Attacco a Mumbai, la recensione: ecco a voi l’11 settembre indiano

La recensione di Attacco a Mumbai - Una vera storia di coraggio: il film ricostruisce un tremendo attentato nel cuore dell'India, con realismo e suspense.

RECENSIONE di 30/04/2019
Hotel Mumbai: Dev Patel nella prima immagine del film
Hotel Mumbai: Dev Patel nella prima immagine del film

Ognuno di noi sa esattamente di cosa parliamo quando parliamo di 11 settembre 2001, o di 9/11, per dirla all'americana. Alzi la mano invece chi sa a cosa corrisponde la data del 26 novembre 2008. È una data che non associamo immediatamente a un evento. Eppure in quel 26 novembre 2008, a Mumbai, in India, è accaduta una delle stragi più spaventose della storia recente, legata al fondamentalismo islamico. Nella recensione di Attacco a Mumbai - Una vera storia di coraggio vi raccontiamo il film di Anthony Maras, in uscita il 30 aprile 2019, che prova a ricostruire quella tragedia: un film d'azione teso al punto giusto, che riesce a creare una buona suspsense, che fa riflettere sul fondamentalismo e le sue conseguenze: anche se si tratta di un sottotesto, perché il film si limita a raccontare i fatti come sono andati. È un po' quello che fece Paul Greengrass con United 93, la storia di uno dei voli dirottati durante l'11 settembre. Ma Maras non ha la visione di Greengrass, quel suo portarci direttamente nell'occhio del ciclone. E Attacco a Mumbai è un film molto più convenzionale.

La trama: l'attacco al Taj Mahal Palace Hotel

Nel novembre del 2008 un gruppo di terroristi, jihadisti in arrivo dal Pakistan, sferra un improvviso e violentissimo attacco terroristico nel cuore di Mumbai, in India. Cominciano dalla stazione, si riversano nelle strade, nei ristoranti. Alcune persone, terrorizzate, bussano alle porte del Taj Mahal Palace Hotel, un hotel di lusso. Le porte vengono aperte, ma insieme alla folla in fuga entrano anche i terroristi. E a questo punto inizia un sanguinoso gioco a nascondino tra le vittime e i carnefici. In mezzo alla storia della strage emergono i punti di vista dello chef Oberoi (Anupam Kher), di una coppia con una bambina piccola (Armie Hammer e Nazarin Boniadi), di un cinico milionario russo (Jason Isaacs) e di un umile cameriere sikh (Dev Patael)

Quella precisione certosina nell'uccidere

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Attacco a Mumbai - Una vera storia di coraggio: Dev Patel in una scena

Attacco a Mumbai - Una vera storia di coraggio ci è rimasto impresso, prima di tutto, per una cosa. Per il fatto che, di tanto in tanto, ci faccia ascoltare i dialoghi tra i terroristi, e soprattutto quelli tra i terroristi e chi li sta guidando da lontano, dando loro indicazioni al cellulare. Quello che colpisce immediatamente è la meticolosità, la precisione certosina con cui, arrivati in un posto, gli assassini puntano a uccidere quanti più infedeli possibile, andando a cercarli dietro tavoli e banconi, battendo una per una le stanze a ogni piano. Più persone uccidono più la loro missione sarà riuscita, è chiaro. Ma si resta basiti davanti a tanta violenza pianificata, inseguita, cercata a tutti i costi.

Jason Isaacs sarà il protagonista del film Hotel Mumbai

Questione di ruoli: il regista e lo chef

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Attacco a Mumbai - Una vera storia di coraggio: una scena drammatica del film

In quello che è un film piuttosto convenzionale, ci sono dei momenti interessanti in cui la regia diventa un narratore omnisciente, nel senso che riesce a vedere, e quindi a mostrarci, dove sono gli assassini e dove sono le vittime, mentre loro non sanno dove sia l'uno o l'altro. Accade per brevi momenti, con inquadrature dall'alto, che riescono ad aumentare la tensione del film, a darci l'idea del pericolo imminente, della morte in arrivo. A proposito di regia, c'è un momento interessante in cui il ruolo del regista, sul luogo della strage, viene assunto dal commissario della polizia: da quando riesce a entrare nella sala di controllo e ha davanti a sé le immagini di tutte le videocamere di sorveglianza riesce, in qualche modo, a organizzare il suo cast, come se fosse un regista. E, a proposito di ruoli, è interessante anche il fatto che uno dei leader dell'eroica reazione del personale dell'hotel sia chef Oberoi: uno che, per lavoro, è abituato a prendere decisioni in breve tempo, a coordinare un team. È quello che farà anche in occasione di questo attacco.

