Attenti a quelle due, la recensione: Anne Hathaway e Rebel Wilson signore della truffa

La recensione di Attenti a quelle due: il film riscrive al femminile I due seduttori con due brave attrici; ma forse non basta.

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Attenti a quelle due: Anne Hathaway con Rebel Wilson in una sequenza

Attenti a quelle due recita il titolo, e allora vi mettiamo subito in guardia. Le due di cui parliamo sono Anne Hathaway e Rebel Wilson, due attrici che più diverse non si può, e proprio sul loro contrasto vive una storia di truffe, come recita il titolo originale del film di Chris Addison in uscita il 16 maggio, che è The Hustle. È un film che prova a virare al femminile un tipo di storia che di solito vede in scene dei personaggi maschili. Dalla recensione di Attenti a quelle due capirete che è un esperimento interessante, ma riuscito in parte: punta decisamente sulla bravura delle due attrici, ma rimane a metà strada tra due registri diversi, quello della commedia sofisticata e quello del film comico.

La trama: chi di truffa ferisce...

Josephine Chesterfield (Anne Hathaway) è una donna inglese, bella, raffinata e molto seducente. La trama di Attenti a quelle due si apre quando la incontriamo per la prima volta in un casinò, dove, da finta svampita, riesce a rubare un bracciale di brillanti a un giocatore piuttosto sprovveduto. Conoscendola, capiremo che vive a Beaumont-sur-mer e il suo lavoro è truffare uomini facoltosi e creduloni di tutto il mondo. Incontriamo Penny Rust (Rebel Wilson) in un pub di New York, dove circuisce un uomo per conto di una sua amica, convincendolo a pagarle una plastica al seno, al fine di aumentarne la taglia. La truffa più classica, da cinema brillante, e la truffa aggiornata, quella dell'era dei social media: Josephine e Penny sono due mondi distanti, ma sono destinati ad incontrarsi, o meglio, scontrarsi, per questioni fortuite. E, una volta avvenuto lo scontro, parte anche una sfida tra le due...

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Attenti a quelle due: Anne Hathaway insieme a Rebel Wilson in una scena della commedia

La strana coppia al cinema

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Attenti a quelle due: una scena con Anne Hathaway, Rebel Wilson

Anche se il titolo italiano riecheggia quello di Attenti a quei due, una famosa serie degli anni Settanta con Tony Curtis e Roger Moore, Attenti a quelle due è ispirato a I due seduttori, un film del 1964 con Marlon Brando e David Niven, sempre ambientato sulla riviera francese, e a Due figli di..., il suo remake del 1988 con Steve Martin e Michael Caine. Dal cast dei film in questione si capisce bene come si punti a creare una "strana coppia" e una storia che punti sull'alchimia tra due caratteri opposti destinati in qualche modo ad avvicinarsi.

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Attenti a quelle due: Rebel Wilson con Anne Hathaway durante una scena

Di strane coppie la storia del cinema è piena, ma di solito sono declinate al maschile: pensiamo a Tony Curtis e Jack Lemmon in A qualcuno piace caldo, o agli infiniti duetti di Lemmon con Walter Matthau, allo sfruttamento che di questo schema è stato fatto negli anni Ottanta, con pellicole come 48 Ore (Eddie Murphy e Nick Nolte) o Non guardarmi non ti sento (Richard Pryor e Gene Wilder), fino agli esperimenti più recenti, come Parto col folle, che metteva insieme Robert Downey Jr. e Zach Galifianakis. Ma di "strane coppie" al femminile se ne vedono di meno o, almeno, si vedono poche donne alle prese con ruoli "maschili", come questi. È per questo che Attenti a quelle due suscita una certa curiosità.

Da Doctor Who a Ghostbusters e Alien: quando i film vengono riscritti al femminile

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Attenti a quelle due: Anne Hathaway in un momento del film

Anne Hathaway e Rebel Wilson: gli opposti si attraggono?

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Attenti a quelle due: Rebel Wilson in una scena del film

Come prevede il copione, allora, Attenti a quelle due gioca molto sulle differenze tra le due attrici protagoniste, scelte per essere naturalmente due opposti. Anne Hathaway è bella, raffinata, affascinante, elegante, sinuosa, e la sua Josephine sa come muoversi e comportarsi negli ambienti dell'altra società. Rebel Wison è goffa, impacciata, sovrappeso e la sua Penny è volgare e inadatta a frequentare certi ambienti. Entrambe però hanno in comune una cosa, un senso innato per la truffa che, prima ancora di un modo per fare soldi, è uno stile di vita, un istinto che è impossibile non seguire. Per questo le due sono rivali, ma sono anche attratte l'una dall'altra. Perché si capiscono.

Ma giocare sugli opposti è abbastanza?

Il gioco sembra funzionare, almeno alle prime battute del film, sembra incuriosire. Ma ben presto però sembra mostrare la corda. Avere nel cast due attrici così particolari, e, va detto, bravissime, non basta. Detto che è la terza volta che il copione di Stanley Shapiro e Paul Henning, ormai scomparsi, viene portato sullo schermo (qui con la sceneggiatura di una donna, Jac Schaeffer, e del regista Chris Addison), a difettare è proprio la sceneggiatura: alcune gag sono ripetitive, altre troppo lunghe, altre poco originali. E dai dialoghi, ulteriormente penalizzati da un doppiaggio che, visti i giochi di parole e i cambi di accento, non è affatto facile, non arriva molto in soccorso.

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Attenti a quelle due: una scena con Anne Hathaway

Perché un film di questo tipo ha due vie: o far ridere molto, o avvincere con l'intreccio. E non riesce in nessuna delle due cose. Anne Hathaway e Rebel Wilson sono due mondi lontani: commedia sofisticata la prima, comicità pura, verbale ma anche fisica, l'altra. Attenti a quelle due è continuamente indeciso tra questi due registri, finendo per non fare bene nessuno dei due. Oltre alle due attrici, la cosa migliore sono i costumi, non solo per la loro bellezza, ma anche per l'uso "narrativo" che viene fatto: una delle gag più interessanti è proprio legata a questo aspetto.

Conclusioni

Dalla recensione di Attenti a quelle due capirete che è un esperimento interessante, ma riuscito in parte: punta decisamente sulla bravura delle due attrici, ma rimane a metà strada tra due registri diversi, quello della commedia sofisticata e quello del film comico.

Movieplayer.it
2.0/5
Voto medio
1.9/5

Perché ci piace

  • Di “strane coppie” al femminile al cinema se ne vedono poche, e sono poche le donne alle prese con ruoli “maschili”, come quelli del truffatore.
  • Il film gioca sulle differenze tra le due attrici protagoniste, che sono bravissime.
  • I costumi: non solo per la loro bellezza, ma anche per l’uso “narrativo” che viene fatto:

Cosa non va

  • La sceneggiatura: alcune gag sono ripetitive, altre troppo lunghe, altre poco originali.
  • I dialoghi, ulteriormente penalizzati da un doppiaggio che, visti i giochi di parole e i cambi di accento, non è affatto facile.
  • Il film è indeciso tra commedia sofisticata e comicità pura, finendo per non fare bene nessuna delle due.