Castle Rock

2018 - ....

Recensione Castle Rock: l'universo di Stephen King diventa una serie!

La recensione di Castle Rock, la nuova serie di J.J. Abrams ispirata ai romanzi di Stephen King è una storia originale in cui si fondono citazioni, misteri e cliffhanger. Ecco le prime impressioni.

"Sei già stato qui. Sì che ci sei stato. Sicuro. Io non dimentico mai una faccia." Così cominciava il romanzo Cose preziose di Stephen King e quella che, nelle intenzioni originarie dell'autore, sarebbe dovuta essere "l'ultima storia di Castle Rock". Molti forse non lo ricorderanno, ma nel 1991 il romanzo in questione fu promosso e venduto proprio con questo sottotitolo. Eppure ventisette anni dopo - e quell'intervallo di tempo, per i lettori Kinghiani, non può che procurare qualche brivido - siamo ancora qui, nella fittizia cittadina del Maine che ha conquistato generazioni di lettori. Questa volta però non si tratta di nuovo romanzo o racconto, ma di una serie TV composta da dieci episodi, prodotta da J.J. Abrams e lo stesso King, e trasmessa, negli USA, sulla piattaforma streaming Hulu.

Castle Rock: un'immagine della prima stagione

Non si tratta di una trasposizione diretta di nessuna opera di King, ma piuttosto di una nuova storia ispirata all'intero multiverso kinghiano, in cui temi, ambientazioni, personaggi e atmosfere tipiche delle sue opere si fondono ad una narrazione seriale fatta di cliffhanger, misteri e, speriamo, prima o poi anche rivelazioni. Abbiamo avuto finora modo di vedere soltanto i primi quattro episodi dello show, e non siamo in grado di prevedere se le buone impressioni iniziali verranno confermate anche nella seconda parte della stagione; ma d'altronde, da buoni lettori kinghiani, siamo abituati a non dare troppo peso a finali non sempre indovinati. Stephen King ci ha regalato storie e personaggi indimenticabili, e questa Castle Rock si propone di fare altrettanto.

Trama nuova, sensazioni ed ambientazione familiari

Castle Rock: Melanie Lynskey in una scena

Se la serie è ambientata quasi esclusivamente nella cittadina del Maine che le dà il titolo, la trama si sviluppa su più livelli temporali. Si comincia appunto nel 1991 con il ritrovamento da parte dello sceriffo Alan Pangborn (finora l'unico "vero" personaggio kinghiano, qui interpretato da Scott Glenn) di un bambino di colore di nome Henry Matthew Deaver, ma ben presto ci si sposta al 2018, con il suicidio del direttore del carcere di Shawshank, Dale Lacy (l'ex Locke di Lost, Terry O'Quinn), proprio nello stesso luogo in cui 27 anni prima c'era stato un misterioso "incidente". A partire da questo momento l'intreccio continua a complicarsi ulteriormente con la scoperta, all'interno del famigerato carcere di cui sopra, di una gabbia segreta in cui è racchiuso un giovane sconosciuto. Apparentemente rapito dallo stesso Lacy e rinchiuso da quelli che sembrano essere anni, il ragazzo pronuncia solo tre parole: il nome di Deaver, oggi avvocato specializzato in pena capitale e residente in Texas, a migliaia di chilometri da Castle Rock.

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Castle Rock: Scott Glenn in una scena della prima stagione

I fedeli lettori l'avranno già capito. Si tratta di una trama originale, sì, ma con continui rimandi ad opere ben note e situazioni in qualche modo già viste. Il risultato è però incredibilmente piacevole e ricorda, per certi versi, quanto già fatto da Netflix con Stranger Things: un mix di vecchio e nuovo calibrato con furbizia, che punta molto sul fattore nostalgia ma non si ferma a quello. Anche solo limitandosi a primi quattro episodi, ci sono talmente tanti dubbi e domande senza risposte che diventa impossibile non desiderare di proseguire per capire cosa sia effettivamente successo e soprattutto quanto ancora succederà. E in più, per gli appassionati kinghiani, ci sono ovviamente easter egg e riferimenti di ogni tipo, tanto che siamo certi che non saranno in pochi a fare a gara a scovare tutte le citazioni kinghiane presenti nella serie Castle Rock.

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Non solo libri, c'è spazio anche per il cinema di Stephen King

Castle Rock: Bill Skarsgard in una scena della serie tv Hulu

Dal serial killer de La zona morta al cane rabbioso di Cujo, passando per il già citato Cose preziose a Shining, chi legge Stephen King da una vita avrà di che divertirsi. Ma anche chi conosce King solo sul grande e piccolo schermo troverà pane per i suoi denti, visto che gioielli come Le ali della libertà o Il miglio verde sono omaggiati in più di un'occasione. A questo proposito non si può non notare come gli autori di questo Castle Rock siano riusciti dove in tanti, tantissimi, hanno clamorosamente fallito.

Con l'eccezione di pochissimi film, quasi tutte le trasposizioni dirette da King sono state un pasticcio dopo l'altro, e soprattutto non sono mai riuscite a traghettare in immagini la magia e l'atmosfera dei libri. Con Castle Rock le cose sembrano finalmente cambiate, così come era già accaduto di recente con It o Il gioco di Gerald, ed è significativo, anche se apparentemente paradossale, che questo avvenga soprattutto quando si sceglie di cambiare, se non stravolgere, le pagine di Stephen King.

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Castle Rock: un intenso primo piano di Sissy SPacek

Qui a Castle Rock il problema non si pone, perché si parte dal presupposto che non ci sia nessuna storia da rispettare ma solo un enorme bacino di idee e trovate geniali e inquietanti a cui attingere. E lo stesso vale anche per gli attori in fondo: perché cercare oltre quando a disposizione si hanno l'intensa Sissy Spacek di Carrie o l'inquietantissimo Bill Skarsgård/Pennywise di It? Stephen King con le sue opere, tanto in libreria quanto al cinema e in TV, ha segnato intere generazioni di lettori, spettatori e cineasti. È finalmente venuto il momento di ringraziarlo per tutte le emozioni che ci ha regalato. E qual è il modo migliore di farlo se non far prendere finalmente vita alla sua cittadina dei sogni (e degli incubi) e andarlo tutti a trovare direttamente lì? D'altronde siamo già stati a Castle Rock, lo ricordiamo bene tutti, ma la verità è che non vedevamo l'ora di tornarci.

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Recensione Castle Rock: l'universo di Stephen...
Luca Liguori
Redattore
3.5 3.5
Cinecittà World
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