"Se Pizzolatto scrivesse un'altra stagione di True Detective sarei disposto a prenderlo in considerazione, un po' mi manca", dice Matthew McConaughey. Alla sua destra, l'amico Woody Harrelson che risponde: "Non voglio più vedere la faccia di Rusth Cole!", e ancora McConaughey: "Vedete? Ecco perché True Detective era una commedia". Un siparietto che potrebbe suggerirci già un titolo su un possibile ritorno nella serie culto, dimostrando ancora una volta la chimica fuori scala tra i due attori.
I due ex (e inimitabili) ispettori sono tornati fianco a fianco in Brothers, comedy targata Apple TV in cui interpretano le loro rispettive versioni (esagerate e romanzate) in un progetto che mescola realtà, improvvisazione e una leggenda metropolitana che tiene banco a Hollywood: ma Matthew McConaughey e Woody Harrelson sono davvero fratelli? Con la loro cadenza texana, la coppia ha incontrato la stampa mondiale per presentare le show, tra aneddoti, scherzi e battute.
Com'è nata l'amicizia tra Matthew McConaughey e Woody Harrelson
La conferenza ha ripercorso le origini della loro decennale amicizia, sebbene i ricordi del loro primo incontro non combacino del tutto. McConaughey ricorda di aver incrociato Harrelson per la prima volta a una festa della CAA, era l'una di pomeriggio: "Lui mi dice: "Ehi, McConaughey, ti va uno shot di tequila?". E io: "Amico, è l'una. Ho un po' di cose da fare nel pomeriggio". E lui: "Dio, che male può fare un solo bicchierino?. Quindi forse questa è la morale della storia: ho bevuto quel bicchierino, che forse si è trasformato in altri, e non ricordo di averti incontrato. Ricordo di averti incontrato un anno dopo sul set di EdTV, quando ti ho sentito camminare per strada con un paio di scarpe da ciclismo su strada. Sai, quelle scarpe con i tacchetti. Lui le indossava per strada senza bicicletta, facevano parte del suo guardaroba, e lo si sentiva da un miglio di distanza mentre camminava su quei marciapiedi di cemento. E io mi sono detto: "Ma che sta combinando questo tizio? Mi piace questo tizio"".
Da lì in poi, è nato un legame profondo, nutrito da quella che McConaughey definisce la "mente del principiante" di Woody: "Innocente, non infantile. Vede le cose come se fosse la prima volta, ogni volta. Mi fa i complimenti per qualcosa per la quarantesima volta, ma si comporta come se fosse la prima".
Questione di DNA
Brothers, creata insieme a Lee Eisenberg e David West Read, prende spunto da un episodio reale, tanto surreale da sembrare una sceneggiatura. Durante una vacanza in Grecia con le rispettive famiglie, a tarda notte e con qualche bicchiere di troppo, la signora Mary Kathleen (la madre di Matthew) ha aperto il dibattito. "Eravamo tutti di buon umore e un po' alticci" ha raccontato McConaughey. "E all'improvviso, dal nulla, mia madre dice: "Oh, conoscevo tuo padre, Woody". E poi la pausa, i puntini di sospensione... È bastato perché persino mio figlio di sei anni dicesse: "Hmm, oh, credo di sapere cosa possa significare". I ragazzi hanno iniziato a trovare piccole tracce cronologiche che avrebbero reso possibile una relazione, perché sarebbe stato durante il secondo divorzio dei miei genitori che lei sarebbe stata libera. Quindi Woody crede fermamente che sia vero. Io no".
Harrelson ha detto: "È assolutamente vero. Ci scommetterei il mio testicolo destro. Ma possiamo fare il test del DNA, come ho sempre detto, facciamolo! E lui non vuole farlo perché non vuole confermare il fatto che suo padre fosse solo un uomo molto gentile, ma non il suo vero padre. Big Jim, in realtà, è più che altro un amico".
Brothers e la vulnerabilità maschile
A dare il volto all'incontenibile madre di McConaughey nello show è la leggendaria Holland Taylor, definita dai due attori una "vera e propria forza della natura". A proposito, McConaughey ha poi raccontato che è stata la mamma a plasmare il suo carattere: "Da bambino mi diceva di non stare lì a guardare qualcun altro che fa qualcosa. Niente TV, metti giù il libro e esci fuori. Vai a farlo tu stesso. Vai a scoprirlo. E ripensandoci mi rendo conto che è come quello che dico ai giovani riguardo all'intelligenza artificiale: vivete il vostro percorso da eroi prima di rivolgervi all'IA e lasciare che sia lei a dirvi quale dovrebbe essere".
Dietro le continue prese in giro - dai ritardi cronici di Harrelson alle battute sull'abbigliamento - emerge il ritratto di un'amicizia maschile profonda e raramente rappresentata con tanta vulnerabilità. Lontani dallo stereotipo degli uomini che non parlano dei propri sentimenti, i due attori confessano di essere sempre stati un porto sicuro l'uno per l'altro. "Senti, ci divertiamo un sacco insieme" ha spiegato McConaughey, facendosi più serio, "ma condividiamo anche, sai, i punti in cui pensiamo di non essere all'altezza o in cui vorremmo diventare uomini migliori, padri migliori, mariti migliori, attori migliori, tutte quelle cose lì. Quindi, in un certo senso, abbiamo sempre condiviso tutto questo in modo naturale".
Continua Harrelson: "Capisco che alla base c'è l'idea che gli uomini a volte preferiscano nascondere le proprie emozioni, ma per quanto ci riguarda, noi mettiamo tutto in chiaro. Matthew è una persona fantastica, ha una grande saggezza. Ci sono molte volte in cui mi rivolgo a lui perché ho bisogno dei suoi consigli e non mi delude mai. Mi aiuta sempre".
Le lezioni di vita imparate negli anni
A chiudere, dopo mezz'ora di ininterrotto flusso, i due attori hanno rivelato quale sia la lezione più importante che hanno imparato negli ultimi anni. Per McConaughey è tutta una questione di paternità: "C'è una fase intermedia tra essere un papà ed essere un amico. I miei figli sono adolescenti, e posso condividere con loro storie, problemi, dubbi e frustrazioni. Non c'è giudizio ma confronto". Per Harrelson, invece, l'importante è la prospettiva: "Per quanto riguarda tutte le varie cose della vita, che si tratti della tua relazione, dei soldi, del lavoro... non importa quanto ti stressi: non serve a niente. È come quando stai guidando per andare da qualche parte e vai fuori di testa perché sei in ritardo. Beh, andare fuori di testa non serve a niente".