spettatore.
  • Non c'è niente di sorprendente o che non si sia già visto in altri film indipendenti statunitensi più riusciti di questo.