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Animali Fantastici: da successo garantito a flop travagliato

Analizziamo il travagliato percorso commerciale di Animali Fantastici, sempre più in negativo nel corso degli anni.

Animali Fantastici I Segreti Di Silente 9
Animali Fantastici - I segreti di Silente: Mads Mikkelsen in una scena

Ottobre 2016: "Faremo cinque film!". Aprile 2022: "La Warner valuterà se andare avanti con il quarto e quinto episodio in base agli incassi del terzo". Dalla certezza assoluta al dubbio nel giro di meno di sei anni. Questo il destino della saga cinematografica degli Animali Fantastici, spin-off/prequel delle avventure di Harry Potter. Una saga partita sotto i migliori auspici sul piano commerciale, con un primo episodio che ha incassato 814 milioni di dollari nel mondo, per poi registrare un calo vistoso con il sequel (654 milioni). E ora il terzo rischia seriamente di chiudere sotto i 400 milioni, risultato disastroso anche con l'attenuante della pandemia (dato che i franchise di un certo peso hanno dimostrato di saper attirare il pubblico in sala). Come siamo arrivati a questo punto? E qual è il futuro del maghetto e delle sue varie derivazioni sullo schermo? Proviamo a capirlo con questa analisi dell'evoluzione dello spin-off.

In principio fu Newt Scamander

Animali fantastici e dove trovarli: l'attore Eddie Redmayne in una foto promozionale del film
Animali fantastici e dove trovarli: l'attore Eddie Redmayne in una foto promozionale del film

Animali fantastici e dove trovarli, come da titolo, è nato come "adattamento" dell'omonimo libriccino, che nel contesto dell'universo fittizio di Harry Potter fa parte dei materiali scolastici per gli alunni di Hogwarts. Un'espansione del franchise cinematografico che, sulla carta, voleva dare spazio a una figura minore quale Newt Scamander, mandandolo in giro per il mondo alla ricerca di creature incantate da studiare. Una storia a sé, con infinito potenziale a livello di location per conoscere il mondo magico al di fuori del Regno Unito visto nel presente potteriano. Unico, sottile, legame con ciò che già sapevamo, per evidenti motivi di contesto storico, il conflitto tra le autorità magiche e il perfido Gellert Grindelwald, antesignano di Voldemort nel voler soggiogare gli umani e instaurare una vera e propria dittatura. Logico aspettarsi dei rimandi nel corso di quella che doveva essere una trilogia, ma è saltato fuori ben presto che l'idea era di andare oltre: come svelato nelle settimane prima dell'uscita, da tre film l'intenzione era di passare a cinque, e Grindelwald sarebbe stato un elemento importante della saga, al punto da farlo interpretare a Johnny Depp. E lì sono iniziati i problemi.

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Un universo espanso e fuori controllo

Animali Fantastici: I crimini di Grindelwald, una foto del film che ritrae Silente
Animali Fantastici: I crimini di Grindelwald, una foto del film che ritrae Silente

Anziché adottare nuovamente l'approccio potteriano, con i romanzi/film introduttivi che funzionavano in modo autoconclusivo prima di arrivare alla vera trama orizzontale al termine del quarto episodio (quindi a metà strada), J.K. Rowling - questa volta sceneggiatrice e non solo consulente e/o produttrice - ha deciso di gettarsi a capofitto nel bel mezzo della storyline legata a Grindelwald e il suo ex-amante, Albus Silente, facendo anche capire che era quello il vero interesse nel fare il prequel: dopo il primo capitolo, il font del sottotitolo ha preso il sopravvento sulla menzione degli animali fantastici, come ad indicare che Newt era un escamotage, una pubblicità menzognera per arrivare al succo del discorso. Cosa di per sé perdonabile, se ci fosse dietro un piano preciso e strutturato. E così non è. Animali Fantastici: I crimini di Grindelwald ha confermato i peggiori istinti creativi dell'autrice, che già negli anni precedenti ha cominciato a giocarsi l'affetto dei fan con uscite strambe sui social o sul sito Pottermore circa l'universo da lei creato (vedi la questione del gabinetto nel mondo dei maghi).

