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Baby Yoda: 5 cose che (forse) non sapete sull’icona più tenera di Star Wars

Dalla psicologia evolutiva al merchandising, passando per un character design problematico, ecco 5 segreti dell'icona pop del momento: Baby Yoda.

CLASSIFICA di 26/11/2020
The Mandalorian Baby Yoda
The Mandalorian, un primo piano di Baby Yoda

Se gli resisti, è molto probabile che tu non abbia né un cuore né un'anima. Se la visione di quei movimenti goffi e di quello sguardo stracolmo di tenerezza e curiosità non ti scuote, urge un esame di coscienza. Alcuni ci vedono la creatura più irresistibile di ogni galassia, altri una gallina dalle uova d'oro tutta da spennare, altri ancora sono convinti che dietro quella parvenza da dolce pargolo nato vecchio si nasconda uno spietato essere famelico. Da qualunque prospettiva lo si guardi, è impossibile rimanere indifferenti davanti a Baby Yoda. Il dolce esserino di The Mandalorian è diventato iconico nello stesso momento in cui è apparso in scena per la prima volta, ovvero quando quella sua mano timida ha svelato i suoi occhioni languidi in cerca di affetto. Altro che affetto: Baby Yoda si è guadagnato il nostro amore incondizionato, anzi ha scatenato l'isteria collettiva. E lo ha fatto spazzando via tutto e tutti.

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Un frame del terzo episodio dello show

Rey e Kylo Ren sono due briciole, la saga cinematografica è diventata un satellite che gira attorno al pianeta del bambino e del mandaloriano, nuove icone dello Star Wars che conta davvero. Esaltazione a parte, quello di Baby Yoda è un fenomeno sociale interessante oltre che un caso mediatico molto significativo. Proviamo a esplorarlo meglio raccontandovi cinque curiosità che (forse) non sapete sul bambino verde. Attenti al picco glicemico del contenuto che segue.

1. La magia della realtà

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Baby Yoda la Forza usa

Il primo segreto confessabile del successo di Baby Yoda è il suo essere vero, autentico, tangibile. Il personaggio non è stato realizzato completamente in CGI, ma è il frutto di una meravigliosa miscela tra un pupazzo mosso da due burattinai (uno si dedica agli occhi e uno agli arti), tecniche di animatronica e tocchi digitali per niente invasivi. Questo lo ha reso adorabile e fondamentale prima di tutto sul set, perché la sua credibilità ha agevolato il lavoro degli interpreti che dividevano la scena con lui. Il primo grande fan del Bambino è stato il grande regista Werner Herzog (che in The Mandalorian interpreta il Cliente) che durante le riprese si rapportava col pupazzo come se fosse un bambino reale. Herzog ha definito il Bambino "talmente bello da essere straziante" e ha garbatamente inveito contro gli autori quando ha saputo dei ritocchi digitali che avrebbe subito il personaggio, dando loro dei codardi. Grande fan di Baby Yoda anche Gina Carano. La possente interprete di Cara Dune ha applaudito questa scelta "vecchia scuola" legata a Baby Yoda, ritenendola fondamentale per creare un legame emozionale autentico tra lui e i personaggi che li ruotano attorno.

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2. Ispirazioni

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Una vignetta iconica di Lone Wolf and Cub

Quando un personaggio è così dirompente è facile che si appoggi su degli archetipi antichi, su fondamenta narrative ben radicate nell'immaginario collettivo alle quali è impossibile sfuggire. È lampante che il successo di The Mandalorian sia dovuto soprattutto all'inaspettato rapporto simbiotico tra Mando e Baby Yoda, con quel contrasto forte tra un cacciatore senza scrupoli e una dolce creatura indifesa. Una convivenza irresistibile che si ispira a uno dei manga più influenti della storia del Giappone. Stiamo ovviamente parlando del mitico Lone Wolf and Cub di Kazuo Koike e Gōseki Kojima, tutto dedicato alle gesta dell'assassino Itto che vaga nel Giappone feudale accompagnato dal piccolo Daigoro, suo figlio. Di quel gran fumetto The Mandalorian ha ripreso il vagabondare continuo, il viaggio di coppia in un mondo ostile e il rapporto stretto tra un guerriero silenzioso e un dolce pargolo.

