Bang Bang Baby, la recensione della prima parte: Bang Bang alla serialità italiana

La nostra recensione della prima parte di Bang Bang Baby, la nuova serie Amazon Prime Video Original italiana con protagonista Arianna Becheroni nei panni di una ragazza che scopre di essere discendente da una famiglia mafiosa; dal 28 aprile sulla piattaforma con i primi cinque episodi.

RECENSIONE di 28/04/2022
Bbb From Left Simone Corbisiero Zio Bastiano Katia Greco Zia Memena Carmelo Giordano Gambacorta Dora Romano Nonna Lina Elena Gigliotti Zia Rita E Vincenzo Leto Zio Vincenzo In Front Arianna Becheroni Alice Photo By Andrea
Bang Bang Baby: il cast in una foto promozionale

Coraggiosa. È l'aggettivo che più di tutti ci viene da accostare alla nuova serie originale italiana Amazon, la seconda dopo Vita da Carlo, nella nostra recensione di Bang Bang Baby, i cui primi cinque episodi sono disponibili su Prime Video dal 28 aprile (gli altri cinque arrivano il 19 maggio). Ma anche colorata, nerissima, provocatoria, pop, neon, teen, adulta, familiare, respingente, dirompente: tante anime in una, anche contraddittorie e agli antipodi, proprio come la protagonista Alice che deve combattere con la propria identità e finirà in un Paese tutt'altro che delle Meraviglie.

Bang Bang Mafia

Alice Giammatteo (interpretata da una giovanissima e già promettentissima Arianna Becheroni) è un'adolescente che scopre con sorpresa e orrore che il padre Santo Barone (Adriano Giannini), che credeva morto da piccola, è in realtà vivo e vegeto e figlio di un'importante famiglia calabrese dell'Ndrangheta a Milano. Lui ora è in carcere, arrestato nudo per strada, ed è invischiato in un gran brutto affare oltre a quello familiare. Da qui la vita che la madre Gabriella (Lucia Mascino) aveva faticosamente costruito per la ragazza inizia ad andare in pezzi, poiché Alice mette in discussione se stessa e tutto ciò in cui aveva creduto fino a quel momento. Non c'è tempo per piangersi addosso come in A Chiara, bisogna agire. Un coming of age sui generis questo Bang Bang Baby, che fin dalla composizione del titolo, fin dalla sigla, così pop e led allo stesso tempo, fin dalle prime sequenze fa capire come ci troviamo di fronte a un prodotto ambizioso e visivamente di alto livello, che ricorda quanto fatto con Gomorra - La Serie nella stagione inaugurale. Non è la solita storia di mafia che sembra essere l'unico argomento da sfornare nella nostra serialità, ma un racconto ibrido con molti generi e sottogeneri: il thriller, l'horror, lo splatter, addirittura la sitcom - con una finta comedy "Casa Barone" che è già cult - e al gender. La contraddizione alla base delle due anime genealogiche e familiari della protagonista è anche quella della serie stessa, con alcuni accostamenti meravigliosi come "Felicità" di Albano & Romina in sottofondo a una scena action disperata.

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Bang Bang Easter Eggs

Bbb Adriano Giannini Santo Barone Photo By Andrea Pirrello
Bang Bang Baby: Adriano Giannini in una scena della serie

C'è una tale cura nella scrittura di Andrea Di Stefano e nella messa in scena di Michele Alhaique, che pesca dall'immaginario collettivo anni '80, così abusato nella serialità estera dell'ultimo decennio ma molto meno in quella nostrana, a colpi di Big Babol già presente nel poster promozionale, di poster delle Charlie's Angeles, della globalizzazione che iniziava a farsi strada attraverso il mito americano che arrivava dai cosiddetti "telefilm" d'oltreoceano (anche la sequenza con gli Smarties per quanto ci riguarda è già cult). Una fotografia coloratissima e allo stesso tempo al neon cozza volutamente con il nero della storia raccontata, che non fa sconti a nessuno e non ha paura di far vedere tutte le facce della mafia. Citando Tarantino e i B-movie in alcune sequenze action e nella caratterizzazione di alcuni personaggi (Mr Frisk), i fratelli Cohen per la messa in scena dell'inettitudine umana e di come essa si comporta davanti ad alcune opportunità, Bang Bang Baby è un concentrato di tutto e del suo contrario in maniera vivace e originale.

Bang Bang Music

Bbb Lucia Mascino Gabriella Photo By Andrea Pirrello
Bang Bang Baby: una foto di scena

Ciliegina sulla torta del serial è una colonna sonora curatissima e scelta quasi interamente su canzoni di quel periodo per accrescere, da "The Killing Moon" di Echo & The Bunnymen alle hit di George Michael, idolo contraddittorio di uno dei personaggi, Nereo Ferraù (Antonio Gerardi), che fa rivalutare come mai prima d'ora i boy-scout. È tutto molto americano in questa storia profondamente milanese e calabrese, compresa Nonna Lina, la matriarca della famiglia Barone: una Dora Romano che dopo L'amica geniale e È stata la mano di Dio continua a dare grandissime soddisfazioni, tratteggiando una donna indurita dalla vita e che deve farsi strada in un mondo di uomini, come parallelamente cerca di fare a modo proprio Gabriella, impiegata in fabbrica che insegna a guidare alla figlia per darle un po' di indipendenza. La famiglia è ovviamente centrale e sono centrali soprattutto le scelte che si è disposti a fare in nome di essa: fino a dove siamo disposti ad arrivare? È la famiglia che ci cambia oppure fa venire alla luce il nostro vero io? Presentata a Canneseries - si tratta di un titolo che guarda chiaramente all'internazionale - e ispirata al libro "L'intoccabile" di Marisa Merico, che racconta la storia vera della ragazzina oggi donna. Siamo destinati a seguire le orme dei nostri genitori oppure siamo noi a scrivere la nostra storia?

Conclusioni

Originale e sovversiva, sono questi gli aggettivi che abbiamo riportato nella nostra recensione della prima parte di Bang Bang Baby, un prodotto che ibrida la gangster story coi generi (e il gender), offre una caratterizzazione dei personaggi volutamente caricaturale e grottesca, mettendo in scena l’inettitudine umana e tutti i suoi difetti, in un romanzo di formazione molto particolare che non potrà non conquistarvi a partire dalla sua carismatica protagonista in cerca di se stessa. Con una messa in scena che alza l’asticella e prova ad andare oltre, il più possibile, la propria identità primaria di mafia story.

Movieplayer.it

4.0/5

Voto medio

4.7/5

Perché ci piace

  • Il cast scelto, soprattutto la protagonista Arianna Becheroni e la “nonna” Dora Romano.
  • Il raccontare l’ennesima storia di mafia attraverso il romanzo di formazione e altri generi e toni.
  • Visivamente la serie è coraggiosa e spettacolare.

Cosa non va

  • Potrebbe comunque non piacere a chi cerca una storia che non sia di mafia nella nostra serialità.
  • La durata degli episodi avrebbe potuto essere un po’ più breve rendendo alcuni passaggi più fluidi.