In tv, in narrativa, nelle storie in generale, non abbiamo bisogno di eroi. Non sempre, almeno. Di qualcuno fuori dal comune, che possa colpire per le sue capacità e comportarsi come forse faremmo noi: con l'opportunismo e l'onestà intellettuale di essere se stessi nel bene e soprattutto nel male. Questo abbiamo visto nell'Avvocato Ligas di Luca Argentero, nuova serie Sky Original pronta al debutto dal 6 marzo, per un protagonista che non si vergogna di sostenere che "la giustizia la lascio a chi si sente all'altezza."
Ecco, Ligas conosce le proprie abilità intuitive, sa di poter vendere l'innocenza dei suoi assistiti a qualunque giudice, ma conosce anche i propri fallaci limiti. Non è un caso che sottolinei come "siamo esseri umani, sbagliamo, facciamo errori" e ribadisca che per questo motivo si sente più a suo agio dalla parte di chi difende che da quella di chi giudica."_ Questo il cuore del protagonista del primo Legal Drama di Sky, al debutto in tv e in streaming solo su NOW.
Un momento difficile per Ligas
Quando incontriamo Lorenzo Ligas, non è un buon momento per l'avvocato: il difficile rapporto con la ex e la figlia, il licenziamento dal prestigioso studio per cui lavora, perché banalmente ha superato una volta di troppo i limiti tra dovere e piacere, la necessità di tornare ai vertici della sua professione.
Perché è un dato che si tratti di un penalista geniale, seppur controverso e imprevedibile, uomo affascinante che molti ammirano, ma che fa storcere anche il naso.
E per tornare a dettare i tempi della sua professione, inizia ad accettare i casi più complessi e senza speranza, quelli da cui molti scappano ma in cui vede la possibilità di un riscatto.
Casi che segue senza un vero e proprio studio, ma con un valido aiuto: la giovane praticante Marta, piena di ideali e ancora non corrotta dalla professione. Una con un'idea decisa in mente: tutti meritano una difesa perché innocenti fino a prova contraria.
Il mondo attorno all'Avvocato Ligas
Luca Argentero fa suo il personaggio, gli dono carisma e faccia tosta, la prontezza nella risposta e l'imprevedibilità di pensiero che lo rende unico. Quell'approccio da rocker che conosce le regole ma è anche pronto a crearsene di proprie per arrivare senza intoppi alla meta che si è prefissato.
E funziona il contraltare con la praticante Marta Carati, ingenua e ancora pura nel suo ideale di giustizia, nell'ottima resa di Marina Occhionero. Funzionano come singoli, ma anche come coppia di opposti su schermo, in un equilibrio trovato subito e da poter far evolvere oltre i sei episodi della prima stagione.
Accanto a loro gli autori tratteggiano altre figure che hanno inevitabilmente meno spazio, ma che si fanno notare. Su tutti Flavio Furno, che dà volta a Paolo, il miglior amico di Ligas, e che ritroviamo con grande piacere a breve distanza dal suo ruolo in Gomorra - Le origini.
Ma non si possono non nominare anche Gaia Messerklinger che porta su schermo Patrizia Roncella, ex moglie del protagonista, e Barbara Chichiarelli che incarna la sua rivale in quanto pubblico ministero. Figure di contorno che contribuiscono a creare quel quadro di grigia freddezza che è la Milano in cui si muovono i casi di Avvocato Ligas e che subiscono l'influenza di un personaggio che "alla lunga è veleno".
Tutti i casi di Ligas
Un lavoro di scrittura che parte dai personaggi e dal background, ma si riflette anche nella composizione dei casi, che sono ben delineati e approfonditi pur col poco tempo di un episodio a disposizione degli autori. Nell'adattare il personaggio letterario scritto da Gianluca Ferraris, e il romanzo "Un caso complicato per l'avvocato Ligas", si è scelto infatti di non sviluppare un unico caso e un unico processo per tutta la stagione, ma seguire un'impostazione da procedurale puro, dedicando i primi due episodi a una prima indagine e poi uno per ciascuno dei successivi quattro.
Una scelta sensata e sicuramente ragionata per il tipo di serie che Avvocato Ligas vuole essere e il tipo di pubblico che vuole raggiungere, ma che ci fa chiedere quanto di più profondo e ricco si sarebbe potuto fare dedicando tutta la stagione e un unico grande e complesso processo, magari con altri minori a supporto.
Chissà che non sarà così in eventuali stagioni future, quando gli spettatori conosceranno già i protagonisti di questa storia e saranno pronti a seguirlo in un viaggio più articolato e complesso. Noi saremmo pronti a farlo!
Conclusioni
Il primo Légal Drama di Sky è una serie che funziona e diverte grazie a una buona scrittura dei personaggio e un approccio ragionato ai casi che racconta. L'Avvocato Ligas è un personaggio ribelle, magnetico e imprevedibile in cui Luca Argentero si muove con disinvoltura, accompagnato da un cast che completa il quadro della Milano in cui le storie sono ambientate e getta le basi per un futuro che può intrattenere con gusto e sulla media/lunga distanza. Buono anche il lavoro di selezione sulle canzoni, che danno il giusto ritmo e tono al racconto.
Perché ci piace
- Luca Argentero in un ruolo diverso dal solito.
- Marina Occhionero, Flavio Furno e gli altri interpreti che accompagnano il viaggio del protagonista.
- Il ritratto di Milano, e del paese, che emerge dai casi raccontati.
- Le canzoni che danno il ritmo alle storie.
Cosa non va
- Chi ama storie di più ampio respiro può essere frenato dalla forte spinta verticale dei casi raccontati. Ma è giusto per un procedurale.