3. Genesi di un'icona

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Il primo schizzo di Dave Filoni

Tutto nasce da uno schizzo a matita fatto da Dave Filoni in aereo. Uno dei registi di The Mandalorian (oltre che produttore esecutivo dello show) abbozza su un foglietto le silhouette del mandaloriano e del bambino nella culla. Di Baby Yoda si intravede solo la mano. Questa sarà anche la prima inquadratura iconica in cui appare il personaggio nella serie tv, nell'ultima immagina che chiude l'episodio pilota. È curioso scoprire che il concept di Baby Yoda sia partito non dal personaggio ma dalla sua culla. Quel momento di incontro tra Mando e il piccolo doveva richiamare La Creazione di Adamo di Michelangelo ed E.T. con le dita dei personaggi che si trovavano alla ricerca di un legame. Per il design del personaggio i due elementi fondamentali per ottenere un'espressività convincente sono stati gli occhi e le orecchie, ovvero le due parti del corpo con cui la creatura avrebbe dovuto comunicare (visto che non parla). Per animarle al meglio il lavoro è partito da un programma di animazione VR chiamato Gnobes & Goblins.

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I primi studi di Baby Yoda

La genesi di Baby Yoda è poi passata da una marea di disegni e bozzetti, dando vita a un character design per niente facile. A volte il personaggio risultava troppo dolce, altre persino sgradevole. Poi la folgorazione: Christian Alzmann presenta il disegno definitivo che convince tutti. Occhi dolci un po' smarriti, un giubbotto imbottito che lo avvolgeva alla perfezione, atteggiamento a metà strada tra il goffo e il tenero. La sfida però non era finita, perché le prime realizzazioni fisiche del personaggio in 3D non erano soddisfacenti. Ci sono voluti ben tre mesi di prove perché il vero Baby Yoda in carne e ossa prendesse vita, finalmente pronto a folgorare ogni galassia.

4. Psicologia evolutiva

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Un primo piano di Baby Yoda

Ovviamente dinanzi a un fenomeno del genere la psicologia non poteva di certo stare a guardare. Negli ultimi tempi tantissimi studiosi ed esperti si sono interrogati sulle ragioni di questo amore incondizionato nei cuori della gente e il merito sembra tutto degli occhioni enormi di Baby Yoda. Uno dei motivi principali di questo affetto collettivo è dovuto a una serie di "segnali infantili" studiati dalla psicologia evolutiva. Si tratta di tratti fisionomici come lo sguardo, che secondo gli esperti vengono esasperati nelle caratteristiche neonatali per stimolare il nostro istinto di protezione nei loro confronti. Baby Yoda quindi istiga il genitore che scalpita dentro di noi, ma allo stesso tempo ci fa tornare bambini incarnando il nostro primordiale sogno d'infanzia. Insomma una miscela esplosiva che scampo lascia non.

5. Isteria collettiva

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The Mandalorian: il nuovo merchandise

Il caso Baby Yoda è destinato a fare la storia della tv. Perché non era mai successo che un personaggio diventasse così iconico e cult nell'arco di pochi secondi. È bastata la sua apparizione-lampo nel primo episodio di The Mandalorian per sollevare una marea di tormentoni che da allora non si è mai abbassata. Meme, fan art, parodie, omaggi. Il Web è impazzito per Baby Yoda, tanto da far venire la nausea alle solite pecore nere che vogliono sentirsi fuori dal coro. L'anno scorso il merchandise natalizio dedicato a Baby Yoda non poteva essere pronto per non spoilerare la presenza del personaggio nello show, ma sono comunque spuntati prodotti non ufficiali di dubbio gusto: t-shirt, tazze e pupazzi di pezza arrangiati che volevano sfruttare l'isteria collettiva. Poi da marzo 2020 il bambino è entrato ufficialmente nel magico mondo dei gadget ufficiali della Disney.

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The Mandalorian: Peluche Roto Head Il Bambino

Ed ecco proliferare l'amatissimo pupazzo Mattel (il migliore finora nel rapporto qualità-prezzo), quello in animatronica della Hasbro che si muove e mugugna e poi la splendida riproduzione in scala 1:1 della Sideshow (al modico prezzo di 350 dollari rateizzabili). Però, essere nel bel mezzo di una follia di massa, significa anche affrontare delle derive strambe ed esagerate. Come i macarons verde fluo di Baby Yoda (apparsi nel quarto episodio della seconda stagione) venduti a 50 dollari (la confezione contiene appena 12 biscotti) oppure la strana moda di spogliare il pupazzo di Baby Yoda dei suoi abiti e rivestirlo come se fosse un neonato umano, con tanto di biberon, ciuccio e passeggino a portata di mano. Una moda a dir poco inquietante e deviata che infesta da mesi anche Youtube.

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