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Silente e Grindelwald

Il secondo film della saga, oltre ad avere problemi di tipo strutturale, sintomo della poca dimestichezza della scrittrice con le differenze tra un romanzo e una sceneggiatura, a furia di espandere si ritrova a contraddire elementi canonici del franchise: a un certo punto appare una versione più giovane di Minerva McGranitt, già assunta come insegnante a Hogwarts alla fine degli anni Venti pur essendo nata nel 1935. Rowling ha cercato di risolvere l'incongruenza rimuovendo la data esatta dalla scheda del personaggio su Pottermore, ma rimangono i romanzi, ambientati negli anni Novanta, in cui lei dice di essere insegnante da meno di cinque decenni. Anche Animali Fantastici - I segreti di Silente rientra in questa logica, modificando le circostanze della morte di Ariana Silente dicendo che Grindelwald non prese parte al duello che l'ha inavvertitamente uccisa. Lungi da noi contestare il diritto ad apportare modifiche alla propria creazione, ma c'è modo di farlo senza compromettere l'integrità di base del franchise.

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Controversie esterne

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Già nel 2016 c'era chi si interrogava sulla logica dell'avere Johnny Depp come interprete di Grindelwald, non tanto per questioni legate alla sua vita privata, quanto per il suo essere ormai passato di moda come star del cinema (il suo ultimo vero successo commerciale, il quarto film dei Pirati dei Caraibi, risale al 2011), e per il suo stile di recitazione a quel punto prevedibile e un po' stanco, che rendeva il villain una figura eccentrica senza particolare profondità. E al netto dell'ottima sequenza nel secondo film in cui lui recluta proseliti in una cripta parigina, il dubbio è rimasto, al punto che - sorvolando sulla sua disputa giudiziaria con Amber Heard che è stato un problema aggiuntivo, non l'unico - molti hanno espresso dubbi sul voler continuare a vedere i film successivi con lui ancora nel ruolo (ricordiamo che nei piani della saga il quinto capitolo dovrebbe essere quello sul duello finale tra Silente e Grindelwald, nel 1945). A questo si è aggiunto il problema di J.K. Rowling con le sue opinioni sulla comunità transgender e le presunte connotazioni razziste di alcuni personaggi delle sue opere, questione che ha gradualmente allontanato il fandom storico mentre l'accoglienza tiepida del secondo capitolo ha contribuito allo scetticismo del pubblico generalista.

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Salvare il salvabile?

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Animali Fantastici - I segreti di Silente: Mads Mikkelsen in una scena del film

Con il terzo episodio, già di suo in difficoltà per via della pandemia che ha influito sulle tempistiche delle riprese, è stato evidente il tentativo di aggiustare tutto ciò che in teoria non funzionava: all'autrice è stato affiancato Steve Kloves, sceneggiatore dei film di Harry Potter, per rendere il tutto più strutturato e coinvolgente sul piano narrativo, e la parte di Grindelwald è stata riassegnata a Mads Mikkelsen, più misurato e carismatico rispetto alla performance bislacca di Depp. Inoltre, partendo dal presupposto che il box office potesse decretare la fine prematura della saga, il finale è stato costruito in modo tale da chiudere praticamente tutte le sottotrame in sospeso. Ma anche in questo caso non sono mancate le polemiche, tra la presenza ridotta di Katherine Waterston (che alcuni hanno letto come ripicca di Rowling per motivi personali) e il comportamento fuori dal set di Ezra Miller, nei guai con la legge proprio nei giorni in cui si teneva la prima del lungometraggio. E il botteghino al momento parla chiaro: dopo il secondo weekend siamo sotto i 300 milioni di dollari nel mondo, e difficilmente si raggiungerà una cifra soddisfacente rispetto al budget (200 milioni, ma parte di esso è dovuto alle spese aggiuntive per i protocolli anti-Covid).

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Come continuare? C'è chi suggerisce di ridurre il budget dei due film rimanenti ed eventualmente sacrificare la sala, sfruttando la piattaforma HBO Max. Ma a questo punto il danno è fatto, ed è probabile che la soluzione migliore sia scavare in altri angoli del Wizarding World, preferibilmente senza affidare la scrittura e il solo potere decisionale all'autrice, la cui gestione degli ultimi tre lungometraggi si è dimostrata a dir poco altalenante. Il successo dello speciale per l'anniversario del franchise di Harry Potter (dove la presenza di lei è limitata a materiale d'archivio del 2019) dimostra che l'appetito per nuove storie c'è ancora, basta solo capire come sfruttarle. E dato che Daniel Radcliffe si è detto poco interessato a tornare, sarà anche utile trovare un modo per rimanere nel Wizarding World senza legare il tutto troppo esplicitamente alle avventure del maghetto, altrimenti incapperemo nello stesso problema che sta segnando la produzione recente di Star Wars al cinema e in streaming: una presunta espansione che in realtà non fa che rimpicciolire l'universo narrativo di cui è parte.