Il cast: Dev Patel, Armie Hammer, Jason Isaacs

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Attacco a Mumbai - Una vera storia di coraggio: una scena con Armie Hammer

Attacco a Mumbai ha un cast interessante. Su tutti spicca Dev Patel, che tutti ricorderete come il giovane protagonista di The Millionaire di Danny Boyle. Qui è un attore maturo, con la barba e quel turbante sikh che è una delle chiavi della storia, e dà vita a uno dei personaggi più interessanti della storia. Poi c'è Armie Hammer (The Social Network, Chiamami col tuo nome), che ha dimostrato di sapersi districare in ruoli piuttosto diversi tra loro, e qui è un padre e marito sensibile, ed eroico. E poi c'è quel Jason Isaacs che, dopo averlo in visto in The OA dove è uno dei personaggi chiave), non riusciamo a guardare sullo schermo senza provare una certa inquietudine. Quando decide di prendete sotto la propria protezione una donna ci vengono i brividi, visto quello che è successo nella famosa serie con Brit Marling. Ma il suo personaggio, cinico e sfrontato, sarà una delle sorprese del film.

Un film nello stile di Paul Greengrass, ma senza la sua maestria

Per concludere, un po' di considerazioni. Come detto in apertura, Attacco a Mumbai è un film d'azione realistico, che prende spunto dalla realtà e cerca di restituirla nel migliore dei modi: un po' nello stile di Paul Greengrass e del suo United 93, ma senza la classe e la maestria dell'autore britannico. È un film che tiene sulla corda per tutta la sua durata, ma si dimentica anche piuttosto in fretta. Non senza fare qualche riflessione. Come dicevamo in apertura, è davvero singolare che tutti sappiano che cos'è stato l'11 settembre 2001 e quasi nessuno che cosa sia stato il 26 novembre 2008.

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Attacco a Mumbai - Una vera storia di coraggio: Dev Patel in un'immagine del film

In tempi in cui, tra televisioni e web, le notizie corrono in tutto il mondo in maniera istantanea, vuol dire che il nostro occhio è sempre piuttosto focalizzato sul nostro Occidente: New York e Mumbai distano ugualmente da noi, ma alla prima siamo vicinissimi, della seconda non sembra importarci. L'altra riflessione riguarda i tempi, politici, che stiamo vivendo: un tempo avremmo guardato a questo film, che è la fredda cronaca di un avvenimento, per la sua suspense e il suo valore storico. Oggi invece ci viene in mente, anche se solo per un attimo, che di un film come questo potrebbe appropriarsi di una qualche parte politica per dare giudizi di valore su di un intero popolo.

Conclusioni

Dalla recensione di Attacco a Mumbai avrete capito che si tratta di un film d’azione realistico, che prende spunto dalla realtà e cerca di restituirla nel migliore dei modi: un po’ nello stile di Paul Greengrass e del suo United 93, ma senza la classe e la maestria dell’autore britannico. È un film che tiene sulla corda per tutta la sua durata, ma si dimentica anche piuttosto in fretta.

Movieplayer.it

2.5/5

Voto medio

3.0/5

Perché ci piace

  • È un film d'azione che tiene sulla corda per tutta la sua durata.
  • Racconta un fatto a noi poco noto e, come sottotesto, fa riflettere sui fondamentalismi.
  • Il cast, in cui spiccano Dev Patel, Jason Isaacs e Armie Hammer.

Cosa non va

  • Si dimentica piuttosto in fretta dopo averlo visto.
  • Per certi versi è un'operazione simile a United 93 di Paul Greengrass, ma senza la classe dell'autore inglese.