Sarebbe assurdo banalizzare un'intervista che no, non può essere come le altre. Che l'atmosfera sia piccante lo si capisce fin da quando arriviamo in hotel, uno dei più lussuosi di Roma. C'è fermento ma, al contempo, sembra esserci uno strano silenzio. Al quarto piano, dopo una giustificata attesa spezzata da qualche chiacchiera e diversi biscotti al burro, ci aspetta una delle donne più influenti del mondo: Kim Kardashian.
Per completezza, con lei ci sono altri tre nomi mica da poco: Sarah Paulson, Naomi Watts, Niecy Nash. Tutte e quattro sono arrivate nella Capitale per presentare in anteprima mondiale alla Festa del Cinema di Roma la stagione 2 di All's Fair, legal comedy sviluppata da Ryan Murphy (dal 4 novembre su Disney+ con i primi tre episodi).
All's Fair 2: intervista a Kim Kardashian e Sarah Paulson
Al centro della serie l'empowerment femminile e l'emancipazione di genere: un gruppo di avvocate che lottano per i diritti delle donne, tra cause, battaglie civili, accordi prematrimoniali ed ex mariti invadenti. A fare la differenza, però, non è uno studio legale di successo, ma la cerchia amicale. "È la tua cerchia di amici e le donne che ti stanno vicino a darti buoni consigli. Bisogna circondarsi di persone che fanno la cosa giusta", dice Kim Kardashian nell'intervista a Movieplayer, seduta accanto a Sarah Paulson in un set tv allestito magnificamente, tra luci e addobbi floreali. Una specie di esperienza in grado di tradurre perfettamente lo spirito camp di All's Fair.
Lo show Disney+ tra l'altro affronta anche la pressione lavorativa, tuttavia è importante decomprimere secondo Sarah Paulson: "La mia famiglia è fondamentale, alleggerisce il carico di lavoro. Se voglio rilassarmi guardo Love is Blind sul letto. Piccole cose che ti aiutano a distogliere un po' la mente dalle pressioni della giornata, proprio come capita a chiunque altro. È come se a volte avessi semplicemente bisogno di un momento per staccare la spina".
Il senso della bellezza
In fondo, è tutta una questione di bellezza. La stessa bellezza posta in primo piano da All's Fair. "I miei figli, la mia mamma, le mie sorelle, la mia famiglia. Questa è la bellezza per me", confida Kim Kardashian. "La bellezza? I miei migliori amici, i miei cani. L'arte, quella vera", continua Paulson. "Sono andata a vedere la mostra di Karen Simon al Guggenheim. È stata una delle cose più straordinarie che abbia mai visto. Quindi, a volte, la vera arte può essere davvero stimolante e rilassante allo stesso tempo".
In All's Fair il senso di comunità è fondamentale. Del resto, solo restando insieme possono cambiare le cose. "Penso che sia assolutamente necessario avere una squadra", dice Kardashian. "Nessuno riesce a ottenere qualcosa da solo, indipendentemente dal settore in cui opera. Ma anche da soli possiamo farci sentire per denunciare ciò che possa portare a un cambiamento. Ma poi, ovviamente, ci vogliono tutti i legislatori e tutte le altre persone coinvolte per far sì che ciò avvenga. Se si è abbastanza influenti, si dispone della piattaforma giusta e ci si trova nella posizione di poter far sentire la propria voce in un certo modo, allora si può portare avanti un cambiamento. Ma in generale tutto si fa in squadra".
Il tocco di Ryan Murphy
Mentre il timer scorre inesorabilmente all'indietro, mangiando i secondi che ci separano dalla fine di questa surreale e incredibile intervista, Kim Kardashian passa la parola a Sarah Paulson quando parla di Ryan Murphy. "Grazie a lui ho interpretato 19 personaggi. Ryan ha riportato in auge l'antologia, che in realtà non era mai esistita, o forse c'era stata ma poi era caduta nell'oblio; è un po' come ogni stagione di una serie: American Horror Story, ad esempio, è nata come un unico progetto e ora conta 13 stagioni, anche se ogni stagione è a sé stante in termini di trama Ne ho fatte 10 su 13".
Per Paulson la differenza la fanno i personaggi: "di solito nelle sue serie ci sono personaggi emarginati. C'è qualcuno per cui tifi, qualcuno invisibile che in un certo senso è al centro della storia. E poi crea mondi enormi, giganteschi e fantasiosi in cui immergersi. Che si tratti di Horror Story, Crime Story, Glee, All's Fair o Monster. È come se ci potessi davvero perdere dentro". Ecco, quando Sarah cita Monster, Kim si gira, le sorride e le dice: "ti ho vista, sei stata grande. Ma avrei qualche domanda da farti a proposito...". Ecco, ora siamo curiosi: chissà cosa le avrà chiesto.